NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

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giovedì, 13 novembre 2008

KI TROPPO, KI NIENTE

W Antonio Cassano che ha scritto un libro per togliersi qualche sassolino (ma senza buttarla in politica, come usano fare tutti!).
Tutto sommato, lui è meno noioso di un Dan Brown, e meno offensivo di quella casalinga disperata che era la Fallaci.

Se Bondi può atteggiarsi a poeta, a maggior ragione può improvvisarsi scrittore un calciatore come Cassano (che confrontato ad Oriana è semplicemente un gentiluomo).
... E così adesso sapremo tutto sulle centinaia di donne che il calciatore si è “trombate”  (anche durante i ritiri, per la serie 'chi troppo e chi niente'!).
L
eggeremo della lite con Totti (subito dopo “C’è posta per te”).
Per non parlare
delle bocciature a scuola, della patente comprata “a buon prezzo”, dell’incidente,  e molto altro ancora.

         
       *       *       *       *       *



Emilio Marrese (per il quotidiano La Repubblica).

Qualcuno sul serio aveva creduto che Antonio Cassano da guappetto si fosse trasformato in un impiegato modello? L'ultima cassanata l'ha messa per iscritto: un libro che scandalizzerà (e divertirà) il mondo del calcio. "Dico tutto (e se fa caldo gioco all'ombra)" è la promessa del titolo, ampiamente mantenuta dal contenuto. Dice tutto, pure troppo. Allergico alle interviste e all'italiano (bocciato sei volte, ha preso la licenza media serale a 17 anni: "Praticamente me la regalarono"), non è improvvisamente riuscito nell'impresa di scrivere più libri di quanti ne abbia letti, ma grazie a Pierluigi Pardo, valido giornalista di Sky, ha dato forma per la Rizzoli alle sue deposizioni spontanee.

Rivelazioni, aneddoti e insulti per tutti e su tutto: l'adolescenza
("sono un delinquente mancato"), i soldi, le donne, le auto, le liti con gli allenatori, gli ammutinamenti, le risse negli spogliatoi…
La sua dolce vita romana stava anche per costargli la pelle: svela di aver fatto un incidente alle 4 del mattino a 180 all'ora perché guidava telefonando con una mano e mandando sms con l'altra. Chiamò suo cugino, lo imbrattò di sangue e lo mise al volante al posto suo prima di chiamare i soccorsi. La patente, in fondo, confessa di averla comprata a Bari a "buon prezzo".
Il primo dissapore con Totti risale al dicembre 2002 per una questione di soldi (un cachet di "C'è posta per te" diviso iniquamente: 8 a 2) fino all'ultimo anno nella Roma, giocato senza parlarsi, senza abbracciarsi dopo i gol, ma "la rivalità che c'era nella vita non entrava in campo"
Faranno scalpore le gesta erotiche di cui si vanta: 6-700 donne nel carniere, una ventina dello spettacolo. Non la Hunziker. "Ho lo stesso vizio di Michael Douglas. L'unica differenza è che lui è stato ricoverato, io ancora no". Molte di queste "conquiste" le ha consumate alla vigilia di grandi match nei "blindatissimi" ritiri. "Ne ho trombate molte, anche in ritiro. E' piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell'ultimo cancello, quello che dava sul retro. Le facevo entrare da lì”.

Ogni pagina, una baruffa. Cassano si dice pentito solo di aver dato del "pezzo di merda" anche a Franco Sensi. Racconta di aver picchiato il direttore sportivo Pradé negli spogliatoi, di aver gridato a Capello, davanti a tutto il Real, "sei un uomo di merda, falso come i soldi del Monopoli".
Non c'è allenatore, a parte Fascetti, che si salvi. Claudio Gentile, al tempo ct della Under 21 ("la nazionale degli sfigati e dei rimbambiti"), è il più bistrattato: "Viscido". Fino a Spalletti e agli ultimi mesi romani: "Davanti sembravano amici miei, ma appena mi giravo mi pugnalavano. Del resto non me ne fregava un cazzo di loro, io pensavo a me stesso e basta".

Non a caso i suoi idoli sono Federer e Valentino Rossi
, campioni di sport individuali: "Come me hanno il talento, meno di loro ho la fame, la voglia, l'ambizione. (...) E il risultato è che loro hanno vinto tutto, io invece una sega. (...) Voglio essere me stesso. E me stesso non cresce mai. Voglio essere Peter Pan per sempre".

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Questo fastidio è stato raccolto dal fastidioso Pellizzer
(per
NATALEtuttoL'ANNO).