NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

Chi sono

Utente: pellizzer2
Sono ancora il tuo fastidioso dirimpettaio, e chi altro potrei essere?

Controfigure

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 20 settembre 2009

IL PAPI CHE NON PAGA

  Dov’era papi-Silvio la notte in cui è stato eletto Barack Obama? Sembra una barzelletta, ma mentre il mondo tratteneva il fiato, il Berluska se ne stava a letto con Patrizia D’Addario!
... La Patty
, che in una recente intervista ha descritto la scena, ha colto la palla al balzo per dire la sua sul femminismo. Nell'occasione ha spiegato anche la differenza tra una escort e una prostituta, e ci ha illustrato i meccanismi di scambio tra sesso e potere.

  Subito dopo il video, ripropongo i passaggi più importanti di questo suo illuminante racconto.
Con cui
ha voluto descrivere per bene tutto quell’ambiente schifosamente kitsh che è palazzo Grazioli. Senza tralasciare tutto il resto: i pacchettini regalo, le generose buste, le smorfie, e le immancabili lesbiche (che evidentemente piacciono tanto al papi, sebbene il vecchio si mostri ostile ai Pacs!).
... E, naturalmente, senza dimenticarsi di spiegarci com’è stata che l’anziano piduista è riuscito a far breccia -fra l’altro- nella intimità del suo cuore.


     Sandra, con "Maria Magdalena"
     ( per la serie: '80, ma non li dimostra )

____________________

Dalla intervista a Patrizia D’Addario

(di Ida Dominijanni, per “Il Manifesto”)



* Umberto Bossi dice che dietro le escort c'è la mafia, che gli rispondi?
Dietro di me non c'è proprio nessuno. Sono sola, più sola di così...e anche prima di questa avventura ero una ragazza sola, che cercava di andare avanti in qualche modo e di mantenere la famiglia. Senza grilli per la testa, come si dice. Hanno scritto che mi piace fare la bella vita, io non ho mai fatto la bella vita. I soldi che guadagnavo mi servivano per pagare i debiti di famiglia, dopo il suicidio di mio padre.

* Mi spieghi la differenza fra una escort e una prostituta? Mi è parso di capire...
[…] Non è che la escort sia quella di lusso e la prostituta quella di strada. C'è dignità anche nelle prostitute di strada. Non credo che si divertano o che gli piaccia la vita che fanno. Escort o prostituta, se una donna fa questo lavoro è per necessità, o per per problemi familiari, o perché è stata portata violentemente a farlo.

* È il tuo caso?

Un fidanzato violento, sì. Un capitolo molto oscuro della mia vita, subito dopo la morte di mio padre. Prima di conoscere quest'uomo non avevo mai fatto la escort […] Forse alcune, poche, lo fanno per il piacere di arricchirsi. Io l'ho fatto per superare dei problemi, ma senza mai starci bene.

* Berlusconi dice di non avere mai pagato per una prestazione sessuale. Ed effettivamente te non ti ha pagata, no? Niente buste…
Infatti. Perché io gli parlai del mio residence, e lui promise di aiutarmi. E io credetti che il suo regalo fosse quella promessa.

* Ad altre ragazze, che tu sappia, le ha date queste buste?

Qualcuna l'ha già detto, che ha ricevuto una busta.

* Sì, ma si sarebbe trattato appunto solo di un regalo, diecimila euro. Quindi se il presidente dice di non aver mai pagato per una prestazione sessuale, forse intende che ha fatto solo dei regali, gratuiti.

Sarà...

* Del resto, non è che una prestazione sessuale costi 10.000 euro, o sì?

Dipende con chi.

* A Repubblica hai detto che a palazzo Grazioli c'era una sorta di harem, ma che mentre «nei veri harem c'è rispetto per le donne, lì c'era solo lui». Puoi spiegarmi meglio? Ti è sembrata una situazione allestita per il narcisismo del Capo?

Lui è lì al centro dell'attenzione. E' un ottimo padrone di casa, cordiale e affettuoso, arrivava con questi pacchettini e tutte erano lì adoranti, facevano la gara a chi ne riceveva di più, e lui era compiaciuto di questo, lui ama circondarsi di ragazze, ogni cena è un'occasione per conoscerne di nuove. E fra queste ragazze c'è molta competizione. Una gara agguerrita per piacergli. E poi c'è la prescelta, o le prescelte.

* … Il presidente dice: «Non ho mai pagato una lira per fare sesso, mi piace la seduzione e la conquista». Tu ti sei sentita sedotta e conquistata da lui?

La prima sera no. Eravamo lì in tante, il presidente alcune le conosceva altre no. Sapeva benissimo chi gli portava Tarantini. E' stato molto galante, è venuto lui da me a presentarsi, mi ha chiesto che cosa faccio e se volevo andare in televisione, ballare, cantare, gli ho risposto di no, che della tv non me ne importava niente.
Più tardi ha detto, davanti a tutti, «c'è qui una ragazza che non si fida più degli uomini, le faremo cambiare idea», evidentemente sapeva tutto di me da Tarantini che s'era rivenduto la mia storia, e io mi sono arrabbiata perché parlava dei fatti miei a voce alta. Non ero ammaliata, non ho fatto la ola come le altre, e quando prima Tarantini poi il presidente stesso mi hanno chiesto di restare per la notte ho risposto «no grazie» e me ne sono andata.
Forse è stata proprio questa mia freddezza che l'ha incuriosito, mentre tutte fibrillavano per una comparsata in una fiction o al Grande Fratello, e lo ha spinto a richiedermi a Tarantini per la seconda volta. Già che ci sono, su quella prima sera vorrei puntualizzare che io avevo pattuito con Tarantini 2000 euro per la cena e basta, non, come qualcuno ha scritto, 1000 per la cena e altri 1000 se restavo. Invece ne ho avuti solo 1000.


* Perché non sei rimasta? Solo perché non era nei patti, o perché non eri ammaliata? O per la situazione? Hai già detto che c'erano altre escort, due lesbiche fra le altre. Era una situazione imbarazzante? Era troppo?

Posso solo dirti che c'erano altre ragazze, e che qualcuna dice che non mi conosce e non mi ha mai vista, invece io c'ero e le ho viste, ragazze che lavorano in televisione, la prima sera ce n'era più d'una, compreso qualche nome che non è ancora uscito.

* E la seconda sera?
La seconda sera era diverso. Non c'erano tutte quelle ragazze della prima volta, ed era programmato che restassi. Avevo accettato credendo davvero che lui avesse interesse per me, per la mia vita, per il mio problema. Lui cerca di colpirti dimostrando una grande sensibilità. Ma è tutta una finzione, una finzione reale pura. La verità è che siccome con l'offerta di andare in tv non funzionava, lui è passato per la porta del mio cuore. Ha fatto leva sul suicidio di mio padre.

* E' questo che gli diresti sulle tecniche di conquista se accettasse il faccia a faccia?

Questo, e altre cose sui momenti intimi che abbiamo avuto. Quella notte è stata lunga, le sue tecniche di conquista ha avuto modo di sfoderarle tutte. Sembrava affettuoso, ma era finto. E ora dice che mi manda in galera per 18 anni... voglio che me lo dica in faccia.

* Dalla registrazione della telefonata del giorno dopo, anche tu sembri affettuosa. Era una cosa vera o faceva parte della prestazione?

No, io non recito mai. Avevamo passato insieme la notte e questo per me aveva creato una intimità.

* Quella notte era il 4 novembre, tutti avevamo altro per la testa. Tu non eri curiosa delle elezioni americane?
Sì, ma finché c'erano anche gli altri le abbiamo seguite su un video. Quando Obama è stato eletto eravamo soli. Il presidente è stato chiamato da qualcuno, è tornato e mi ha detto «abbiamo il nuovo presidente americano»… Era tranquillo. Ma non ne abbiamo parlato tanto.

* Com'è Palazzo Grazioli?

Bello. Un po' kitsch però.

* I tuoi rapporti con Barbara Montereale come sono? Si sono rotti?

… Le vere amiche nei momenti difficili ti stanno vicino, lei ha tentato di infangarmi. Mi ha attribuito una volontà di vendetta, io non ho mai meditato vendette. Avrei potuto fare nomi, descrivere situazioni, ma ho parlato solo di me stessa.

* Perché hai accettato di candidarti nella lista "La Puglia prima di tutto"? Che t'aspettavi da quella candidatura, o da quella a Strasburgo? E ti sentivi davvero in grado di fare politica?

Tarantini mi chiese il curriculum per le europee, poi mi disse che la moglie di Berlusconi aveva fatto casino e che bisognava soprassedere, e in cambio mi offrì «La Puglia prima di tutto». Perché accettai? Sempre con l'idea che mi potesse essere utile per concludere il progetto che ha portato al suicidio mio padre. E' il mio unico obiettivo, gliel'ho promesso sulla sua tomba.

* Che pensi di Veronica Lario?
Mi pare una donna forte, una donna che ha sofferto, anche lei. Giusto stanotte non riuscivo a
dormire e ho letto un libro su di lei.

* Curiosità: hai un'idea del femminismo, e quale?

Penso questo, che ci sono tante donne in gamba, più degli uomini, e che spesso alle donne tocca fare la parte delle donne e degli uomini.
_____________________


   A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.

mercoledì, 09 settembre 2009

EFFETTO 'EMULAZIONE'

Possiamo davvero parlare di “allarme omofobia”? Oppure le recenti discussioni sono basate su una omo-bufala?
Un articolo di Alfredo Vaccarella (in questo mio post), ha messo in fila i fatti, e ha provato a rimettere in discussione una certa liturgia. Facendomi aumentare i dubbi su certa tiritera piagnona (che, fra l'altro, potrebbe risvegliare certi pazzi e certi criminali, magari suggestionati dal cosiddetto “effetto emulazione”).

_____________________
 


 
Personalmente, mi rendo conto che qualcosa i giornali dovevano inventarsi. Purtroppo l’allarme suina  non tira più, quella sui cani randagi è passata di moda, e l’allarme rom fa effetto ormai solo sui burini.
… E' vero che ci sarebbe ancora la minaccia della pedofilia (che funziona sempre, in ogni stagione), ma anche di quella non si può più abusare: c'è il pericolo che  a parlarne troppo la gente non ci creda più!


  E’ triste sottolinearlo: negli stessi giorni dell'aggressione al "Gay Village", una anziana 67enne ha spinto una 63enne sotto il treno. E perfino Fabrizio Corona ha rischiato il linciaggio (per mano dei suoi stessi fan, peraltro). Poi, naturalmente, sono continuati gli stupri (anche a ragazzine minorenni, e senza che il loro orientamento sessuale c’entrasse niente).
… Ebbene: nessuno ha inventato un nome per questi tipi di violenza: evidentemente sono considerati normale amministrazione? Evidentemente non fanno trendy come le violenze ‘politicamente scorrette’ sui gay?


 
Mi rendo conto che viviamo in un mondo che diventa sempre più piccolo. Un ‘villaggio globale’ dove -tanto per cominciare- la convivenza non si costruisce con le poesie buoniste. E neppure gridando ‘al lupo al lupo’.
… Ad ogni modo, sulla questione mi sono permesso di esprimere qualche dubbio anche altrove. E l'ho fatto con un commento a
questo post di Ermes, sul blog Il Popolo Sovrano. Commento che ripropongo anche qui, subito dopo "Smalltown Boy" (il brano cantato da J. Sommerville, che nel video originale descriveva un episodio omofobico).

 «Potrei sbagliarmi di grosso, ma dico lo stesso quel che penso sulla questione (e naturalmente sono pronto a cambiare idea).
Ebbene: fatico a credere a questa presunta "emergenza omofobia". Soprattutto se, incredibilmente, a gridare "al lupo al lupo" è Vladimir Luxuria (che pure ha vinto il famoso reality, anche grazie alla sua intelligente "diversità"). E soprattutto se, contemporaneamente, mi si vuol far credere (come ha fatto stasera Aurelio Mancuso, durante il programma "Iceberg"), che Marcello Veneziani odia i gay.
Marcello Veneziani non è omofobo. Certamente non lo diventa per l'articolo -citato da Mancuso- sulle "frittate gay" (sebbene ho trovato anch'io penosa la descrizione che il giornalista ha fatto degli omosessuali: penosa, ma certamente non omofobica).

... A mio parere la violenza non guarda in faccia ai gusti sessuali. Altrimenti gli stupri alle ragazzine minorenni come vogliamo chiamarli: minorennofobia forse?
Penso che entro certi limiti gli episodi di questi giorni sono la inevitabile e dolorosa conseguenza della recente (sacrosanta!) gaya "visibilità". Penso -magari mi sbaglio pure qui- che si debba fare i conti anche con il cosiddetto "effetto emulazione". Alimentato pure da chi grida all'omofobia senza calcolare le parole (e magari lo si fa per capitalizzare il momento a fini politici!). E penso che chi si proclama rappresentante dei gay (come Aurelio Mancuso), dovrebbe stare più attento alle parole che dice. Soprattutto quando decide di indicare i presunti "nemici" degli omosessuali. Altrimenti a rimetterci è la sua stessa credibilità».

_____________________


   A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.

mercoledì, 19 agosto 2009

Torna a casa, Bossi!

Che pena il vecchio Bossi che balbetta su bandierine, dialetti, e gabbie salariali.

Che nostalgia dell'Umberto furioso che "ce l'aveva duro" (...quel Bossi che difendeva Milosevic, che sputava su Prodi, che offendeva 'papi' Berluska, che gridava al complotto degli ebrei, dei massoni, e degli amerikani).



  T
orniamo per un attimo al 20 febbraio 1999. Quel giorno la Lega Nord decide di aprire i mitici gazebo bianchi per raccogliere le firme contro la legge Turco-Napolitano sull' immigrazione.
… E quel giorno l’erede spirituale dei Celti (il senatùr Umberto Bossi), va a Crema per tenere uno dei suoi più infuocati discorsi: innanzitutto per incoraggiare l’iniziativa, ma anche per difendere Milosevic, scatenarsi contro Prodi, contro i massoni, contro Berluska, contro il
“capitalismo ebraico”, e contro il “sistema mondialista” degli americani.


        
'American Generation'
(della
'Ritchie Family')



  Pietro Citati, per Repubblica, ha voluto riproporre i passaggi più interessanti di questo glorioso comizio che Bossi ha tenuto in quel di Crema. Precisando che prima ha dovuto tradurlo
“in una specie di italiano” (pare che non fosse chiara la sintesi che ne aveva fatto Mauro Bottarelli su La Padania.).
… Ma soprattutto, Citati ha voluto prima avvertire i suoi lettori: in quel discorso si avvertono
“gli echi di un libro, il Mein Kampf di Adolf Hitler, che Bossi dovette leggere, o di cui sentì parlare quando era giovane”.




Da un discorso
very crazy dell’Umberto Bossi
(traduzione di Pietro Citati, che lo ha letto su La Padania e lo ha riproposto su Repubblica)

 

«L
o scontro in atto è ormai chiaro… c' è il capitalismo individualista e mondialista americano, guidato da venti potentissimi banchieri ebrei di Wall Street.
Dopo la nascita dell' Europa, questo capitalismo teme di perdere il proprio predominio sulla Francia, la Germania, l' Italia; e perciò ha deciso di indebolire e scardinare dalle fondamenta tutte le nazioni europee. Non può permettersi di perdere. Non ha scrupoli né incertezze, e usa tutti i mezzi possibili. In primo luogo, l' immigrazione clandestina: Wall Street vuole esportare in Europa venti milioni di extracomunitari per corrompere il nostro sangue e la nostra economia. In secondo luogo, la droga, che viene dagli Stati Uniti.
Basta vedere la guerra del Kossovo: gli americani si sbracciano contro Belgrado perché il Kossovo è la principale fabbrica di eroina nel mondo e gli americani non vogliono concorrenti. Noi, gente padana, stiamo con i serbi e Milosevic.
[…]. Il capitalismo ebraico di Wall Street ha i suoi complici anche in Italia. Per esempio i massoni, come Prodi, che fa parte dell' Aspen Institut. E io intendo pubblicare tutti i nomi dei massoni, che difendono gli interessi ebraico-americani in Italia.
 I complici li vedete da tutte le parti. Eccoli, quelli del Polo, Berlusconi, Fini e tutti gli altri, questi complici degli Americani. Ma gli Americani non passeranno. Non ci riempiranno di clandestini e di droga. Noi discendiamo dai celti, e non lo consentiremo. Siamo qui, soli, con le nostre camicie verdi, il ricordo della Lega Lombarda e di Alberto da Giussano, soli contro quelli di Roma e Berlusconi. Vinceremo».





  A questo post va collegato quello sul curriculum del papi, quello sull'ultima panzana della Lega, quello sulla ipocrita Madre Teresa, quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', quello sulle "istruzioni" del Premier.
Altri post: quello sul
"Pasolini da dimenticare",
quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, & Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle rivelazioni del senatore Guzzanti, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Tutte queste scoreggiette (e altre ancora), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Infine: in alternativa al video della Ritchie Family che ho proposto prima, suggerisco anche questo.

domenica, 16 agosto 2009

PADANIA 'GIUDAICA'

L'ultima delirante proposta di Bossi: siccome non conosciamo "Fratelli D'Italia (che è l'Inno nazionale), e siccome i leghisti preferiscono il "Và Pensiero" (che invece sarebbe il canto degli ebrei), noi a scuola dovremo imparare a memoria la filastrocca della "Bella Gigogìn".



  Col caldo i pensieri diventano leggeri, leggerissimi. E a ferragosto anche il cervello va in vacanza.
... Nonostante questo, Umberto Bossi (quello che voleva buttare il tricolore nel cesso), si vede costretto a continuare con i suoi ‘effetti speciali’. D’altra parte, di politica seria da quelle parti non se ne parla proprio: non sanno neppure dove stia di casa!

  Adesso il Bossi, con quella faccia, vorrebbe introdurre il dialetto nelle scuole. E se ne esce spiegando che gli italiani non conoscono “Fratelli D’Italia”, mentre tutti -sempre a suo dire!- conoscono molto bene il Va’ Pensiero.

... Bisognerà ricordare al senatùr che il Và Pensiero (nelle intenzioni del patriota GiuseppeVerdi),  era il canto degli ebrei. D’altra parte, non risulta che in Padania -ma se è per questo neppure in Terronia!- si siano mai viste le “rive del Giordano”, o le “Torri di Sion atterrate”.
Fino a ieri era così, caro senatùr! E sarà così anche domani. Con o senza il tuo fantomatico federalismo.




  A questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Altri post ancora: quello sul
"Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, e quello sulle orge-party a casa del premier.

Ogni altra scoreggetta è sul blog
N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, sul blog F.&FASTIDI.

Infine: in alternativa al video proposto, suggerisco
anche questo.
giovedì, 13 agosto 2009

LA GAYA BOMBA

  Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti  -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.


  I
n questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).

  Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.

  Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”. 
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?



* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.




  Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Altri post ancora: quello sul
"Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi,
quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, e quello sulle orge-party a casa del premier.

Ogni altra scoreggetta è sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, sul blog F.&FASTIDI.
Infine: in alternativa al video proposto, suggerisco
anche questo.

sabato, 08 agosto 2009

NE' MADRE, NE' SANTA

MADRE TERESA: UNA DONNA CINICA E SPIETATA.
UNA FANATICA  CHE FREQUENTAVA I SALOTTI BUONI (E CHE IMPONEVA AGLI ALTRI LE SUE PARANOIE RELIGIOSE)

MADRE TERESA: UNA SUORA COCCIUTA E IPOCRITA, UNA AMICA DEI DITTATORI (... CHE FORSE -INTIMAMENTE- ERA PERFINO ATEA!)




  Molto tempo fa Paolo Villaggio, ospite di Daria Bignardi, ha spiegato di aver conosciuto Madre Teresa (in quell’occasione definendola per ben due volte “topo albanese”).
… Successivamente, il comico ha sottolineato il suo disprezzo per la religiosa con queste parole: “Le peggiori carogne sono le persone che si ammantano di bontà. Sono stato tra le 180 suore di Calcutta e ho incontrato madre Teresa, quando il suo sguardo si è posato su di me non mi è piaciuto affatto, non era uno sguardo buono”.

  Sono in tanti a provare un’assurda ammirazione per questa su suorina. E perfino chi non è credente, spesso, non sopporta che si parli male di lei.
…Costoro insorgono se si mette in dubbio il valore di questa donna. Danno per scontata la bontà d’animo di questa donna fanatica (che in realtà era profondamente ipocrita, e che forse era perfino -almeno intimamente- atea).

  Sull’argomento io mi ero sempre limitato a riportare quanto dicevano i suoi detrattori. Al massimo precisavo che la consideravo una donna  “cinica e spietata”, ma badando a non insistere troppo sul discorso.
… Solo in seguito (in risposta ad alcuni commenti su un mio post), mi sono deciso a spiegare quali gravi colpe vengono imputate a questa presunta santa (che -almeno fin qui- è stata dichiarata solo ‘beata’).
 




     Madre Teresa: né madre né santa

Il volontariato (come la carità e la beneficenza), sono cose nobilissime. Ma resta che c'è chi se ne approfitta, ed è giusto che si mettano in guardia le "anime belle".
D’altra parte, mi rendo conto che un tempo era ancor più facile far vedere la luna nel pozzo (ed era più facile ingannare i devoti: Per dire, mentre Madre Teresa andava in televisione per
far visita a Raffaella Carrà (magari a ribadire per l’ennesima volta la sua contrarietà all'aborto), Papa Karol si faceva vedere sorridente accanto al boia Pinochet (non so se rendo l'idea!).
Resta pacifico che Madre Teresa non era una missionaria. Ma era essenzialmente una donna fanatica e cocciuta (scaltra nello scansare qualunque critica le venisse mossa: fingeva sistematicamente di non capire ciò che le si imputava).


Con l’alibi di curare i poveri e i derelitti, quella indirettamente aiutava molti dittatori e malfattori. Alludo a quei maiali che avevano l'abitudine di prosperare sulla miseria e sull'ignoranza del prossimo (e che poi si facevano benedire da lei, per “ricostruirsi una verginità”). Alludo a quei tiranni che erano ben contenti di finanziarla (per avere in cambio anche solo una foto assieme: come ha fatto ad esempio Duvalier, il dittatore di Haiti che in questo modo si è visto legittimato dalla suora).
L’occidente distratto e sazio, intanto, lasciava che Madre Teresa facesse quel che voleva. E di fatto lei ha costruito il suo successo mediatico sfruttando la credulità popolare (in un paese, va ricordato, molto poco sviluppato e pieno di superstizioni).


L'opera di Madre Teresa non aveva nulla di umanamente ammirevole: a fronte delle grandi somme che riceveva offriva ai suoi malati poco più di un bicchiere d'acqua e un miserabile giaciglio (peraltro spesso in condizioni igienico-sanitarie scandalose!).
L'importante, per lei, era continuare sulla sua strada. Fingendo quella umiltà che portava tanti disperati ad inchinarsi per baciarle i piedi (cosa che nella sua umiltà non ha mai impedito).
Intanto imponeva agli altri le sue ossessioni, dicendo che il dolore è salvifico (la sofferenza, secondo lei, aveva addirittura valore sacramentale: perché serviva ad avvicinare l'uomo alla sofferenza di Cristo sulla croce).  E quando qualcuno le faceva notare che era immorale chiedere e accettare soldi spesso palesemente sporchi, lei lasciava intendere che preferiva occuparsi di ciò che è essenziale (secondo lei non era saggio chiedersi da dove venissero tutti quei soldi che raggranellava: lasciava intendere che investigare su questo sarebbe stato ‘far politica’. E si sa che la politica è cosa sporca!).

 
La verità è che Madre Teresa la politica la faceva, eccome! Basti pensare a come si batteva contro le leggi che permettevano la contraccezione e l'aborto. O il suo astio (esattamente come papa Karol), verso la "teologia della liberazione".
… E tralascio di ricordare molte altre cose: la sua mania di far battezzare i moribondi di altre religioni (di nascosto, con mille sotterfugi, praticamente a loro insaputa). Le piccole e grandi crudeltà a cui sottoponeva i suoi pazienti (ai quali faceva radere i capelli, neanche fossero in manicomio!). La sua incredibile difesa di un noto truffatore (anche dopo che le era stato chiaramente spiegato quanti e quali fossero i crimini di costui). E tutte le altre prodezze di cui era stata capace questa donna -come dicevo- era soprattutto cinica e spietata.




  A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle orge-party a casa del premier.
Infine: per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova
su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e anche su F.&FASTIDI.

postato da: pellizzer2 alle ore 12:43 | link | commenti (1)
categorie: amore, amici, amicizia
martedì, 04 agosto 2009

QUESTE BIMBE INGRATE

  Qualche tempo fa la piccola Barbara era corsa dal paparino tutta imbarazzata: aveva saputo di certe foto che stavano per essere pubblicate (e che la riguardavano) . E babbino (Silvio Berluska), aveva subito provveduto a pagare chi di dovere. Per farle sparire per sempre.
Adesso, rispondendo alle domande di Vanity Fair, la ragazza difende Franceschini (che aveva attaccato pesantemente suo padre), si rifiuta di criticare la stampa che ha inchiodato il premier, e lascia intendere di essere molto più legata alla madre.
... E così il povero 'papi' è costretto a passare dalle "belle figliole" alle figliole ingrate!


 
Sarà che negli ultimi giorni ha avuto una "fastidiosa febbre di reazione al parto", ma adesso la piccola Barbara si è finalmente sfogata. E ha detto come la pensa veramente sulla vicenda Noemi, sul divorzio dei genitori, e su cosa ci si dovrebbe attendere da un politico serio.
... Che dire? Magari è vero che ama il papà e la mamma nella stessa misura, però ha uno strano modo di dimostrarlo!



Da “La famiglia, secondo me”, clamorosa intervista a Barbara Berlusconi
(di Giovanni Audifreddi, per Vanity Fair)


* ... È nato il suo secondo figlio Edoardo (13 luglio), lei ha compiuto 25 anni (30 luglio), i suoi genitori, Veronica e Silvio, stanno divorziando [...]. Perchè l'ha chiamato Edoardo?

«Si è ripetuta la stessa situazione di quando è nato Alessandro. Anche questa volta mio padre mi ha chiesto: "Edoardo, che cosa mi rappresenta?". Poi mi ha suggerito Silvio, Luigi, Paolo. Diciamo che ho di nuovo preferito interrompere la tradizione di famiglia».

* Non sposa il padre dei suoi figli?
«In questo momento siamo una coppia felice che non avverte l'esigenza del matrimonio...».

* Uno dei tormentoni che vi riguardano è la presunta lotta tra figli per il patrimonio. Che cosa c'è di vero?
«A oggi non c'è nessuna lotta. E se mio padre è uomo giusto ed equo, non ce ne saranno nemmeno in futuro...».

* «Fareste educare i vostri figli da un uomo come Silvio Berlusconi»: dica la verità, le parole del segretario del Pd Franceschini l'hanno offesa?

«
Non credo che Franceschini ce l'avesse con noi, figli di Berlusconi. Non è un episodio che ritengo grave o insultante. Credo parlasse di identità culturali diverse. Certo, era un attacco personale e non solo politico a Silvio Berlusconi, perché gli negava la capacità di essere padre. Ci potevano essere margini di ambiguità, le parole di Franceschini erano facilmente travisabili.
Per questo mi sono limitata a puntualizzare quello di cui sono fermamente convinta: l'educazione e i valori che mi sono stati trasmessi dalla famiglia, e anche da mio padre, sono quei valori che mi hanno permesso di crescere nel rispetto di me stessa e degli altri. Con il senso della famiglia, l'osservanza delle regole e di tutti quei principi che sicuramente Franceschini avrà cercato di trasmettere ai suoi figli».

* La vicenda del divorzio quanto le pesa [...]?
«Il dolore è grande, un valore e una realtà si stanno sgretolando. Più forte è il senso dell'unione familiare che uno ha, e nel mio caso è molto forte, più si amplifica la delusione[...]».

* È la fine di un grande amore?
«Sono sicura che lo sia stato per la mamma. Però di certo, in trent'anni di vita insieme, hanno sempre avuto a cuore il reciproco bene».


* Nel riportare le indiscrezioni sul privato di suo padre, la stampa si è comportata correttamente?
«Vedo quello che accade, e mi dispiace. Se vuole, possiamo fare la lista delle dieci domande a cui non risponderò».

* Silvio Berlusconi, come premier, gode di consenso e popolarità. Come uomo, non è detto che debba essere un santo [...]. Che ne pensa?
«... Penso che una società esprima un senso della morale comune. I rappresentanti politici che sono chiamati a ben governare, a far prosperare la comunità, sono anche tenuti a salvaguardare i valori che essa esprime, possibilmente a elevarli. Non credo, quindi, che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata».

* Che cosa ha pensato delle attenzioni che suo padre ha avuto nei confronti di Noemi Letizia [...]?
«Mi ha stupito. E' una dimensione che non ha mai fatto parte del mio quotidiano. La mia storia è quella di una ragazza che ha vissuto la sua giovinezza in modo sereno e normale. Non ho mai frequentato uomini anziani. Sono legami psicologici di cui non ho esperienza».



In alternativa al video che ho proposto, consiglio (per lo stesso brano), quello più tradizionale.
Inoltre: a questo post va collegato quello sulle
"istruzioni del Superpapi"
,
quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Infine: per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.
lunedì, 03 agosto 2009

A SILVIO PIACE LESBO

  Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).

  P
rima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno  davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si  è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).


 
A
nnàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un
“gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.



  Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Mettendo a repentaglio la sua salute, ma anche quella delle sue tante amanti (che solo adesso si rendono conto del rischio che hanno corso!).

... Quando si dice che quel macho del 'papi' ha sprezzo del pericolo (oltre che del ridicolo!).

  Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
… E tuttavia pretende di dare consigli sessuali perfino alle lucciole.
Per dire: ha esortato la Patty D'Addario (che con lui si è finta suora), a masturbarsi con frequenza (e intanto, mentre lui dispensava queste perle di saggezza, il registratore continuava a fare il suo lavoro!).


  Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
… Ad ogni modo, bisogna precisare che Sua Prescrizione aveva fatto alla fanciulla una promessa ben più importante. Ed è sempre la D’Addario a rivelare la stupenda lesbo-sorpresa che il Silvio aveva in mente per lei: “Lui ha detto che ha una sua amica e vuole farmi leccare da lei”.
Alééé !!!




  A q
uesto post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", q
uello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova
su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.

... Ancora due cosette: non ho avuto il coraggio di proporre il video originale di Relax (quello a suo tempo censurato, intendo). Ma con un pò di fortuna lo si può rivedere cliccando qui. Invece, per una versione più recente del brano (ma non cantata da Holly Johnson), proporrei quest'altro video.
domenica, 26 luglio 2009

E PUR SI MUOVE!

  Umberto Bossi, a cui hanno fatto credere di essere il ministro delle Riforme, sosteneva che ognuno dovrebbe essere "padrone a casa sua". Senza 'se' e senza 'ma'.
... Peccato che anche il suo partito ci abbia mandati in Iraq senza che avessimo il permesso di soggiorno. Peccato che adesso insista a prenderci in giro, fingendosi estraneo rispetto alla nostra presenza (per molti versi anche doverosa) in Afghanistan.

  Provasse davvero, il senatùr, ad impuntarsi con i suoi alleati. Così vedremmo cosa resta delle sue (insulse) leggende padane. E cosa rimane di quelle comode poltrone che la Lega ha conquistato grazie alla "Roma ladrona".
... E provasse, infine, a secessionarsi dalla maggioranza. Invece di limitarsi a dire -sulla questione Afghanistan- le seguenti (finte) banalità: "Io li porterei a casa tutti... La missione costa un sacco di soldi, visti i risultati e i costi ci penserei un pò".




  A
ltro che il virus dell'influenza suina: molto più pericolosa è l'epidemia (più vecchia dell'Aids), che tanto preoccupa il ministro Sacconi. Ecco, infatti cos'ha in testa questo qui:
"Ogni qual volta constatiamo una condizione difficile per un giovane, individuiamo gli educatori falliti delle famiglie che hanno contratto il virus del '68".
... E non è finita qui. Prendiamo subito nota anche di questo: l'Italia (sempre secondo il ministro Sacconi), andrebbe liberata "dalle borghesie terziarie pericolose, sempre attratte dal gioco sporco, da scorciatoie e dalla tentazione di deviare il corso democratico degli eventi".


  Ma insomma, queste benedette 'tombe fenicie' a villa Certosa, sono una invenzione dei giornali o piuttosto una delle tante kazzate che il Cavaliere racconta e poi subito smentisce?
Nicolò Ghedini, che è personcina tanto educata (nonché personalissimo avvocato del Premier), inizialmente sosteneva che la notizia del ritrovamento era "inverosimile".
... Ma adesso -dopo quel che i giornali gli hanno ricordato- preferisce limitarsi a ridimensionare il tutto. In ogni caso, comunque la si metta, viene confermato quel che si pensava: il Berluska non sa più neanche quel che dice!


  Michele Serra, su Repubblica, non riesce a spiegarsi come sia stato possibile per tanti kattolici ignorare la pericolosità del Silvio (le leggi ad personam e tutto il resto).

... Com'è, si è chiesto, che questi fedeli sono stati "muti e sordi per vent'anni"? Ed è possibile che per tanti cattolici "sia sempre e solo il sesso a produrre sobbalzi etici, ripensamenti morali?".
Misteri della Fede, senz'altro!




  Questo post va collegato a quello sulle
"istruzioni del Superpapi"
, poi a quello su Pasolini "da dimenticare", infine quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su
N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.

ROSSELLA viaCOLvento

ALLELUIA ALLELUIA, ECCO COSA TOCCA SENTIRE IN BERLUSKOLANDIA: IL 'VELINO' CARLO ROSSELLA CHE SI LASCIA 'PENETRARE' DAL VANGELO.

... E CHE
(VOLENDO ADDIRITTURA ESAGERARE),  NE APPROFITTA PER FARE PUBBLICITA' ANCHE ALL'OPUS DEI.
____________

  P
er anni si è spacciato per giornalista (tra una foto ritoccata, una notizia infondata, un Verissimo e una Posta del cuore). Ma adesso pare che Carlo Rossella abbia finalmente raggiunto la pace dei sensi. Questo, almeno, sarebbe ciò che lui ha lasciato chiaramente intendere.
... Lo si incontra, in ogni caso, a tutti i peccaminosi party. Comprese le feste avec Tarantini (Giampaolo Tarantini: l'amico di Berluska che portava le escort a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. E che infine si è ritrovato indagato per favoreggiamento della prostituzione e per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio!).

  Si vede a occhi nudi che Carlo Rossella  punta direttamente alla gloria dei cieli, vero? E si capisce che vuole arrivarci come si conviene: i capelli devono essere tutti al loro posto, la cravatta deve essere intonata a tutto il resto, la giacca ha da essere disinvolta ma non troppo, la sciarpina colorata (unica trasgressione concessa), portata con disinvolta trascuratezza.
... Tutto questo a gloria di Dio, naturalmente (sciarpina compresa). E dev'essere sempre per questo nobile scopo che il nostro amico si infila a tutte le più trasgressive feste: evidentemente vuole convertire più gente possibile. Anzi, vuole portare il Paradiso anche qui tra di noi, sulla vecchia e peccaminosa madre Terra.





â–º Dall'articolo "Il libro da portarsi in vacanza"
(di Carlo Rossella, per "Panorama")


« ... O
ggi, inutile riaffermarlo, viviamo in un Occidente molto scristianizzato, dove, purtroppo, numerosi uomini e donne pensano di poter fare a meno di Dio.
[...] Il Vangelo è il più bel libro che sia mai stato scritto. Va letto in silenzio, senza essere disturbati da radio, tv, musica, telefonini, email, sms.
Col Vangelo ci si trova soli con qualcuno al quale si può credere oppure no. Ma questo qualcuno, Cristo, ti penetra, se il tuo cuore è aperto, dentro l'anima. Lasciandoti un forte segno.
[...] E' bello trascorrere qualche ora col Vangelo nella pace del chiostro di una certosa, o di un bosco, o di uno scoglio solitario in riva al mare, o di una stanza di casa dove entra il silenzio delle città estive abbandonate dai vacanzieri.
Il Vangelo fa compagnia, apre le porte della speranza, della fede, della conversione.
Ci sono edizioni del Vangelo a prezzi stracciati, solo pochi euro. Altre un pò più costose, ma sempre meno care di un romanzo alla moda.
Per un neofita, agnostico, senza cultura religiosa, consiglio i "Quattro Vangeli". Pubblicati dall'edizioni Ares, e commentati in modo egregio dagli studiosi dell'Università spagnola di Navarra. L'opera fu preparata anni fa per iniziativa del santo Josemarìa Escrivà, fondatore dell'Opus Dei. Fu proprio una bella idea».


  Questo post va collegato a quello sulle "istruzioni del Superpapi", e a quello su Pasolini "da dimenticare".
Per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su
N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.