Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
Chi sono
Sono ancora il tuo fastidioso dirimpettaio, e chi altro potrei essere?
Il Silvio pensava di detassare gli straordinari. Ma gli hanno spiegato che ormai non se ne fanno più. Quindi si è atteggiato a Robin Hood. Ma gli hanno detto che prima dei poveracci bisognava aiutare le banche. Sempre e comunque il cavaliere si è inciuciato con Bush. Ma infine è stato costretto a rinnegare la politica economica dell'amico (e a farsela invece con Obama). … Infine gli è venuta la bella idea di fare un "piano casa" (e subito il suo bel progetto è finito sepolto sotto le macerie dell'Abruzzo!).
Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che cosa è stato il nostro dopoguerra.
Lo ha fatto ricordando le tante catastrofi che hanno colpito il Belpaese, ma pure liquidando il fantomatico “piano casa” di Sua Emittenza Silvio IV. ... E lo ha fatto anche accusando gli italiani tutti: la classe dirigente, ma anche quel “popolo” che fa ugualmente parte di un “circolo perverso”.
â–ş SALVATORE SETTIS (DALL’ARTICOLO “CHE COSA NASCONDE IL PIANO B DEL GOVERNO”) La tragedia dell´Abruzzo martoriato dal terremoto spazza via la farsa del cosiddetto "piano casa". Frutto di cinica improvvisazione in caccia di voti, esso prevedeva persino «procedure semplificate per le costruzioni in zone sismiche», fra cui l´abolizione di ogni autorizzazione preventiva, sostituita dal «controllo successivo alla costruzione, anche con metodi a campione».
… Anziché costruire il ponte sullo Stretto di Messina (una delle aree più sismiche del mondo, oltre centomila morti nel terremoto del 1908), è il momento di concentrare energie e investimenti in un grandioso piano di messa in sicurezza del Paese.
… Non di uno sgangherato "piano casa" ha bisogno l´Italia, ma di un vero piano-sicurezza, che sia insieme un piano-tutela dell´ambiente, del paesaggio, della memoria storica.
â–ş EUGENIO SCALFARI (DALL’ARTICOLO “MA OLTRE L’EMERGENZA INCOMBE IL FUTURO”) … Ora è tempo di decisioni rapide e sagge e di pubbliche assunzioni di responsabilità… Prendete il piano casa voluto dal governo. Al principio fu una proposta avventurosa di Berlusconi per rilanciare l'industria delle costruzioni: il 20 per cento di cubatura in più concessa a tutti i proprietari di case, in città, nei centri storici, nelle campagne. Le sovrintendenze costrette al silenzio-assenso con trenta giorni di tempo per opporsi. I privati autorizzati a iniziare i lavori con la semplice autocertificazione firmata dal professionista incaricato di dirigere i lavori. E sgravi fiscali per tutti.
… Ricordiamole quelle catastrofi avvenute che hanno costellato la storia nazionale nel dopoguerra (senza scordare il terremoto-maremoto che distrusse Messina e lo Stretto ai primi del secolo scorso provocando una strage di proporzioni inusitate)… Sessant'anni di rovine, lutti, tendopoli, roulotte, prefabbricati, cucine da campo, Forze dell'ordine e Forze armate mobilitate, pompieri e vigili, ordinanze, editti, processi, mafie e camorre all'opera per trarre vantaggi… E lacrime lacrime lacrime. Di emergenza in emergenza. Ma tra l'una e l'altra liberi tutti. Liberi di costruire sul bordo dei fiumi e dei vulcani. Liberi di impastare il cemento con la sabbia del mare. Liberi di lesinare sulle armature di ferro. Liberi di scempiare il paesaggio. Liberi di violare i piani regolatori. Un popolo di eroi, di navigatori e di abusivi. Sempre condonati. Spesso incitati ad abusare. Come accade quando il fare diventa un fine a se stesso e sgomita per farsi largo, egoismo che lotta con altri egoismi.
… Il fare del presidente del Consiglio - l'abbiamo già detto in precedenza - si limita ad una veduta corta e si esaurisce nell'immediato, insegue ritorni politici ed elettorali a scadenza breve, è intriso di emotività e di populismo.
… I cittadini (l’ho già scritto in altre occasioni ma voglio qui ripeterlo), sembrano ormai presi da sentimenti di indifferenza e apatia che non sono consoni alla temperie che stiamo attraversando. Sono delusi ed hanno buone ragioni per esserlo, ma la delusione non ha alcuna logica connessione con l'apatia, specie quando una parte non piccola di essa riguarda anche il modo come abbiamo esercitato il nostro ruolo di cittadini e di popolo, come abbiamo vissuto il nostro diritto di cittadinanza.
È illusorio pensare che la classe dirigente possa esser migliore del popolo che la esprime. C'è un rapporto stretto tra questi due elementi di una democrazia funzionante e governante, tra la cittadinanza e la dirigenza. Se entrambe sono parte d'un circolo virtuoso si migliorano a vicenda, ma se entrambe fanno parte d'un circolo perverso, a vicenda si imbarbariscono.
Dedico questo post a Santa Romana Chiesa, che organizza le collette per i terremotati (proprio mentre continua a collezionare privilegi e ad intascare le quote inoptate dell’8X1000).
Sull’argomento ha detto la sua anche Giancarlo Lehner.
Che su Libero ha scritto fra l’altro: “Nel 2008 la Chiesa cattolica ha percepito da Pantalone 1.002.513.715,31 euro, una cifra che se destinata, una tantum, alla ricostruzione, sarebbe quasi risolutiva. Fra l’altro, la Chiesa cattolica, per una furbata che fa il paio con chi mescola cemento e sabbia marina, percepisce l’8 per mille, quand’anche non sia indicata come destinataria. In questo modo, spettandole meno del 40%, Santa Romana Ecclesia si becca quasi il 90% del finanziamento statale. Basterebbe che i preti restituissero solo quel 50% non dovuto, per fare opera di bene a favore degli abruzzesi e meritarsi così almeno la salvezza a futura memoria, visto che il pozzo di san Patrizio è, appunto, la via breve verso il Purgatorio”.
Non tutti i terremoti vengono per nuocere:
Marco Travaglio e padre Livio lo hanno dimostrato.
... Pure con validi argomenti!
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Marco Travaglio (su L’Unità), ha spiegato che in Abruzzo “la natura è stata più svelta del governo e ha presentato il suo piano casa”. … E poteva andare perfino peggio -ha precisato il giornalista!- perché “è una fortuna che gli edifici crollati non fossero stati ancora ingranditi del 20-30 per cento, secondo i dettami del Cavaliere e dei suoi corifei, altrimenti il bilancio dei morti sarebbe più cospicuo”.
Invece Padre Livio (di radio Maria) ha voluto tranquillizzare tutto l’Abruzzo.
Naturalmente lo ha fatto a modo suo, con il garbo che tutti gli riconosciamo.
… E infatti prima di leggere il diario di Santa Faustina Kowalska il prete ha rivelato -forse glielo ha spiegato la Madonna?- che per i terremotati “il Signore ha voluto che in questa settimana santa in qualche modo anche loro partecipassero alle sofferenze della sua Passione”.
A fin di bene, s’intende, al fine di farli partecipare “alla gloria della sua Resurrezione".