NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

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domenica, 31 maggio 2009

CERVO A PRIMAVERA

  L'ULTIMA SU BERLUSKONI : IL PIDUISTA HA BISOGNO DI SENTIRSI AMATO. E’ SOLO UN UOMO ABBANDONATO DALLA MOGLIE VERONICA (CHE DA ANNI, SEGRETAMENTE, TIENE UN COMPAGNO)

  … LO HA RIVELATO A “LIBERO” LA DANIELA SANTANCHE’ (PROPRIO QUELLA CHE SI LAMENTAVA PERCHE’ SILVIO  PREFERIVA “LE DONNE IN ORRIZZONTALE ANZICHE’ IN VERTICALE”)




Dall’articolo “La verità: Veronica ha un compagno”

Clamorosa intervista alla Daniela Santanchè
(
di Alessandro Sallusti, per “Libero”)

La Santanchè non solo è sempre stata al fianco delle donne, ma pur essendo in buoni rapporti col Presidente non ha mai fatto parte della sua scuderia. Anzi, i due se le sono date di santa ragione nel corso dell'ultima campagna elettorale e la signora è l'unico politico del centrodestra che non ha voluto portare se stessa e il suo Movimento per l'Italia al comodo approdo del Popolo della Libertà

* O
norevole Santanché, perché quell'uscita così, per il suo movimento non sarebbe stato più utile cavalcare l'onda del Silvio mascalzone?
«… Le questioni personali non si possono prendere a cuore leggero.
Lo dico per esperienza personale. Anche io ho vissuto situazioni delicate e dolorose. Ci vuole rispetto. Ringrazio il cielo di essere riuscita a tenerle nella sfera della vita privata (…) Ogni mattina apro i giornali e leggo di Berlusconi di qua e Berlusconi di là. E ogni mattina spero di trovare quella verità che io so e che ribalterebbe tutto, ogni giorno spero che il Presidente abbia la forza di farlo, di dire. E invece niente. Il Paese poteva essere travolto da un finto scandalo, l'immagine internazionale sta per essere compromessa. Non è più accettabile, sopportabile. Sono certa che la misura è colma, che il gioco è truccato (…) E allora è venuto il momento che gli italiani sappiano…
… Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia ma è Veronica Lario che ha un compagno (…) Veronica Lario da molto tempo ha al fianco un suo compagno. Si chiama Alberto Orlandi, ha 47 anni, è capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio e con lui condivide progetti, interessi e vacanze…
… Giornalisti, politici e intellettuali si sono gettati a scandagliare e commentare la vita privata di Silvio e nessuno, dico nessuno che abbia fatto un minimo di indagine su quella della moglie (…) Di Berlusconi è stato esaminato ogni centimetro quadrato, nessuno ha buttato un occhio nel giardino di Veronica. Qui non ce la raccontano giusta…
… La signora Veronica è stata strumentalizzata da qualcuno che le è vicino. Ci avevano già provato una prima volta con la famosa lettera a Repubblica. Ora sono tornati all'attacco. Hanno usato lei di nuovo come apripista, poi ci hanno infilato il caso Mills, ora sta per arrivare l'inchiesta sul pattume napoletano con una tempistica perfetta. Non mi sembrano coincidenze, l'orologio è regolato con precisione sulle elezioni (...) So che il presidente ama circondarsi di persone, anche ragazze, certo. E' un uomo solo e mi sono fatta l'idea che ha bisogno di sentirsi amato…».

       
      
Cervo a primavera
  Cliccando sulla foto qui sopra, i più fortunati troveranno un video-sorpresa.
In ogni caso a questo post va collegato
quello su Silvio & Noemi-Cenerentola, quello sul “terremoto in casa Berluska”, quello delle “ultime parole famose” sulla telenovela, quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sul Berluska presunto "gran comunicatore".
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
domenica, 24 maggio 2009

SILVIO E CENERENTOLA

L’EX FIDANZATO DI NOEMI RIVELA:
“PAPI” SILVIO HA CONTATTATO LA MINORENNE SENZA CONOSCERNE I GENITORI


  MORALE : IN QUESTA STORIA BABBO “ELIO” NON C’ENTREREBBE UN CACCHIO, E IL BERLUSKA AVREBBE MENTITO SPUDORATAMENTE ANCHE SU QUESTO




  Il quotidiano La Repubblica ha intervistato il 22enne Gino Flaminio (che per sedici mesi è stato il moroso di Cenerentola-Noemi).

  Il ragazzo ha raccontato quello che ha visto, quello che gli è stato riferito dalla sua ex ragazza, quello che infine lo ha schifato.

  Se quel che dice Gino fosse vero (come sembra), ne consegue che Sua Bandana ha raccontato un mucchio di frottole.
... Anche stavolta, come sempre, peraltro!

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Dall’articolo “Così papi Berlusconi entrò nella vita di Noemi”
(la clamorosa intervista di Giuseppe D’Avanzo e Conchita Sannino, per Repubblica)

 

(…) Gino Flaminio è in grado di dire quando e come Silvio Berlusconi è entrato nella vita di Noemi. Come quel "miracolo" (così Gino definisce l'inatteso irrompere del premier) ha cambiato - di Noemi - la vita, i desideri, le ambizioni e più tangibilmente anche il corpo, il volto, le labbra, gli zigomi; in una parola, dice Gino, "i valori".
Il ragazzo può raccontare come quell'ospite inaspettato dal nome così importante che faceva paura anche soltanto a pronunciarlo nel piccolo mondo di gente che duramente si fatica la giornata e un piatto caldo, ha deviato anche la sua di vita.
Quieto, come chi si è ormai pacificato con quanto è avvenuto, Gino ricorda: «Mi è stato quasi subito chiaro che tra me e la mia 'memi' non poteva andare avanti. Era come pretendere che Britney Spears stesse con il macellaio giù all'angolo...».

È utile ricordare, a questo punto, che il primo degli enigmi del "caso politico" è proprio questo: come Berlusconi ha conosciuto Noemi, la sua famiglia, il padre Benedetto "Elio" Letizia, la madre Anna Palumbo?
A Berlusconi è capitato di essere inequivocabile con la Stampa (4 maggio): "Io sono amico del padre, punto e basta. Lo giuro!". Con France2 (6 maggio), il capo del governo è stato ancora più definitivo. Ricordando l'antica amicizia di natura politica con il padre Elio, Berlusconi chiarisce: "Ho avuto l'occasione di conoscere [Noemi] tramite i suoi genitori. Questo è tutto".
Gino ascolta questa noiosa tiritera con un sorriso storto sulle labbra… e finalmente si decide a raccontare: «I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio, parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente.
(...) Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un "book" di moda. Lo aveva consegnato a un'agenzia romana (…) Noemi mi dice che, in quell'agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi "book", mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i casting delle meteorine. Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice Noemi - che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non me lo ricordo - da Berlusconi.
Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi...
(…) Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è, "pura". Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi, ma le credo...
(…) Berlusconi, all'inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: "Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?", lui prima le ha risposto: "Se te lo dico, non ci credi". E poi: "Ma non si sente chi sono?".
Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci?
Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei al telefono lo chiamava papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi rispondeva, diceva papi e io capivo che si trattava del presidente.
Quando ho assistito ad alcune telefonate tra Berlusconi e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una sera, Emilio Fede e Berlusconi - insieme - hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Ora non saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so. Pensai che Fede dovesse preparare dei "provini" per le meteorine, quelle robe lì ...
(…) Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa tarantella, da cui voglio star lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno. Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba qui. Io però ho cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva.
Non mi piaceva più tutto l'andazzo. Non vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù all'angolo che si era fidanzato con Britney Spears.
Come potevo pensare di farcela? Gliel'ho detto a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia una grande pulizia o rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza sana, ancora infantile che non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al collo, "il suo teddy". Una ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori, almeno fino a un certo punto della nostra storia»
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  A questo post va collegato
quello sul “terremoto in casa Berluska”, quello delle “ultime parole famose” sull’argomento, quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sul Berluska presunto "gran comunicatore".
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
domenica, 17 maggio 2009

SE CUBA FOSSE LIBERA

  Gianni Minà è grande amico di Fidel Kastro, e si permette di snobbare la blogger cubana Yoani Sanchez, che lui assicura essere assolutamente sconosciuta nel suo Paese (ovvio: nell’isola sono sconosciute moltissime cose. E tanto per cominciare non sanno cosa sono le elezioni libere!).
… Resta che la Sanchez era stata invitata alla Fiera del libro di Torino, ma per la terza volta le autorità cubane le hanno negato il diritto all’espatrio.
E nonostante questo (e molto altro), Gianni Minà preferisce sottolineare quello che a suo dire è un grave vizio della ragazza: fingere di non vedere -e qui siamo alla solita litania del sub-comandante!- che Cuba
“ha raggiunto in questi anni standard d’eccellenza nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport”.

  La “bloggera” (il sub-comandante Minà chiama la Sanchez in questo modo), gli ha risposto subito per le rime. E gli ha rinfacciato le penose interviste -in ginocchio, e senza fare alcuna domanda veramente scomoda!- al dittatore cubano.
… Le penose interviste a Fidel Kastro, cioè -testuale!- all’uomo “ che ha retto i destini del mio paese per cinquant’anni, mentre noi cubani non abbiamo mai potuto rivolgergli domande o rispondergli con un voto depositato nell’urna”.

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Da “ L’embargo Usa va tolto per non dare più alibi”
(vecchia intervista di Omero Ciai a Yoani Sanchez, per Repubblica)


*  A Cuba è proibito avere in casa una connessione internet, come aggiorna il suo blog? C’è comunque un’aria nuova a l’Avana?
   «…L´embargo è stato il miglior argomento che gli americani hanno regalato al governo cubano per giustificare la sua incompetenza economica e la mancanza di libertà all’interno dell’isola. Mi piacerebbe che l´embargo terminasse domattina, è stato davvero un fallimento. Sono convinta che la retorica politica del governo cubano non potrebbe sostenersi più tanto facilmente senza el bloqueo. E non avrebbero più alibi per impedirmi di venire in Italia, alla Fiera del Libro di Torino.
… Solo i funzionari del governo e gli stranieri hanno accesso liberamente a Internet. Io scrivo sul mio computer a casa e poi con una memoria portatile vado nei business center dei grandi alberghi o negli Internet point pubblici e scarico il materiale ad amici che stanno fuori dall’isola. È un sistema lentissimo, costoso e pericoloso. Cambio spesso luogo perché sono vigilati. La mia pagina web è censurata, non è visibile nell’isola ma grazie al mio lavoro - faccio la guida illegale (underground) per i turisti tedeschi e guadagno qualcosa - posso pagarmi l´accesso al web due-tre volte alla settimana.
…Le famiglie cubane sopravvivono solo grazie al denaro che arriva dai parenti all’estero. O quello che riescono ad avere dai turisti… ».



  A questo post va collegato quello sui komunisti per finta. E tutti i vecchi post su Fidel Kastro.
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su NATALEtuttoL'ANNO, su NATALE PURE QUA, e su FASTI & FASTIDI.
domenica, 10 maggio 2009

KOMUNISTI PER FINTA


QUELLI CHE CHE SI DICEVANO KOMUNISTI (SENZA SAPERE COSA SIGNIFICASSE).
QUELLI CHE AMAVANO CHE GUEVARA (SENZA CONOSCERLO VERAMENTE).
QUELLI CHE ANCORA RIMPIANGONO BERLINGUER (E INTANTO VOTANO PER LA DESTRA DI BERLUSKA & BOSSI).

… VUOI VEDERE CHE -ALLORA COME OGGI- IN CERTE TESTOLINE LE IDEE SON SEMPRE STATE POCHE E PERFINO KONFUSE?


Ecco, qui di seguito, un esempio di italiano medio(cre). Ecco come tale Lamberto Boranga (già portiere della Fiorentina) ha spiegato al quotidiano "Libero" la sua ridicola conversione politica: prima fan di Che Guevara che si atteggiava a ribelle, successivamente elettore del Msi, e adesso candidato per la Lega di Bossi.

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Dall’intervista di Alessandro Dell'Orto a Lomberto Boranga
("Ero comunista ma per finta" Libero).


Lamberto Boranga era il portiere comunista e ribelle degli anni ’70, parate, show, due lauree, cultura, pugno chiuso, Berlinguer e W il Pci. Ha giocato con Perugia, Fiorentina, Reggiana, Brescia Cesena e Parma. Tuffi, belle donne e auto di lusso. Ora ha 66 anni ed è sempre ribelle. Ma non più comunista. Anzi. Si candiderà a consigliere comunale per la Lega a Reggio Emilia.

Da Che Guevara e Berlinguer a Berlusconi e Bossi: gran bei salti.
«Guardi che tra Pci e Lega non c’è molta differenza. Il vecchio partito comunista, ormai finito, era presente sul territorio, vicino alla gente. Proprio come Bossi ora».

Che Guevara primo mito di Boranga. Perché?
«Amante della motocicletta come me. Medico come me. Portiere come me. L’avevo idealizzato, mi ci rivedevo».

Poi Enrico Berlinguer. Perché?
«Il migliore, l’unico capace di farsi capire da tutti».

Boranga, lo confessi. Ma era un comunista convinto? O ci faceva?
«Ero paraculo, mica un fanatico. Mi piaceva il personaggio del calciatore di sinistra, un po’ per seguire mio fratello che invece era davvero del Pci, un po’ per atteggiarmi, come quelli che amano fare gli intellettuali di sinistra
».

... I primi dubbi veri?
«Inizio Anni ’80, mi devo laureare e voglio fare la tesi sullo sport nell’Europa comunista, soprattutto Germania dell’Est. Vorrei andare là a mie spese, ma ci vorrebbe un aggancio, come fare? Mi rivolgo al partito».

Risultato?
«Mi fanno parlare con un tizio, che mi rimbalza da un altro, che mi dice che ne sa di più un altro ancora e alla fine mi rimandano dal primo. Delusione totale».

E molla il Pci. La volta successiva per chi ha votato?
«Msi. E fanculo tutti. Finché a inizio Anni ’90 arriva Berlusconi, e lo scelgo».

Appunto, siamo al Cavaliere. Perché?
«Mi affascina, è bravo. Vincente».

La moglie, Veronica Lario, lo accusa di candidare troppe veline...
«Le mogli devono sempre rompere i cojoni, lasciamo stare».
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  A questo post è collegato quello
(dal blog NATALEtuttoL'ANNO), sul terremoto che donna Veronica ha scatenato in casa Berluskoni.