Il giudice Raimondo Mesiano, che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni verso la Cir di Carlo De Benedetti, secondo certi giornalisti di "Canale 5", è un “personaggio” alle cui “stravaganze in realtà siamo abituati”.
Strano, perché prima che questo signore venisse pedinato e filmato di nascosto (per poi essere irriso nella televisione di Sua Impunità), gli italiani non sapevano neppure che esistesse.
Non si capisce per quale ragione dovrebbe essere considerato eccentrico un uomo -in questo caso il magistrato Raimondo Mesiano- che semplicemente indossa calzini turchesi. Ed è davvero così bizzarro il fatto che qualche volta parla da solo?
... Non sono più ridicoli, al suo confronto, certi leader del centro-destra? Vogliamo ricordare, ad esempio, che Silvio Berluska si è messo la bandana in testa anche quando ha dovuto incontrare Blair?
----- "Eccentric" (After forever) -----
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Anche questa storia (la plateale ridicolizzazione del giudice Mesiano), contribuisce a spiegare l’anomalia del nostro Paese. Ed è ovvio che poi gli italiani perdono la tresebonda!
Perché avviene questo: attraverso le televisioni, attraverso i giornali, e magari attraverso la sua squadra di calcio, il premier ci ha resi tutti 'konfusi e felici'. E tra un editto (bulgaro), e una barzelletta (sui giudici che lo accusano), ispira quelle 'intimidazioni mediatiche' che infine azzoppano l'informazione.
... Poi, naturalmente, si capisce che gli italiani votano alla cazzo di cane, senza avere una idea di cosa sia -tanto per fare un esempio- il lodo Mondadori (e naturalmente senza aver letto la conseguente sentenza del giudice Mesiano, che ha condannato la Fininvest ad un risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti).
Grazie ai giornalisti berluskoniani , adesso gli elettori (che non conoscono le motivazioni della sentenza contro la Fininvest), sanno tutto sui presunti tic di questo “stravagante” giudice Mesiano. Intendiamoci bene, sanno solo ciò che è superfluo. Ovvero: come tiene la sigaretta in bocca, come cammina per la strada (parlando da solo e andando nervosamente avanti e indietro), e come si fa fare lo shampoo.
... Ed è anche grazie a queste stupidaggini che gli italiani tiferanno ancora di più per il papi-premier. Diranno che il Cavaliere dice sempre la verità: non era stato proprio il Berluska ad avvertirci per tempo sul fatto che i giudici sono “antropologicamente pazzi”?
â–º Dall’articolo “L’ultimo abuso di potere…”
(Di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)
… L'affare è serio, non c'è dubbio. Interviene anche l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani (e non è questo un segno che la democrazia è in pericolo?) per avvertire che «si vuole colpire Silvio Berlusconi».
Conviene svegliarsi, mettersi al lavoro e cercare di capire che cosa minaccia l'Italia, la democrazia, il governo legittimamente eletto dal voto popolare.
I quattro dell'apocalisse che dirigono in Parlamento il Popolo della Libertà offrono una traccia: «I contenuti di una sentenza che arriva venti anni dai fatti rafforza l'opinione di quanti pensano che si sta tentando con mezzi impropri di contrastare la volontà democratica del popolo italiano».
È una sentenza allora la minaccia per la democrazia? Sì, dice l'Egoarca «allibito»: «È una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica». Sì, dice il boss della squadra rossonera: «È assurdo ipotizzare che vi siano stati comportamenti men che corretti di Fininvest e Berlusconi»...
â–º Dall’articolo “Ecco perché il cavaliere…”
(Di Andrea Carugati, per “L’Unità”)
I 750 milioni di euro che la Fininvest deve alla Cir di De Benedetti per l’affaire Mondadori sono la conseguenza di un «fatto illecito» commesso da Silvio Berlusconi.
Secondo il giudice milanese Raimondo Mesiano, il Cavaliere è «corresponsabile della vicenda corruttiva» che ha dato il via alla causa civile giunta a sentenza il 3 ottobre.
La vicenda è assai nota: la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 24 gennaio 1991 con cui fu annullato il lodo arbitrale che assegnava la Mondadori alla Cir di De Benedetti. Quella sentenza fu frutto di corruzione del giudice Vittorio Metta, che ricevette 400 milioni da conti Fininvest, attraverso una serie di passaggi che videro protagonisti Cesare Previti e gli avvocati Acampora e Pacifico.
Berlusconi fu prescritto nel 2001 nel processo che si è concluso nel 2007 con le condanne definitive di Previti, del giudice Metta (estensore della sentenza) e degli avvocati Pacifico e Acampora.
Nel complesso, il movimento di denaro per «finalità corruttive» che partì dai conti Fininvest Ferrido e All Iberian (il 14 febbraio 1991, dunque pochi giorni dopo la sentenza Metta) era di circa 3 miliardi di lire. Una cifra importante di cui, secondo il giudice Mesiano, il patron di Fininvest, e cioè Berlusconi, non poteva non sapere.
«Sarebbe assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito senza che il dominus della società ne sia a conoscenza e lo accetti», scrive il giudice nelle 140 pagine di motivazioni della sentenza rese pubbliche ieri. «Pertanto è da ritenere, “incidenter tantum” ed ai soli fini civilistici del presente processo, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva».
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A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona, quello sulle veline, quello su Polanski & Pasolini, quello su Dino Boffo 'santo subito'.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Gad Lerner, nel suo programma L’Infedele, ha voluto parlare della volgarità e dello “scosciamento” televisivo. E come esempio negativo (probabilmente ispirato anche da un video di Lorella Zanardo), ha voluto citare le veline di “Striscia La Notizia”.
... Le due fanciulle, giustamente risentite, hanno risposto a modo loro, con una predichetta che -a giudizio di molti- ha contribuito a diffondere ancora di più certi luoghi comuni sulle vallette (che sarebbero -dicono i loro detrattori- solo delle povere oche).
Non sono riuscito a capire tanto accanimento su queste due povere ragazze, e a tale riguardo ho voluto lasciare un mio commento sul blog di Lerner. Che è stato regolarmente pubblicato.
... E voglio sottolineare che, precedentemente, lo stesso commento mi era stato invece censurato sul blog della Zanardo (per via -disse lei- del mio “turpiloquio”). Anche se bisogna aggiungere che -con molta gentilezza, ma inutilmente- lei mi aveva proposto (pubblicamente, questo mi aveva un po’ infastidito), di re-inviare il commento, ma stavolta senza “parolacce”.
Ripropongo anche qui quanto avevo scritto allora. Precisando -e qui provo a capire cosa ha turbato la Zanardi- che quando ho scritto “Troia”, mi riferivo semplicemente alla famosa città. E in quanto alle parole “culo, tette, gnocca, cagare, stronzata, scoreggia”, beh, riconosco che effettivamente potevo risparmiarmele, cribbio!
... Ma a questo punto, cazzarola, mi viene un dubbio: si può dire “cribbio”? Non sarà uno "scosciamento" il mio? Non rischio di sembrare un pochettino volgare? Non sarà, anche questa, una brutta e lurida parolaccia?
La lettera-commento sul blog di Gad Lerner
«Non ho potuto vedere "L’Infedele" (dalle mie parti quel canale è latitante).
Immagino che Gad Lerner abbia detto tante cose intelligenti, ma capisco anche che le veline (e quelli che le preparano), si siano sentit* offes*.
In realtà io trovo che i balletti e l’abbigliamento delle due ragazze siano cosa accettabilissima (peraltro, in un programma in cui si ridicolizzano uomini e donne anche solo perché sbagliano il congiuntivo!). E non capisco proprio dove sia lo scandalo delle due ragazze.
Prendere le due fanciulle come esempio dello “scosciamento”, poi, mi sembra assolutamente sbagliato (capisco che come parabola della volgarità può funzionare, ma resta che -a mio parere- si vede (si dovrebbe vedere, e si è visto) ben altro!
Poi: la replica delle veline, (che hanno citato Macario e Totò, per spiegare questo genere di intrattenimento), l’ho trovata azzeccata. E la girerei a tutte quelle femministe che rimpiangono scioccamente la televisione "professionale" di un tempo (quella delle Canzonissime, dei Padrimariani, eccetera?).
Fra l’altro: negli anni ‘70 si vedevano in giro molte più minigonne di adesso (spesso erano proprio vertiginose), e quella antica sfrontatezza in un certo qual senso serviva addirittura -se sono stato informato bene- a rivendicare la riappropriazione del proprio corpo.
Quelli di “Striscia”, bisogna dirlo, stanno passando per un periodo delicato. Si sono offesi per alcune lettere a Dagospia (anche in quel sito c’è qualche culo/tetta/gnocca, chissà perché di quelle non si scandalizza nessuno?
… Francamente, se detesto ‘Striscia’ è perché la trovo falsa. Soprattutto quando finge di attaccare (e invece "umanizza"), quell’utilizzatore finale che è il piduista. Il problema delle veline, invece, non lo vedo proprio. Oppure passa in secondo piano. E quelle due vallette, con la loro replichetta a Lerner, hanno solamente -questo il solo torto- lasciato intendere di non aver mai seguito un corso di dizione (io aggiungerei che a scuola non hanno mai studiato le poesie: perlomeno che non hanno imparato a leggerle con un po’ di enfasi!).
Tuttavia: penso che una donna che fa l’operaio sia più ‘oggettizzata’ di quanto lo sono le due veline. E aggiungo che anche il sottoscritto (che fa un lavoro manuale, che mette a rischio la salute fisica e psicologica), si sente ‘oggettizzato’.
Le due veline leggevano un testo scritto? Sembravano delle oche? Se è per questo, fanno cagare (anche di più) pure le pubblicità dei calciatori (che rispondono a comando perfino alle interviste, che si denudano, che passano per idioti senza che nessuno gridi allo scandalo). Inoltre: il maschilismo esiste sicuramente (penso a Silvio con la Bindi), ma gridare “al lupo al lupo”, e dire che le cose vanno sempre peggio (aggiungendo certe argomentazioni dell’altro secolo, e di nuovo accusando la televisione, come faceva nell’antichità di Troia quel maschilista di Pier Paolo Pasolini), mi sembra una liturgia penosa. Che rischia di irritare tante e tanti.
… Se ho detto solo stronzate, e se non avete un modo gentile per farmi capire i miei errori, vi prego di scusarmi, di ignorare me e quanto ho scritto. Al limite mandate una pernacchia (ma anche una scoreggia va bene)».
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Non ci vuole mica molto per capire che andare in giro con il burqa è cosa senza senso!
E’ incredibile che a lottare contro questa assurdità del burqa sia la spregiudicata (anche politicamente), Daniela Santanché. Cioè una donna che ormai non ha più alcuna credibilità.
Sulla questione del velo integrale il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera. Che ripropongo subito dopo il video di Billy Idol.
... Una lettera in cui parlo di queste povere donne ridotte a spettri. E che mostrano -quando va bene- solo gli occhi. (Occhi che evidentemente non hanno diritto di avere un volto).
«Cara Dagospia,
voto da sempre per la sinistra, ma in questo caso sono completamente d'accordo con la Danielona Santanché: il burqa, quando si è nella pubblica piazza, dev’essere assolutamente proibito.
Diverso può essere il discorso quando una donna musulmana entra in un luogo di preghiera islamico (dove si può presumere che tutti la conoscono, e magari che approvano quella scelta).
... La Santanché, tuttavia, dovrebbe astenersi da queste iniziative. Per il semplice motivo che con quella faccia (e dopo tutti quei salti della quaglia che ha fatto ), rischia di sputtanare una causa sacrosanta.
Anzi, mi meraviglia scoprire che non si vergogna a girare per strada. Per cui, visto che il burqa è inappropriato, abbia la decenza di starsene segregata in casa, grazie».
Pellizzer
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