Dopo essersela presa un po’ con tutti (con argomenti qualunquistici e toni isterici), il ministro Renato Brunetta è stato costretto a darsi una calmata. E, tanto per cominciare, ha ritirato (alla chetichella), alcune delle più astruse misure contro i presunti “fannulloni”.
... Questo presuntuoso (che si atteggia perfino a moralista), dovrebbe finalmente dimostrare quel che vale. Perché fin qui ha dimostrato di aver la lingua lunga, ma si direbbe che per il resto è minidotato in tutto.
Tanto per cominciare (e invece di difendere lo schifosissimo scudo fiscale), il Brunetta dovrebbe individuare anche nel suo schieramento (e magari denunciare apertamente), quella classe parassitaria che fin qui ha cercato solo dentro all’opposizione.
... Invece niente. Il tapino preferisce parlare e starnazzare in libertà. Sempre fingendo di non vedere dove ci sta portando il suo governo. Sempre fingendo di non vedere lo schifo di questa destra, e di questo Imperatore che nomina senatrici le sue cavalle.
E intanto il Renatino si tiene stretto il suo orticello sito in Berluskolandia.
Il Brunetta ancora si illude di essere “il più amato dagli italiani”. Pretende di essere rispettato. Anche quando starnazza sui “fannulloni che spesso stanno a sinistra”. Anche quando ciancia sui poliziotti “panzoni e passacarte”.
Pretende di essere preso sul serio, il ministrino. Anche quando dice: “Io povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo e sono la Lorella Cuccarini del governo Berlusconi”.
... Lui, il mini-ministro che poi si offende se D’Alema lo definisce “energumeno tascabile”. E che si irrita se Franceschini dichiara: “La sola Brunetta che rispetto è quella dei Ricchi e Poveri”.
Subito dopo il video, propongo anche in questo blog due articoli (il primo di Francesco Merlo, il secondo di Michele Serra), che ho trovato molto interessanti. Su questo mini-ministro Brunetta, e su tutti quei politicanti che vorrebbero cercare il Nemico nello schieramento avverso.
"Sarà Perchè Ti Amo" (brano dei Ricchi e Poveri)
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â–º Dall’articolo: “I ministri dell’astio…”
(di Francesco Merlo, per “Repubblica”)
Ogni giorno c'è un ministro dell'Astio, il sovrauomo Brunetta innanzitutto, che vomita trivialità ora su uno ora su un altro pezzo d'Italia: i cineasti sono parassiti, la borghesia è marcia, i professori sono ignoranti, gli statali sono fannulloni, gli studenti sono stupidi, gli economisti sono sconclusionati…
[…] Parole che esprimono il senso compiuto di questi cortigiani del Principe che hanno un conto aperto con la natura o con la società e approfittano del loro potere per sfogarsi…
[…] Brunetta, Gelmini, Bondi e, qualche volta, anche Sacconi e Tremonti, trattano l'Italia come una pessima bestia da addomesticare, hanno elevato il disprezzo ad arte di governo, vogliono far espiare al Paese le loro inadeguatezze e le loro frustrazioni.
Bondi per esempio crede che la cultura sia il computo di sillabe in versi sciolti. Brunetta, che non sopporta la bassezza degli indici di produttività, vorrebbe disitalianizzare l'Italia per farne un campo di concentramento laburista: il lavoro detentivo rende liberi, belli, grandi e anche biondi. La Gelmini persegue un sessantotto al contrario che lobotomizzi fantasia e dottrina e mandi al potere i ragionieri con la lesina come scettro.
Di Bossi è inutile dire: vanta una lunga carriera fondata sulla parolaccia, sul dito medio, sulla scatole rotte, sulla carta igienica, sul ce l'ho duro…
[…] È la stizza di chi, per avere i favori del Principe, non ha badato a spese, ha cambiato i propri connotati, ha ceduto l'anima…
â–º Dall’articolo: “Demagogia al governo”
(di Michele Serra, per “Repubblica”)
A partire dal fascismo, l’odio per le élite (vedi il complotto demo-pluto-giudo-massonico), è un classico del populismo autoritario…
[…] Il poco che rimane della borghesia antifascista (certamente un'élite) e della classe dirigente repubblicana e costituzionale (un'altra élite) è l'ultimo argine culturale, etico e storico che si frappone al trionfo incontrastato dei Brunetta, del loro adorato leader e della piccola borghesia reazionaria che li vota in massa. Il loro capo, da solo, ha più potere dei fantasmatici "poteri forti" messi assieme, più denaro, più media, più altoparlanti e più balconi, più giornali, più giornalisti, più servitù e più tutto. Ma, effettivamente, nonostante questo potere fortissimo, Berlusconi non è élite, non è classe dirigente, non è statista (gli statisti uniscono i popoli, non li spaccano a metà come una mela). È potere senza rispetto, ricchezza senza status, popolarità senza prestigio. Brunetta, che è animoso e sincero, avverte nel profondo questa inadeguatezza. Ma piuttosto che investirne, con la dovuta umiltà, se stesso e il suo capo, si aggrappa al popolo e indica nelle "élite di merda" il Nemico da combattere. In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista, se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda.
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Dov’era papi-Silvio la notte in cui è stato eletto Barack Obama? Sembra una barzelletta, ma mentre il mondo tratteneva il fiato, il Berluska se ne stava a letto con Patrizia D’Addario!
... La Patty, che in una recente intervista ha descritto la scena, ha colto la palla al balzo per dire la sua sul femminismo. Nell'occasione ha spiegato anche la differenza tra una escort e una prostituta, e ci ha illustrato i meccanismi di scambio tra sesso e potere.
Subito dopo il video, ripropongo i passaggi più importanti di questo suo illuminante racconto.
Con cui ha voluto descrivere per bene tutto quell’ambiente schifosamente kitsh che è palazzo Grazioli. Senza tralasciare tutto il resto: i pacchettini regalo, le generose buste, le smorfie, e le immancabili lesbiche (che evidentemente piacciono tanto al papi, sebbene il vecchio si mostri ostile ai Pacs!).
... E, naturalmente, senza dimenticarsi di spiegarci com’è stata che l’anziano piduista è riuscito a far breccia -fra l’altro- nella intimità del suo cuore.
Sandra, con "Maria Magdalena"
( per la serie: '80, ma non li dimostra )
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Dalla intervista a Patrizia D’Addario
(di Ida Dominijanni, per “Il Manifesto”)
* Umberto Bossi dice che dietro le escort c'è la mafia, che gli rispondi?
Dietro di me non c'è proprio nessuno. Sono sola, più sola di così...e anche prima di questa avventura ero una ragazza sola, che cercava di andare avanti in qualche modo e di mantenere la famiglia. Senza grilli per la testa, come si dice. Hanno scritto che mi piace fare la bella vita, io non ho mai fatto la bella vita. I soldi che guadagnavo mi servivano per pagare i debiti di famiglia, dopo il suicidio di mio padre.
* Mi spieghi la differenza fra una escort e una prostituta? Mi è parso di capire...
[…] Non è che la escort sia quella di lusso e la prostituta quella di strada. C'è dignità anche nelle prostitute di strada. Non credo che si divertano o che gli piaccia la vita che fanno. Escort o prostituta, se una donna fa questo lavoro è per necessità, o per per problemi familiari, o perché è stata portata violentemente a farlo.
* È il tuo caso?
Un fidanzato violento, sì. Un capitolo molto oscuro della mia vita, subito dopo la morte di mio padre. Prima di conoscere quest'uomo non avevo mai fatto la escort […] Forse alcune, poche, lo fanno per il piacere di arricchirsi. Io l'ho fatto per superare dei problemi, ma senza mai starci bene.
* Berlusconi dice di non avere mai pagato per una prestazione sessuale. Ed effettivamente te non ti ha pagata, no? Niente buste…
Infatti. Perché io gli parlai del mio residence, e lui promise di aiutarmi. E io credetti che il suo regalo fosse quella promessa.
* Ad altre ragazze, che tu sappia, le ha date queste buste?
Qualcuna l'ha già detto, che ha ricevuto una busta.
* Sì, ma si sarebbe trattato appunto solo di un regalo, diecimila euro. Quindi se il presidente dice di non aver mai pagato per una prestazione sessuale, forse intende che ha fatto solo dei regali, gratuiti.
Sarà...
* Del resto, non è che una prestazione sessuale costi 10.000 euro, o sì?
Dipende con chi.
* A Repubblica hai detto che a palazzo Grazioli c'era una sorta di harem, ma che mentre «nei veri harem c'è rispetto per le donne, lì c'era solo lui». Puoi spiegarmi meglio? Ti è sembrata una situazione allestita per il narcisismo del Capo?
Lui è lì al centro dell'attenzione. E' un ottimo padrone di casa, cordiale e affettuoso, arrivava con questi pacchettini e tutte erano lì adoranti, facevano la gara a chi ne riceveva di più, e lui era compiaciuto di questo, lui ama circondarsi di ragazze, ogni cena è un'occasione per conoscerne di nuove. E fra queste ragazze c'è molta competizione. Una gara agguerrita per piacergli. E poi c'è la prescelta, o le prescelte.
* … Il presidente dice: «Non ho mai pagato una lira per fare sesso, mi piace la seduzione e la conquista». Tu ti sei sentita sedotta e conquistata da lui?
La prima sera no. Eravamo lì in tante, il presidente alcune le conosceva altre no. Sapeva benissimo chi gli portava Tarantini. E' stato molto galante, è venuto lui da me a presentarsi, mi ha chiesto che cosa faccio e se volevo andare in televisione, ballare, cantare, gli ho risposto di no, che della tv non me ne importava niente.
Più tardi ha detto, davanti a tutti, «c'è qui una ragazza che non si fida più degli uomini, le faremo cambiare idea», evidentemente sapeva tutto di me da Tarantini che s'era rivenduto la mia storia, e io mi sono arrabbiata perché parlava dei fatti miei a voce alta. Non ero ammaliata, non ho fatto la ola come le altre, e quando prima Tarantini poi il presidente stesso mi hanno chiesto di restare per la notte ho risposto «no grazie» e me ne sono andata.
Forse è stata proprio questa mia freddezza che l'ha incuriosito, mentre tutte fibrillavano per una comparsata in una fiction o al Grande Fratello, e lo ha spinto a richiedermi a Tarantini per la seconda volta. Già che ci sono, su quella prima sera vorrei puntualizzare che io avevo pattuito con Tarantini 2000 euro per la cena e basta, non, come qualcuno ha scritto, 1000 per la cena e altri 1000 se restavo. Invece ne ho avuti solo 1000.
* Perché non sei rimasta? Solo perché non era nei patti, o perché non eri ammaliata? O per la situazione? Hai già detto che c'erano altre escort, due lesbiche fra le altre. Era una situazione imbarazzante? Era troppo?
Posso solo dirti che c'erano altre ragazze, e che qualcuna dice che non mi conosce e non mi ha mai vista, invece io c'ero e le ho viste, ragazze che lavorano in televisione, la prima sera ce n'era più d'una, compreso qualche nome che non è ancora uscito.
* E la seconda sera?
La seconda sera era diverso. Non c'erano tutte quelle ragazze della prima volta, ed era programmato che restassi. Avevo accettato credendo davvero che lui avesse interesse per me, per la mia vita, per il mio problema. Lui cerca di colpirti dimostrando una grande sensibilità. Ma è tutta una finzione, una finzione reale pura. La verità è che siccome con l'offerta di andare in tv non funzionava, lui è passato per la porta del mio cuore. Ha fatto leva sul suicidio di mio padre.
* E' questo che gli diresti sulle tecniche di conquista se accettasse il faccia a faccia?
Questo, e altre cose sui momenti intimi che abbiamo avuto. Quella notte è stata lunga, le sue tecniche di conquista ha avuto modo di sfoderarle tutte. Sembrava affettuoso, ma era finto. E ora dice che mi manda in galera per 18 anni... voglio che me lo dica in faccia.
* Dalla registrazione della telefonata del giorno dopo, anche tu sembri affettuosa. Era una cosa vera o faceva parte della prestazione?
No, io non recito mai. Avevamo passato insieme la notte e questo per me aveva creato una intimità.
* Quella notte era il 4 novembre, tutti avevamo altro per la testa. Tu non eri curiosa delle elezioni americane?
Sì, ma finché c'erano anche gli altri le abbiamo seguite su un video. Quando Obama è stato eletto eravamo soli. Il presidente è stato chiamato da qualcuno, è tornato e mi ha detto «abbiamo il nuovo presidente americano»… Era tranquillo. Ma non ne abbiamo parlato tanto.
* Com'è Palazzo Grazioli?
Bello. Un po' kitsch però.
* I tuoi rapporti con Barbara Montereale come sono? Si sono rotti?
… Le vere amiche nei momenti difficili ti stanno vicino, lei ha tentato di infangarmi. Mi ha attribuito una volontà di vendetta, io non ho mai meditato vendette. Avrei potuto fare nomi, descrivere situazioni, ma ho parlato solo di me stessa.
* Perché hai accettato di candidarti nella lista "La Puglia prima di tutto"? Che t'aspettavi da quella candidatura, o da quella a Strasburgo? E ti sentivi davvero in grado di fare politica?
Tarantini mi chiese il curriculum per le europee, poi mi disse che la moglie di Berlusconi aveva fatto casino e che bisognava soprassedere, e in cambio mi offrì «La Puglia prima di tutto». Perché accettai? Sempre con l'idea che mi potesse essere utile per concludere il progetto che ha portato al suicidio mio padre. E' il mio unico obiettivo, gliel'ho promesso sulla sua tomba.
* Che pensi di Veronica Lario?
Mi pare una donna forte, una donna che ha sofferto, anche lei. Giusto stanotte non riuscivo a dormire e ho letto un libro su di lei.
* Curiosità: hai un'idea del femminismo, e quale?
Penso questo, che ci sono tante donne in gamba, più degli uomini, e che spesso alle donne tocca fare la parte delle donne e degli uomini.
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Ebbene sì, il Silvio-matador (nonché Superman), nella sua foga è riuscito a sparare anche questa: "Credo sinceramente di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia". Nientemeno.
E’ partito in picchiata Michele Serra. Che ha così scritto: "Uno che dice 'sono il migliore degli ultimi 150 anni', ben prima di essere tacciato di essere un despota, in una comunità sana è imputabile di essere un imbarazzante cafone”.
Ma è stato come al solito Giuseppe D’Avanzo ad inforcarlo con più foga. Ricordandogli che il problema non è la sua frenesia sessuale in sè stessa. Ma il danno che può recare al Paese un premier non più credibile. Un uomo che in teoria proclama le sue 'radici cristiane', e in pratica è precipitato in un ambientino dove si confondono e si scambiano candidature, prostituzione, affari, droga, ricatti.
A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.Possiamo davvero parlare di “allarme omofobia”? Oppure le recenti discussioni sono basate su una omo-bufala?
Un articolo di Alfredo Vaccarella (in questo mio post), ha messo in fila i fatti, e ha provato a rimettere in discussione una certa liturgia. Facendomi aumentare i dubbi su certa tiritera piagnona (che, fra l'altro, potrebbe risvegliare certi pazzi e certi criminali, magari suggestionati dal cosiddetto “effetto emulazione”).
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Personalmente, mi rendo conto che qualcosa i giornali dovevano inventarsi. Purtroppo l’allarme suina non tira più, quella sui cani randagi è passata di moda, e l’allarme rom fa effetto ormai solo sui burini.
… E' vero che ci sarebbe ancora la minaccia della pedofilia (che funziona sempre, in ogni stagione), ma anche di quella non si può più abusare: c'è il pericolo che a parlarne troppo la gente non ci creda più!
E’ triste sottolinearlo: negli stessi giorni dell'aggressione al "Gay Village", una anziana 67enne ha spinto una 63enne sotto il treno. E perfino Fabrizio Corona ha rischiato il linciaggio (per mano dei suoi stessi fan, peraltro). Poi, naturalmente, sono continuati gli stupri (anche a ragazzine minorenni, e senza che il loro orientamento sessuale c’entrasse niente).
… Ebbene: nessuno ha inventato un nome per questi tipi di violenza: evidentemente sono considerati normale amministrazione? Evidentemente non fanno trendy come le violenze ‘politicamente scorrette’ sui gay?
Mi rendo conto che viviamo in un mondo che diventa sempre più piccolo. Un ‘villaggio globale’ dove -tanto per cominciare- la convivenza non si costruisce con le poesie buoniste. E neppure gridando ‘al lupo al lupo’.
… Ad ogni modo, sulla questione mi sono permesso di esprimere qualche dubbio anche altrove. E l'ho fatto con un commento a questo post di Ermes, sul blog Il Popolo Sovrano. Commento che ripropongo anche qui, subito dopo "Smalltown Boy" (il brano cantato da J. Sommerville, che nel video originale descriveva un episodio omofobico).
«Potrei sbagliarmi di grosso, ma dico lo stesso quel che penso sulla questione (e naturalmente sono pronto a cambiare idea).
Ebbene: fatico a credere a questa presunta "emergenza omofobia". Soprattutto se, incredibilmente, a gridare "al lupo al lupo" è Vladimir Luxuria (che pure ha vinto il famoso reality, anche grazie alla sua intelligente "diversità"). E soprattutto se, contemporaneamente, mi si vuol far credere (come ha fatto stasera Aurelio Mancuso, durante il programma "Iceberg"), che Marcello Veneziani odia i gay.
Marcello Veneziani non è omofobo. Certamente non lo diventa per l'articolo -citato da Mancuso- sulle "frittate gay" (sebbene ho trovato anch'io penosa la descrizione che il giornalista ha fatto degli omosessuali: penosa, ma certamente non omofobica).
... A mio parere la violenza non guarda in faccia ai gusti sessuali. Altrimenti gli stupri alle ragazzine minorenni come vogliamo chiamarli: minorennofobia forse?
Penso che entro certi limiti gli episodi di questi giorni sono la inevitabile e dolorosa conseguenza della recente (sacrosanta!) gaya "visibilità". Penso -magari mi sbaglio pure qui- che si debba fare i conti anche con il cosiddetto "effetto emulazione". Alimentato pure da chi grida all'omofobia senza calcolare le parole (e magari lo si fa per capitalizzare il momento a fini politici!). E penso che chi si proclama rappresentante dei gay (come Aurelio Mancuso), dovrebbe stare più attento alle parole che dice. Soprattutto quando decide di indicare i presunti "nemici" degli omosessuali. Altrimenti a rimetterci è la sua stessa credibilità».
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.