NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

Chi sono

Utente: pellizzer2
Sono ancora il tuo fastidioso dirimpettaio, e chi altro potrei essere?

Controfigure

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 18 febbraio 2009

DALLA GONNA AL PELO

Povia è assolutamente da rinchiudere.

Riassumendo: il cantante aveva detto di essere stato gay, ma solo per scherzo; di aver indossato la gonna, ma solo per far colpo ai provini; di aver fatto uso di coca e alcol, ma di aver poi smesso; di aver sofferto di incubi e di ansia, ma di ricorrere attualmente solo a qualche sonnifero... 

... Adesso, volendo esagerare, ha anche aggiunto alcune perle di saggezza. E infatti ha spiegato che gay non si nasce, ha rivelato che sta studiando la cosa, e ha precisato (ecchissenefrega!), che non gli piacciono gli uomini che si depilano!

_________________


Incredibile intervista di Povia: non ero gay, indossavo la gonna per far scena


  P
ovia ha smentito di essere stato gay. Scherzava quando lo aveva dichiarato, nel 2005! (Ma allora, perché ha aspettato così tanto a rivelare la cosa?).
E sia chiaro che la gonna la metteva, ma solo per far scena e superare i provini (oggi è maturato, e detesta gli uomini che si depilano: quale progresso!).

  Domani,  magari, Povia dirà che è stato uno scherzo anche questa parabola di Luca (quello della canzone, che era gay ed è diventato etero). Storia vera, dice lui, ma che -pensa un po’- riassume tutti i luoghi comuni sull’omosessualità (padre assente e problematico, madre iperprotettiva, eccetera).

  Intervistato da Andrea Scarpa (per “Vanity Fair”), Povia ammette di aver avuto problemi con la cocaina e con l’alcol (ha passato sei mesi in un centro di recupero).
Ma adesso -a parte l’esigenza di prendere qualche sonnifero ogni tanto- sta molto bene. E non ha più l’ansia e gli incubi (salamandre, serpenti, assassini e quant’altro), che lo hanno tormentato a lungo.

  E’ convinto, Povia, di piacere molto ai gay, e se vede un bel culo (femminile, s’intende) si volta indietro. Quando è in tour guarda qualche film porno, ma mai da solo (perché passare per finocchi è grave, ma sembrare segaioli è peggio, evidentemente!).


Povia: dalla gonna al pelo


  M
agari Luca era davvero gay, ma è sicuro che Povia ha le idee parecchio confuse . E non ha neppure il coraggio di rivelarle in pieno.
Adesso Povia studia l’omosessualità (a che titolo? A che scopo?). Fino a ieri diceva di esserne guarito (chissà con quale pillola!), e rivelava di aver guarito alcuni suoi amici (che come lui, e come Luca, si sono sposati e adesso son felici).
Oggi dice invece che scherzava, e scherzava anche quando teneva le gonne.

… Quante storie: solo per giustificare qualche errore di gioventù, qualche vestitino di cattivo gusto comprato al mercato!
E soprattutto: perché scandalizzarsi per un uomo che si depila? A lui, forse, piacciono (platonicamente, sia chiaro), solo gli uomini macho?


_________________



Dall’ intervista di Andrea Scarpa a Povia
(su "Vanity Fair")

Che cosa l'ha ferita in questi due mesi?
«I pregiudizi. Molti gay mi hanno massacrato senza aver ascoltato o letto nulla. Non ho mai pensato di trattare l'omosessualità come malattia. Anche se a qualcuno avrebbe fatto comodo. Per me una malattia vera è il cancro».

La sua posizione nei confronti dell'omosessualità qual è?
«Se un gay è sereno, buon per lui. Quelli che mi scrivono, però, dicono troppo spesso di essere felici. E secondo me non stanno così bene. Io racconto una storia: che uno abbia la coscienza sporca o pulita, l'ascolti a modo suo».

Ciò che canta, a suo avviso, riguarda la maggior parte dei gay?
«Non lo so. Di sicuro i genitori influiscono parecchio sull'orientamento».

Lei ha dichiarato che da quattro anni studia la questione gay.
«… Ho iniziato a documentarmi. Ma non voglio parlarne in un'intervista, preferisco farlo durante i miei concerti».

Non può tirarsi indietro così.
«Sì che posso. Ho bisogno che la gente venga in teatro a vedermi. Posso soltanto dire che mi dà fastidio la disonestà intellettuale di chi dice che un individuo nasce omosessuale o eterosessuale. La natura non determina queste cose. È un discorso troppo lungo: lasciamo stare. Chiedo solo rispetto».

Lei è cattolico?

«No. Credo in Dio, ma mi sono sposato in Comune e non ho battezzato le mie due figlie. Le posizioni della Chiesa sui gay non sono le mie».

Che cosa pensa dei matrimoni per le coppie gay?

«Per me ci sono diritti che sono solo eterosessuali. Un uomo e una donna fanno un contratto, cioè un matrimonio, per avere figli che un giorno, in un modo o nell'altro, manderanno avanti lo Stato. Due uomini, invece, al contrario di due donne che possono farsi inseminare, nonostante paghino le tasse non possono avanzare pretese, perché non avranno mai una discendenza. Per la tutela dalle malattie e l'eredità, invece, sono per l'estensione dei diritti a tutti. Il resto sono capricci».

È mai stato avvicinato da Comunione e Liberazione?
«Sì. Li rispetto, ma io sto da una parte e loro dall'altra. C'erano anche loro al Family Day del 12 maggio 2007, io però ho partecipato solo perché mi interessa la famiglia. E quando vedo che non si spendono soldi per la ricerca sulle malattie rare e infantili, la famiglia tradizionale o la sanità, che cazzo me ne frega della legge sulle coppie di fatto? È importante? Mettetevi in fila indiana, come alle poste».

Che intende per famiglia tradizionale?
«L'uomo fa l'uomo e dà la guida spirituale, la donna nutre e alleva i figli. E insieme formano equilibrio e stabilità. Oggi, però, nessuno vuole fare la sua parte. Gli uomini si depilano».

Quando andava in giro con la gonna, i gay la corteggiavano?
«Sì. Piaccio molto ai gay. Quando un ragazzo mi guarda, me ne accorgo che "attizzo". Mi succede anche con le donne. Ma la gonna la portavo per non passare inosservato ai concorsi canori».

Tornando indietro, che cosa non rifarebbe?
«Il periodo dai 16 ai 22 anni, quello della droga e dell'alcol. Adesso ho eliminato tutto: le canne, il vino, le sigarette».

E i film porno? Ho letto che è un appassionato.
«Solo ogni tanto, quando sono in tour. Mai da solo, però».
_________________


Altro post su Povia CLICCANDO QUI, e CLICCANDO QUI.