La superiorità morale della sinistra (quella ‘politicamente corretta’, che candida pure transgender e ‘ciccioline’), è fuori discussione.
... Altrettanto evidente è la grettezza della destra berlusconiana (che premia solo veline e ruffiani "a sua disposizione")
Anche quando sembra che “vada a puttane”, la sinistra mostra una sua indiscutibile superiorità morale. Mica sempre: solo quando mostra coerenza con i suoi ideali, quando rispetta le regole del politically correct, e quando ha il coraggio di candidare le “ciccioline” (che invece la destra berlusconiana offende. Sfruttandole, casomai, come richiamo per le allodole).
... Perché, sia chiaro che c’è modo e modo di fare le cose, perfino quando si paga una escort o una trans (sempre e comunque bisogna mostrare rispetto per il prossimo: giammai ci si comporta come farebbe un volgare “utilizzatore finale”!).
Quando ha il coraggio di essere sé stessa, la sinistra può candidare (e frequentare), tutte le Luxurie, le Ciccioline, e i Vendola che vuole. Inoltre, i suoi leader non sono tenuti a spiegare -se non ad eventuali mogli e/o partner- dove vanno di notte ad inzuppare il biscottino.
... E’ inutile che la destra si mostri invidiosa e gelosa di questo privilegio che hanno i suoi avversari: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca!
L'onorevole Ilona Staller ('Cicciolina')
Se ne facciano una ragione, invece. E si rassegnino, visto che in fondo lo hanno voluto loro.
Ma certo: i partiti del centro destra hanno deciso di vincere le elezioni atteggiandosi a bigotti? E allora stiano zitti e muti. E continuino a pedalare, visto che hanno voluto la bicicletta!
... La piantino, una buona volta, e non attribuiscano all’altro schieramento quella sporcizia che è nella loro mente malata, pervertita, e drogata dalle idee pseudo-kattoliche.
A proposito di “roba”: non ha senso proporre ai leader della sinistra il test anti-droga. Casomai a dover dimostrare la coerenza con le idee proibizioniste sono loro. Ovvero: quelli che fanno “di ogni erba un fascio”, e quelli che trasformano un fumatore di canne in un criminale.
... Peraltro, a certi capi del centro-destra andrebbe fatto un bell’esame psicologico. Soprattutto a quelli che quando la moglie chiede il divorzio danno la colpa ai komunisti (anche anni dopo la caduta del muro!). Perché, insomma, una delle due: o si sono bevuti il cervello, oppure hanno sbagliato il rifornitore!
Morale di fine post: la sinistra ‘politically correct’ può permettersi il lusso di trasgredire le regole perbeniste degli ipocriti. E sia chiaro che non deve giustificarsi con nessuno di questi cialtroni.
... Questa destra berlusconiana, invece, merita solo di marcire nel suo moralismo falso e volgare. E quando viene trovata con le mani nella marmellata può fare solo una cosa: vergognarsi, finalmente!
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Benvenuti e benvenute nella home del mio blog.
In alternativa al video proposto, propongo quello -davvero imperdibile- in cui Ilona Staller parla il dialetto veneto.
Inoltre: a questo post va collegato quello sulle palle' di zio Silvio, e quello sul patto tra Berluska e Lucifero. Altri post ancora sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Col caldo i pensieri diventano leggeri, leggerissimi. E a ferragosto anche il cervello va in vacanza.
... Nonostante questo, Umberto Bossi (quello che voleva buttare il tricolore nel cesso), si vede costretto a continuare con i suoi ‘effetti speciali’. D’altra parte, di politica seria da quelle parti non se ne parla proprio: non sanno neppure dove stia di casa!
Adesso il Bossi, con quella faccia, vorrebbe introdurre il dialetto nelle scuole. E se ne esce spiegando che gli italiani non conoscono “Fratelli D’Italia”, mentre tutti -sempre a suo dire!- conoscono molto bene il Va’ Pensiero.
... Bisognerà ricordare al senatùr che il Và Pensiero (nelle intenzioni del patriota GiuseppeVerdi), era il canto degli ebrei. D’altra parte, non risulta che in Padania -ma se è per questo neppure in Terronia!- si siano mai viste le “rive del Giordano”, o le “Torri di Sion atterrate”.
Fino a ieri era così, caro senatùr! E sarà così anche domani. Con o senza il tuo fantomatico federalismo.
A questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.
In questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).
Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.
Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”.
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?
* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.
Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.MADRE TERESA: UNA DONNA CINICA E SPIETATA.
UNA FANATICA CHE FREQUENTAVA I SALOTTI BUONI (E CHE IMPONEVA AGLI ALTRI LE SUE PARANOIE RELIGIOSE)
MADRE TERESA: UNA SUORA COCCIUTA E IPOCRITA, UNA AMICA DEI DITTATORI (... CHE FORSE -INTIMAMENTE- ERA PERFINO ATEA!)
Molto tempo fa Paolo Villaggio, ospite di Daria Bignardi, ha spiegato di aver conosciuto Madre Teresa (in quell’occasione definendola per ben due volte “topo albanese”).
… Successivamente, il comico ha sottolineato il suo disprezzo per la religiosa con queste parole: “Le peggiori carogne sono le persone che si ammantano di bontà. Sono stato tra le 180 suore di Calcutta e ho incontrato madre Teresa, quando il suo sguardo si è posato su di me non mi è piaciuto affatto, non era uno sguardo buono”.
Sono in tanti a provare un’assurda ammirazione per questa su suorina. E perfino chi non è credente, spesso, non sopporta che si parli male di lei.
…Costoro insorgono se si mette in dubbio il valore di questa donna. Danno per scontata la bontà d’animo di questa donna fanatica (che in realtà era profondamente ipocrita, e che forse era perfino -almeno intimamente- atea).
Sull’argomento io mi ero sempre limitato a riportare quanto dicevano i suoi detrattori. Al massimo precisavo che la consideravo una donna “cinica e spietata”, ma badando a non insistere troppo sul discorso.
… Solo in seguito (in risposta ad alcuni commenti su un mio post), mi sono deciso a spiegare quali gravi colpe vengono imputate a questa presunta santa (che -almeno fin qui- è stata dichiarata solo ‘beata’).
Madre Teresa: né madre né santa
Il volontariato (come la carità e la beneficenza), sono cose nobilissime. Ma resta che c'è chi se ne approfitta, ed è giusto che si mettano in guardia le "anime belle".
D’altra parte, mi rendo conto che un tempo era ancor più facile far vedere la luna nel pozzo (ed era più facile ingannare i devoti: Per dire, mentre Madre Teresa andava in televisione per far visita a Raffaella Carrà (magari a ribadire per l’ennesima volta la sua contrarietà all'aborto), Papa Karol si faceva vedere sorridente accanto al boia Pinochet (non so se rendo l'idea!).
Resta pacifico che Madre Teresa non era una missionaria. Ma era essenzialmente una donna fanatica e cocciuta (scaltra nello scansare qualunque critica le venisse mossa: fingeva sistematicamente di non capire ciò che le si imputava).
Con l’alibi di curare i poveri e i derelitti, quella indirettamente aiutava molti dittatori e malfattori. Alludo a quei maiali che avevano l'abitudine di prosperare sulla miseria e sull'ignoranza del prossimo (e che poi si facevano benedire da lei, per “ricostruirsi una verginità”). Alludo a quei tiranni che erano ben contenti di finanziarla (per avere in cambio anche solo una foto assieme: come ha fatto ad esempio Duvalier, il dittatore di Haiti che in questo modo si è visto legittimato dalla suora).
L’occidente distratto e sazio, intanto, lasciava che Madre Teresa facesse quel che voleva. E di fatto lei ha costruito il suo successo mediatico sfruttando la credulità popolare (in un paese, va ricordato, molto poco sviluppato e pieno di superstizioni).
L'opera di Madre Teresa non aveva nulla di umanamente ammirevole: a fronte delle grandi somme che riceveva offriva ai suoi malati poco più di un bicchiere d'acqua e un miserabile giaciglio (peraltro spesso in condizioni igienico-sanitarie scandalose!).
L'importante, per lei, era continuare sulla sua strada. Fingendo quella umiltà che portava tanti disperati ad inchinarsi per baciarle i piedi (cosa che nella sua umiltà non ha mai impedito).
Intanto imponeva agli altri le sue ossessioni, dicendo che il dolore è salvifico (la sofferenza, secondo lei, aveva addirittura valore sacramentale: perché serviva ad avvicinare l'uomo alla sofferenza di Cristo sulla croce). E quando qualcuno le faceva notare che era immorale chiedere e accettare soldi spesso palesemente sporchi, lei lasciava intendere che preferiva occuparsi di ciò che è essenziale (secondo lei non era saggio chiedersi da dove venissero tutti quei soldi che raggranellava: lasciava intendere che investigare su questo sarebbe stato ‘far politica’. E si sa che la politica è cosa sporca!).
La verità è che Madre Teresa la politica la faceva, eccome! Basti pensare a come si batteva contro le leggi che permettevano la contraccezione e l'aborto. O il suo astio (esattamente come papa Karol), verso la "teologia della liberazione".
… E tralascio di ricordare molte altre cose: la sua mania di far battezzare i moribondi di altre religioni (di nascosto, con mille sotterfugi, praticamente a loro insaputa). Le piccole e grandi crudeltà a cui sottoponeva i suoi pazienti (ai quali faceva radere i capelli, neanche fossero in manicomio!). La sua incredibile difesa di un noto truffatore (anche dopo che le era stato chiaramente spiegato quanti e quali fossero i crimini di costui). E tutte le altre prodezze di cui era stata capace questa donna -come dicevo- era soprattutto cinica e spietata.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle orge-party a casa del premier.
Infine: per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e anche su F.&FASTIDI.
Qualche tempo fa la piccola Barbara era corsa dal paparino tutta imbarazzata: aveva saputo di certe foto che stavano per essere pubblicate (e che la riguardavano) . E babbino (Silvio Berluska), aveva subito provveduto a pagare chi di dovere. Per farle sparire per sempre.
Sarà che negli ultimi giorni ha avuto una "fastidiosa febbre di reazione al parto", ma adesso la piccola Barbara si è finalmente sfogata. E ha detto come la pensa veramente sulla vicenda Noemi, sul divorzio dei genitori, e su cosa ci si dovrebbe attendere da un politico serio. Da “La famiglia, secondo me”, clamorosa intervista a Barbara Berlusconi
(di Giovanni Audifreddi, per Vanity Fair)
* ... È nato il suo secondo figlio Edoardo (13 luglio), lei ha compiuto 25 anni (30 luglio), i suoi genitori, Veronica e Silvio, stanno divorziando [...]. Perchè l'ha chiamato Edoardo?
* La vicenda del divorzio quanto le pesa [...]?
«Il dolore è grande, un valore e una realtà si stanno sgretolando. Più forte è il senso dell'unione familiare che uno ha, e nel mio caso è molto forte, più si amplifica la delusione[...]».
Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).
Prima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).
Annàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un “gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.
Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Umberto Bossi, a cui hanno fatto credere di essere il ministro delle Riforme, sosteneva che ognuno dovrebbe essere "padrone a casa sua". Senza 'se' e senza 'ma'.
Provasse davvero, il senatùr, ad impuntarsi con i suoi alleati. Così vedremmo cosa resta delle sue (insulse) leggende padane. E cosa rimane di quelle comode poltrone che la Lega ha conquistato grazie alla "Roma ladrona".
Altro che il virus dell'influenza suina: molto più pericolosa è l'epidemia (più vecchia dell'Aids), che tanto preoccupa il ministro Sacconi. Ecco, infatti cos'ha in testa questo qui: "Ogni qual volta constatiamo una condizione difficile per un giovane, individuiamo gli educatori falliti delle famiglie che hanno contratto il virus del '68".
Ma insomma, queste benedette 'tombe fenicie' a villa Certosa, sono una invenzione dei giornali o piuttosto una delle tante kazzate che il Cavaliere racconta e poi subito smentisce?
Michele Serra, su Repubblica, non riesce a spiegarsi come sia stato possibile per tanti kattolici ignorare la pericolosità del Silvio (le leggi ad personam e tutto il resto).
Questo post va collegato a quello sulle "istruzioni del Superpapi", poi a quello su Pasolini "da dimenticare", infine quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Troppe sono le testimonianze che inchiodano il ‘papi’ Berluska. E c’è poco da girarci intorno: le sue feste, organizzate dall’amico Tarantini (indagato per favoreggiamento della prostituzione, ma recentemente anche per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio), sono il frutto di una sofisticata organizzazione.
A questo post va collegato quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Berluska controfigura di Michael Jackson, quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Jacko e ‘papi’ Silvio hanno molte cose in comune: i tiramenti alla pelle, il parrucchino a coprire la crapa, la cipria, i giovanilismi, le manie di grandezza, le minchiate a più non posso, le nevrosi, e tutto quel che contribuisce a far tanto ‘fumo’ (necessario quando l’arrosto è poco, oppure quando quello è già bello e bruciato).
Il sito Dagospia ha pubblicato una preghierina a Dio. Molto molto cattiva. 
Dedico questo post ad Adriano Celentano, che ha sfruttato la morte di Jacko per accusare quelli che lui chiama “i criminalmedia” (cioè proprio quella modernità che ha reso famoso -e straricco- sia Michael che il 'molleggiato' stesso).
Dedico questo post anche a Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che ha invitato il Berluska a fare di più per il terzo mondo. Sappia, il Papa del latinorum, che ‘papi’ Silviuccio non ha mantenuto neppure le promesse che in tal senso aveva fatto. Come gli ha rinfacciato (su La Stampa) la cantante Mina (con queste parole: “Al tavolo aquilano dell’imminente G8, dove tra le mille questioni si dovrà discutere anche degli aiuti all’Africa, si siederanno almeno due Governi chiaramente fedifraghi. Quello francese e, purtroppo , quello che presiederà i lavori, e cioè quello italiano”).
A questo post va collegato quello su vita, morte, e miracoli di Michael Jackson (già, pure i miracoli, che sono almeno tre: i suoi figli dalla carnagione chiara, nonostante il papà sia nero).
… E IL SERVO SCIOCCO BRUNETTA, NEL FRATTEMPO, CHE FACEVA? EBBENE SI’, IL CARO RENATO (TEOLOGO DELLA MERITOCRAZIA, ARCINEMICO DEI FANNULLONI), S’INDUSTRIAVA PER ADDESTRARE LE SQUINZIE PIU’ PROMETTENTI: QUELLE CHE SAPEVANO A MEMORIA “MENO MALE CHE SILVIO C’E’?”
Alla corte di zio Silvio è passato di tutto e di più: la volontaria che va in Bangladesh, ma anche Siria (la ‘lesbica del Grande Fratello’). Oppure: l’attrice famosa, ma anche la sciampista isterica.
... Praticamente era un pollaio dove tutte si fingevano amiche per la pelle, salvo che adesso si prendono per i capelli rivelando questo e quello, smentendo o confermando quel che può essere utile per mettersi in mostra.
L’imperatore Silvio aveva un sorriso per tutte, e a tutte faceva vedere i noiosi filmini dei suoi comizi. Alla fine della fiera regalava la collanina con la farfallina dorata, e a quelle tristi consegnava una busta sostanziosa.
... Alle più fortunate concedeva anche il sacro membro (e magari non si accorgeva che quelle lo registravano di nascosto, per poterlo -se necessario- incastrare!).
Come se non bastasse, quelle più preparate venivano spedite da Renato Brunetta (quello che -assieme a Sacconi e a tutta l’allegra brigata di ex craxisti- ciancia di libero mercato, di sana competizione, di meritocrazia, e contro i fannulloni: ma con che faccia, dico io!).
… Già, il Brunetta, quello che si offende se gli si dice che è nano, ma che ridacchia sui poliziotti panzoni. Il Brunetta, che finge di non sapere che alla corte dell’imperatore -come ha riferito e verificato L’Espresso- sono state ammesse anche donne legate ai clan.
Naturalmente tutto e sempre all’insaputa di Sua Bandana, che non risponde al quotidiano Repubblica che pone questa deliziosa domandina: “Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?”.
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â–º Dall’articolo “Dieci Quesiti sul Premier Privato”
(di Nando Dalla Chiesa, per “L’Unità”)
[…] I giornali di tutto il mondo scrivono ciò che le nostre tv tacciono. Il nostro governo è lo zimbello dell’Occidente. E’ questo un fatto privato o un fatto pubblico?
[…] Una ragazza senz’arte né parte, invitata a cena dal capo del governo, reclama di essere pagata perché “non lo faccio mica per la gloria” … Donne sconosciute possono entrare nella dimora del Presidente del Consiglio, fare foto e registrare. C’è una questione di vulnerabilità del governo.
[…] Imprenditori arricchiti in pochi anni sono in grado di stringere rapporti preferenziali con il capo di governo facendo “bella figura” con lui grazie alla raccolta e consegna a domicilio di donne giovani e piacenti a pagamento. Che ripercussioni ha sul sistema degli appalti, sulle cordate in affari, sulle concessioni, un rapporto preferenziale di questo tipo? Ed è questo un fatto privato o un fatto pubblico?
â–º Dall’articolo “Meritocrazia in mutande”
(di Alessandro Robecchi, per “Il Manifesto”)
[…] Il priapismo ultrasettantenne al potere resta esilarante. Ma la vera barzelletta italiana è un’altra. E’ la famosa “meritocrazia”, invocata un giorno sì e l’altro pure.
[…] Cosa sia il merito in questo paese lo si vede al volo. Basta accompagnarsi a papi, andare a una festa, fare la ola, cantare in coro intorno al tavolo da pranzo “meno male che Silvio c’è” per arraffare un posto in tivù, una candidatura (dalle europee al consiglio comunale), un provino, un affaruccio, un appaltino. Ormai è evidente che sedendosi sulle ginocchia giuste (sempre quelle, peraltro) puoi ambire ad alti incarichi, finanche puoi diventare -come scrivono i giornali- “la lesbica del Grande Fratello”, o ministra, o meteorina (!), o deputata.
[…] E poi vedi i giovani imprenditori che si chiamano tutti come i vecchi imprenditori, cioè i papà ricchi, e non è un caso che battono le mani a Silvio proprio mentre indignati urlano: merito! Merito! Che diamine, ci vuole più merito in questo paese!…
â–º Dall’articolo “Le candidate di Papi”
(di Marco Lillo, per “L’Espresso”)
Tutte sono passate per villa Certosa e palazzo Grazioli…Tutte hanno partecipato alle feste leggendarie del Cavaliere, ma solo poche fortunate (Ronzulli, Matera e Comi) sono arrivate all'Europarlamento. Per cinque anni avranno uno stipendio garantito di 20 mila euro con assistenti e benefit a disposizione. Mentre le due protagoniste del sexgate barese, Patrizia D'Addario e Barbara Motereale, si sono dovute accontentare di un posticino in una lista apparentata al Pdl che correva per le comunali di Bari. Dopo aver fallito l'elezione hanno deciso di raccontare tutto a stampa e magistratura.
A unire mondi così diversi in uno scenario unico però non sono stati i pm e i giornalisti ma Berlusconi in persona. È stato lui a ospitare contemporaneamente volontarie in partenza per il Bangladesh e ragazze di ritorno da una trasferta a Dubai con lo sceicco.
Nemmeno il più fervido sceneggiatore della commedia italiana avrebbe potuto immaginare a villa Certosa una comitiva che include la direttrice sanitaria destinata all'Europarlamento, Licia Ronzulli, e la mangiatrice di fuoco Siria De Fazio, più nota come la 'lesbica del Grande fratello'. Senza controllo e senza filtro, tutte hanno avuto il privilegio di entrare nelle dimore del sultano.
[…] Paradossalmente a parlare sono le escort. Mentre le ragazze 'serie' restano silenziose. E se parlano dicono bugie. La migliore allieva del Cavaliere da questo punto di vista è certamente Licia Ronzulli. Questa infermiera 34enne ha raccolto oltre 40 mila preferenze nel nord-ovest grazie anche alle indicazioni che provenivano da Roma. I coordinatori locali dicevano che se non fosse stata eletta, avrebbero perso il posto.
Quando “L’Espresso”, la settimana scorsa, le ha chiesto cosa facesse sulla barca di Berlusconi il 14 agosto 2008 con altre sei giovani che non hanno nulla a che fare con la politica, lei ha risposto: "Sbaglia, non ci sono io. Ci sono tante ragazze more. Mai stata a villa Certosa. Cado dalle nuvole".
Finché un'altra amica e ospite del Cavaliere, Barbara Montereale, l'ha smentita su 'Repubblica': "A metà gennaio 2009 sono stata accolta a villa Certosa da Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte e smista nelle varie stanze"…
La Ronzulli non ha mai spiegato perché sia stata incaricata dal premier di ricevere un tipino come Barbara Montereale [...] E la Montereale, che dice di non avere avuto rapporti sessuali con il Cavaliere, riconosce tra le ospiti del premier anche Carolina Marconi, reduce del Grande fratello, e Susanna Petrone, conduttrice del calcio su Mediaset.
Ed è un'altra strana coincidenza.
Se si può sorvolare sui criteri di selezione delle reti televisive berlusconiane (Siria è stata segnalata agli autori del Gf dalla segreteria del premier) non si può fare lo stesso con le elezioni. Le candidature non sono casting e l'Europarlamento non un reality né tanto meno un luogo da escort, come farebbe pensare la storia raccontata da Patrizia D'Addario...
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A quanto qui sopra è collegato il post sulla prostata (liftata) di Berluska. E quello in cui ho scritto di Platinette e Zeffirelli (che difendono l'indifendibile Silvio).
Inoltre: a questo post è collegato quello su don Paolo Farinella (che accusa la Chiesa di essere complice del piduista).
E quello su don Franco Scarmoncin (che vorrebbe "fucilare" Emilio Fede, Bruno Vespa, e tanti altri berlusconiani famosi).