Ditelo a Umberto Bossi, quello che "ce l'aveva duro". Ditelo a Calderoli, quello della "porcata". Ditelo a questi ridicoli eredi spirituali dei Celti, che adesso si spacciano per "l'unico partito che veramente ha radici cristiane".
Diteglielo chiaro: se sono ignoranti quelli che non conoscono "Fratelli D'Italia", sono degli autentici idioti quelli che cantano il "Và Pensiero" senza capirne il significato (... non sanno che è da menagrami, che porta sfiga, e che in ogni caso con la Padania non c'entra una mazza!).
Già una volta il senatùr aveva fatto brutta figura, mostrando di non aver capito il nostro Inno nazionale. E infatti i suoi avversari gli avevano dovuto spiegare che non è la Padania (bensì la 'Vittoria'!), a dover diventare “schiava di Roma”.
… Ma adesso, dopo che Bossi ha sparato la sua raffica di kazzate ferragostane, è la stampa tradizionalmente amica della Lega a dovergli rinfacciare di aver frainteso pure il testo del “Va Pensiero”!
Proprio così: Diego Minonzio (su Libero), dopo aver ammesso che ascoltando l’Inno di Mameli “ti viene subito voglia di spaghetti e mandolino”, ha subito aggiunto (cfr. quanto riportato più sotto, subito dopo il video), che quando si sente cantare il Va Pensiero si sente il bisogno di “stringere il cornetto contro il malocchio”.
… E dunque, di grazia, qualcuno spieghi al senatùr Umberto la differenza tra un lamento della lirica (che ovviamente spinge all'emotività), e un inno nazionale (che per forza di cose deve essere trionfale). Glielo si spieghi anche a nome del patriota Giuseppe Verdi, che non si può certo difendere da tanta confusion. Già, il povero Verdi, che si starà rivoltando nella tomba, visto che gli tocca vedere la sua opera strumentalizzata da quattro baùchi (nel dialetto veneto sarebbero gli ignoranti: e ai leghisti il vernacolo piace tanto, vero?).
"Confusion" (degli Electric Light Orchestra)
Dall’articolo “Dicano al senatur che il Và Pensiero è un canto di sconfitta”
(di Diego Minonzio, per “Libero”)
«…Se vogliamo dircela tutta, questa storia narrata nel Nabucco, con questo povero popolo eternamente vessato e sconfitto e umiliato e offeso, di questi ebrei erranti che gliene capitano di tutti i colori e che il primo che passa li prende a schiaffi e, insomma, tutto questo piagnonismo in mezzo al deserto, al Giordano e alle piramidi, che c’azzecca con il Po, le zanzarosissime pianure padane e l’etica del faccio-tutto-io e dello sgobbare di genti ‘nordiche’ come quelle a cui Bossi fa riferimento? Non è forse un po’ un inno da sconfitti, da poveracci, addirittura da menagrami?».
A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Che pena il vecchio Bossi che balbetta su bandierine, dialetti, e gabbie salariali.
Che nostalgia dell'Umberto furioso che "ce l'aveva duro" (...quel Bossi che difendeva Milosevic, che sputava su Prodi, che offendeva 'papi' Berluska, che gridava al complotto degli ebrei, dei massoni, e degli amerikani).
Torniamo per un attimo al 20 febbraio 1999. Quel giorno la Lega Nord decide di aprire i mitici gazebo bianchi per raccogliere le firme contro la legge Turco-Napolitano sull' immigrazione.
… E quel giorno l’erede spirituale dei Celti (il senatùr Umberto Bossi), va a Crema per tenere uno dei suoi più infuocati discorsi: innanzitutto per incoraggiare l’iniziativa, ma anche per difendere Milosevic, scatenarsi contro Prodi, contro i massoni, contro Berluska, contro il “capitalismo ebraico”, e contro il “sistema mondialista” degli americani.
'American Generation' (della 'Ritchie Family')
Pietro Citati, per Repubblica, ha voluto riproporre i passaggi più interessanti di questo glorioso comizio che Bossi ha tenuto in quel di Crema. Precisando che prima ha dovuto tradurlo “in una specie di italiano” (pare che non fosse chiara la sintesi che ne aveva fatto Mauro Bottarelli su La Padania.).
… Ma soprattutto, Citati ha voluto prima avvertire i suoi lettori: in quel discorso si avvertono “gli echi di un libro, il Mein Kampf di Adolf Hitler, che Bossi dovette leggere, o di cui sentì parlare quando era giovane”.
Da un discorso very crazy dell’Umberto Bossi
(traduzione di Pietro Citati, che lo ha letto su La Padania e lo ha riproposto su Repubblica)
«Lo scontro in atto è ormai chiaro… c' è il capitalismo individualista e mondialista americano, guidato da venti potentissimi banchieri ebrei di Wall Street.
Dopo la nascita dell' Europa, questo capitalismo teme di perdere il proprio predominio sulla Francia, la Germania, l' Italia; e perciò ha deciso di indebolire e scardinare dalle fondamenta tutte le nazioni europee. Non può permettersi di perdere. Non ha scrupoli né incertezze, e usa tutti i mezzi possibili. In primo luogo, l' immigrazione clandestina: Wall Street vuole esportare in Europa venti milioni di extracomunitari per corrompere il nostro sangue e la nostra economia. In secondo luogo, la droga, che viene dagli Stati Uniti.
Basta vedere la guerra del Kossovo: gli americani si sbracciano contro Belgrado perché il Kossovo è la principale fabbrica di eroina nel mondo e gli americani non vogliono concorrenti. Noi, gente padana, stiamo con i serbi e Milosevic.
[…]. Il capitalismo ebraico di Wall Street ha i suoi complici anche in Italia. Per esempio i massoni, come Prodi, che fa parte dell' Aspen Institut. E io intendo pubblicare tutti i nomi dei massoni, che difendono gli interessi ebraico-americani in Italia.
I complici li vedete da tutte le parti. Eccoli, quelli del Polo, Berlusconi, Fini e tutti gli altri, questi complici degli Americani. Ma gli Americani non passeranno. Non ci riempiranno di clandestini e di droga. Noi discendiamo dai celti, e non lo consentiremo. Siamo qui, soli, con le nostre camicie verdi, il ricordo della Lega Lombarda e di Alberto da Giussano, soli contro quelli di Roma e Berlusconi. Vinceremo».
A questo post va collegato quello sul curriculum del papi, quello sull'ultima panzana della Lega, quello sulla ipocrita Madre Teresa, quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', quello sulle "istruzioni" del Premier.
Altri post: quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, & Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle rivelazioni del senatore Guzzanti, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Tutte queste scoreggiette (e altre ancora), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Infine: in alternativa al video della Ritchie Family che ho proposto prima, suggerisco anche questo.
Col caldo i pensieri diventano leggeri, leggerissimi. E a ferragosto anche il cervello va in vacanza.
... Nonostante questo, Umberto Bossi (quello che voleva buttare il tricolore nel cesso), si vede costretto a continuare con i suoi ‘effetti speciali’. D’altra parte, di politica seria da quelle parti non se ne parla proprio: non sanno neppure dove stia di casa!
Adesso il Bossi, con quella faccia, vorrebbe introdurre il dialetto nelle scuole. E se ne esce spiegando che gli italiani non conoscono “Fratelli D’Italia”, mentre tutti -sempre a suo dire!- conoscono molto bene il Va’ Pensiero.
... Bisognerà ricordare al senatùr che il Và Pensiero (nelle intenzioni del patriota GiuseppeVerdi), era il canto degli ebrei. D’altra parte, non risulta che in Padania -ma se è per questo neppure in Terronia!- si siano mai viste le “rive del Giordano”, o le “Torri di Sion atterrate”.
Fino a ieri era così, caro senatùr! E sarà così anche domani. Con o senza il tuo fantomatico federalismo.
A questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.
In questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).
Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.
Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”.
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?
* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.
Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.MADRE TERESA: UNA DONNA CINICA E SPIETATA.
UNA FANATICA CHE FREQUENTAVA I SALOTTI BUONI (E CHE IMPONEVA AGLI ALTRI LE SUE PARANOIE RELIGIOSE)
MADRE TERESA: UNA SUORA COCCIUTA E IPOCRITA, UNA AMICA DEI DITTATORI (... CHE FORSE -INTIMAMENTE- ERA PERFINO ATEA!)
Molto tempo fa Paolo Villaggio, ospite di Daria Bignardi, ha spiegato di aver conosciuto Madre Teresa (in quell’occasione definendola per ben due volte “topo albanese”).
… Successivamente, il comico ha sottolineato il suo disprezzo per la religiosa con queste parole: “Le peggiori carogne sono le persone che si ammantano di bontà. Sono stato tra le 180 suore di Calcutta e ho incontrato madre Teresa, quando il suo sguardo si è posato su di me non mi è piaciuto affatto, non era uno sguardo buono”.
Sono in tanti a provare un’assurda ammirazione per questa su suorina. E perfino chi non è credente, spesso, non sopporta che si parli male di lei.
…Costoro insorgono se si mette in dubbio il valore di questa donna. Danno per scontata la bontà d’animo di questa donna fanatica (che in realtà era profondamente ipocrita, e che forse era perfino -almeno intimamente- atea).
Sull’argomento io mi ero sempre limitato a riportare quanto dicevano i suoi detrattori. Al massimo precisavo che la consideravo una donna “cinica e spietata”, ma badando a non insistere troppo sul discorso.
… Solo in seguito (in risposta ad alcuni commenti su un mio post), mi sono deciso a spiegare quali gravi colpe vengono imputate a questa presunta santa (che -almeno fin qui- è stata dichiarata solo ‘beata’).
Madre Teresa: né madre né santa
Il volontariato (come la carità e la beneficenza), sono cose nobilissime. Ma resta che c'è chi se ne approfitta, ed è giusto che si mettano in guardia le "anime belle".
D’altra parte, mi rendo conto che un tempo era ancor più facile far vedere la luna nel pozzo (ed era più facile ingannare i devoti: Per dire, mentre Madre Teresa andava in televisione per far visita a Raffaella Carrà (magari a ribadire per l’ennesima volta la sua contrarietà all'aborto), Papa Karol si faceva vedere sorridente accanto al boia Pinochet (non so se rendo l'idea!).
Resta pacifico che Madre Teresa non era una missionaria. Ma era essenzialmente una donna fanatica e cocciuta (scaltra nello scansare qualunque critica le venisse mossa: fingeva sistematicamente di non capire ciò che le si imputava).
Con l’alibi di curare i poveri e i derelitti, quella indirettamente aiutava molti dittatori e malfattori. Alludo a quei maiali che avevano l'abitudine di prosperare sulla miseria e sull'ignoranza del prossimo (e che poi si facevano benedire da lei, per “ricostruirsi una verginità”). Alludo a quei tiranni che erano ben contenti di finanziarla (per avere in cambio anche solo una foto assieme: come ha fatto ad esempio Duvalier, il dittatore di Haiti che in questo modo si è visto legittimato dalla suora).
L’occidente distratto e sazio, intanto, lasciava che Madre Teresa facesse quel che voleva. E di fatto lei ha costruito il suo successo mediatico sfruttando la credulità popolare (in un paese, va ricordato, molto poco sviluppato e pieno di superstizioni).
L'opera di Madre Teresa non aveva nulla di umanamente ammirevole: a fronte delle grandi somme che riceveva offriva ai suoi malati poco più di un bicchiere d'acqua e un miserabile giaciglio (peraltro spesso in condizioni igienico-sanitarie scandalose!).
L'importante, per lei, era continuare sulla sua strada. Fingendo quella umiltà che portava tanti disperati ad inchinarsi per baciarle i piedi (cosa che nella sua umiltà non ha mai impedito).
Intanto imponeva agli altri le sue ossessioni, dicendo che il dolore è salvifico (la sofferenza, secondo lei, aveva addirittura valore sacramentale: perché serviva ad avvicinare l'uomo alla sofferenza di Cristo sulla croce). E quando qualcuno le faceva notare che era immorale chiedere e accettare soldi spesso palesemente sporchi, lei lasciava intendere che preferiva occuparsi di ciò che è essenziale (secondo lei non era saggio chiedersi da dove venissero tutti quei soldi che raggranellava: lasciava intendere che investigare su questo sarebbe stato ‘far politica’. E si sa che la politica è cosa sporca!).
La verità è che Madre Teresa la politica la faceva, eccome! Basti pensare a come si batteva contro le leggi che permettevano la contraccezione e l'aborto. O il suo astio (esattamente come papa Karol), verso la "teologia della liberazione".
… E tralascio di ricordare molte altre cose: la sua mania di far battezzare i moribondi di altre religioni (di nascosto, con mille sotterfugi, praticamente a loro insaputa). Le piccole e grandi crudeltà a cui sottoponeva i suoi pazienti (ai quali faceva radere i capelli, neanche fossero in manicomio!). La sua incredibile difesa di un noto truffatore (anche dopo che le era stato chiaramente spiegato quanti e quali fossero i crimini di costui). E tutte le altre prodezze di cui era stata capace questa donna -come dicevo- era soprattutto cinica e spietata.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle orge-party a casa del premier.
Infine: per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e anche su F.&FASTIDI.
Qualche tempo fa la piccola Barbara era corsa dal paparino tutta imbarazzata: aveva saputo di certe foto che stavano per essere pubblicate (e che la riguardavano) . E babbino (Silvio Berluska), aveva subito provveduto a pagare chi di dovere. Per farle sparire per sempre.
Sarà che negli ultimi giorni ha avuto una "fastidiosa febbre di reazione al parto", ma adesso la piccola Barbara si è finalmente sfogata. E ha detto come la pensa veramente sulla vicenda Noemi, sul divorzio dei genitori, e su cosa ci si dovrebbe attendere da un politico serio. Da “La famiglia, secondo me”, clamorosa intervista a Barbara Berlusconi
(di Giovanni Audifreddi, per Vanity Fair)
* ... È nato il suo secondo figlio Edoardo (13 luglio), lei ha compiuto 25 anni (30 luglio), i suoi genitori, Veronica e Silvio, stanno divorziando [...]. Perchè l'ha chiamato Edoardo?
* La vicenda del divorzio quanto le pesa [...]?
«Il dolore è grande, un valore e una realtà si stanno sgretolando. Più forte è il senso dell'unione familiare che uno ha, e nel mio caso è molto forte, più si amplifica la delusione[...]».
Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).
Prima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).
Annàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un “gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.
Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.