NATALE OGNI DI'

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domenica, 18 ottobre 2009

PAZZI ED ECCENTRICI

Il giudice Raimondo Mesiano, che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni verso la Cir di Carlo De Benedetti, secondo certi giornalisti di "Canale 5", è un “personaggio” alle cui “stravaganze in realtà siamo abituati”.
Strano, perché prima che questo signore venisse pedinato e filmato di nascosto (per poi essere irriso nella televisione di Sua Impunità), gli italiani non sapevano neppure che esistesse.


  Non si capisce per quale ragione dovrebbe essere considerato eccentrico un uomo -in questo caso il magistrato Raimondo Mesiano- che semplicemente indossa calzini turchesi. Ed è davvero così bizzarro il fatto che qualche volta parla da solo?
... Non sono più ridicoli, al suo confronto, certi leader del centro-destra? Vogliamo ricordare, ad esempio, che Silvio Berluska si è messo la bandana in testa anche quando ha dovuto incontrare Blair?


-----  "Eccentric" (After forever)  -----

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  Anche questa storia (la plateale ridicolizzazione del giudice Mesiano), contribuisce a spiegare l’anomalia del nostro Paese. Ed è ovvio che poi gli italiani perdono la tresebonda!

Perché avviene questo: attraverso le televisioni, attraverso i giornali, e magari attraverso la sua squadra di calcio, il premier ci ha resi tutti 'konfusi e felici'. E tra un editto (bulgaro), e una barzelletta (sui giudici che lo accusano), ispira quelle 'intimidazioni mediatiche' che infine azzoppano l'informazione.
... Poi, naturalmente, si capisce che gli italiani votano alla cazzo di cane, senza avere una idea di cosa sia -tanto per fare un esempio- il lodo Mondadori (e naturalmente senza aver letto la conseguente sentenza del giudice Mesiano, che ha condannato la Fininvest ad un risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti).

  Grazie ai giornalisti berluskoniani , adesso gli elettori (che non conoscono le motivazioni della sentenza contro la Fininvest), sanno tutto sui presunti tic di questo “stravagante” giudice Mesiano. Intendiamoci bene, sanno solo ciò che è superfluo. Ovvero: come tiene la sigaretta in bocca, come cammina per la strada (parlando da solo e andando nervosamente avanti e indietro), e come si fa fare lo shampoo.
... Ed è anche grazie a queste stupidaggini che gli italiani tiferanno ancora di più per
il papi-premier. Diranno che il Cavaliere dice sempre la verità: non era stato proprio il Berluska ad avvertirci per tempo sul fatto che i giudici sono “antropologicamente pazzi”?




â–º Dall’articolo “L’ultimo abuso di potere…”
(Di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)


… L'affare è serio, non c'è dubbio. Interviene anche l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani (e non è questo un segno che la democrazia è in pericolo?) per avvertire che «si vuole colpire Silvio Berlusconi».
Conviene svegliarsi, mettersi al lavoro e cercare di capire che cosa minaccia l'Italia, la democrazia, il governo legittimamente eletto dal voto popolare.

I quattro dell'apocalisse che dirigono in Parlamento il Popolo della Libertà offrono una traccia: «I contenuti di una sentenza che arriva venti anni dai fatti rafforza l'opinione di quanti pensano che si sta tentando con mezzi impropri di contrastare la volontà democratica del popolo italiano».
È una sentenza allora la minaccia per la democrazia? Sì, dice l'Egoarca «allibito»: «È una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica». Sì, dice il boss della squadra rossonera: «È assurdo ipotizzare che vi siano stati comportamenti men che corretti di Fininvest e Berlusconi»...



â–º Dall’articolo “Ecco perché il cavaliere…”
(Di Andrea Carugati, per “L’Unità”)


I 750 milioni di euro che la Fininvest deve alla Cir di De Benedetti per l’affaire Mondadori sono la conseguenza di un «fatto illecito» commesso da Silvio Berlusconi.

Secondo il giudice milanese Raimondo Mesiano, il Cavaliere è «corresponsabile della vicenda corruttiva» che ha dato il via alla causa civile giunta a sentenza il 3 ottobre.
La vicenda è assai nota: la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 24 gennaio 1991 con cui fu annullato il lodo arbitrale che assegnava la Mondadori alla Cir di De Benedetti. Quella sentenza fu frutto di corruzione del giudice Vittorio Metta, che ricevette 400 milioni da conti Fininvest, attraverso una serie di passaggi che videro protagonisti Cesare Previti e gli avvocati Acampora e Pacifico.
Berlusconi fu prescritto nel 2001 nel processo che si è concluso nel 2007 con le condanne definitive di Previti, del giudice Metta (estensore della sentenza) e degli avvocati Pacifico e Acampora.
Nel complesso, il movimento di denaro per «finalità corruttive» che partì dai conti Fininvest Ferrido e All Iberian (il 14 febbraio 1991, dunque pochi giorni dopo la sentenza Metta) era di circa 3 miliardi di lire. Una cifra importante di cui, secondo il giudice Mesiano, il patron di Fininvest, e cioè Berlusconi, non poteva non sapere.

«Sarebbe assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito senza che il dominus della società ne sia a conoscenza e lo accetti», scrive il giudice nelle 140 pagine di motivazioni della sentenza rese pubbliche ieri. «Pertanto è da ritenere, “incidenter tantum” ed ai soli fini civilistici del presente processo, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva».
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A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona
, quello sulle veline, quello su Polanski & Pasolini, quello su Dino Boffo 'santo subito'.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.

domenica, 20 settembre 2009

IL PAPI CHE NON PAGA

  Dov’era papi-Silvio la notte in cui è stato eletto Barack Obama? Sembra una barzelletta, ma mentre il mondo tratteneva il fiato, il Berluska se ne stava a letto con Patrizia D’Addario!
... La Patty
, che in una recente intervista ha descritto la scena, ha colto la palla al balzo per dire la sua sul femminismo. Nell'occasione ha spiegato anche la differenza tra una escort e una prostituta, e ci ha illustrato i meccanismi di scambio tra sesso e potere.

  Subito dopo il video, ripropongo i passaggi più importanti di questo suo illuminante racconto.
Con cui
ha voluto descrivere per bene tutto quell’ambiente schifosamente kitsh che è palazzo Grazioli. Senza tralasciare tutto il resto: i pacchettini regalo, le generose buste, le smorfie, e le immancabili lesbiche (che evidentemente piacciono tanto al papi, sebbene il vecchio si mostri ostile ai Pacs!).
... E, naturalmente, senza dimenticarsi di spiegarci com’è stata che l’anziano piduista è riuscito a far breccia -fra l’altro- nella intimità del suo cuore.


     Sandra, con "Maria Magdalena"
     ( per la serie: '80, ma non li dimostra )

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Dalla intervista a Patrizia D’Addario

(di Ida Dominijanni, per “Il Manifesto”)



* Umberto Bossi dice che dietro le escort c'è la mafia, che gli rispondi?
Dietro di me non c'è proprio nessuno. Sono sola, più sola di così...e anche prima di questa avventura ero una ragazza sola, che cercava di andare avanti in qualche modo e di mantenere la famiglia. Senza grilli per la testa, come si dice. Hanno scritto che mi piace fare la bella vita, io non ho mai fatto la bella vita. I soldi che guadagnavo mi servivano per pagare i debiti di famiglia, dopo il suicidio di mio padre.

* Mi spieghi la differenza fra una escort e una prostituta? Mi è parso di capire...
[…] Non è che la escort sia quella di lusso e la prostituta quella di strada. C'è dignità anche nelle prostitute di strada. Non credo che si divertano o che gli piaccia la vita che fanno. Escort o prostituta, se una donna fa questo lavoro è per necessità, o per per problemi familiari, o perché è stata portata violentemente a farlo.

* È il tuo caso?

Un fidanzato violento, sì. Un capitolo molto oscuro della mia vita, subito dopo la morte di mio padre. Prima di conoscere quest'uomo non avevo mai fatto la escort […] Forse alcune, poche, lo fanno per il piacere di arricchirsi. Io l'ho fatto per superare dei problemi, ma senza mai starci bene.

* Berlusconi dice di non avere mai pagato per una prestazione sessuale. Ed effettivamente te non ti ha pagata, no? Niente buste…
Infatti. Perché io gli parlai del mio residence, e lui promise di aiutarmi. E io credetti che il suo regalo fosse quella promessa.

* Ad altre ragazze, che tu sappia, le ha date queste buste?

Qualcuna l'ha già detto, che ha ricevuto una busta.

* Sì, ma si sarebbe trattato appunto solo di un regalo, diecimila euro. Quindi se il presidente dice di non aver mai pagato per una prestazione sessuale, forse intende che ha fatto solo dei regali, gratuiti.

Sarà...

* Del resto, non è che una prestazione sessuale costi 10.000 euro, o sì?

Dipende con chi.

* A Repubblica hai detto che a palazzo Grazioli c'era una sorta di harem, ma che mentre «nei veri harem c'è rispetto per le donne, lì c'era solo lui». Puoi spiegarmi meglio? Ti è sembrata una situazione allestita per il narcisismo del Capo?

Lui è lì al centro dell'attenzione. E' un ottimo padrone di casa, cordiale e affettuoso, arrivava con questi pacchettini e tutte erano lì adoranti, facevano la gara a chi ne riceveva di più, e lui era compiaciuto di questo, lui ama circondarsi di ragazze, ogni cena è un'occasione per conoscerne di nuove. E fra queste ragazze c'è molta competizione. Una gara agguerrita per piacergli. E poi c'è la prescelta, o le prescelte.

* … Il presidente dice: «Non ho mai pagato una lira per fare sesso, mi piace la seduzione e la conquista». Tu ti sei sentita sedotta e conquistata da lui?

La prima sera no. Eravamo lì in tante, il presidente alcune le conosceva altre no. Sapeva benissimo chi gli portava Tarantini. E' stato molto galante, è venuto lui da me a presentarsi, mi ha chiesto che cosa faccio e se volevo andare in televisione, ballare, cantare, gli ho risposto di no, che della tv non me ne importava niente.
Più tardi ha detto, davanti a tutti, «c'è qui una ragazza che non si fida più degli uomini, le faremo cambiare idea», evidentemente sapeva tutto di me da Tarantini che s'era rivenduto la mia storia, e io mi sono arrabbiata perché parlava dei fatti miei a voce alta. Non ero ammaliata, non ho fatto la ola come le altre, e quando prima Tarantini poi il presidente stesso mi hanno chiesto di restare per la notte ho risposto «no grazie» e me ne sono andata.
Forse è stata proprio questa mia freddezza che l'ha incuriosito, mentre tutte fibrillavano per una comparsata in una fiction o al Grande Fratello, e lo ha spinto a richiedermi a Tarantini per la seconda volta. Già che ci sono, su quella prima sera vorrei puntualizzare che io avevo pattuito con Tarantini 2000 euro per la cena e basta, non, come qualcuno ha scritto, 1000 per la cena e altri 1000 se restavo. Invece ne ho avuti solo 1000.


* Perché non sei rimasta? Solo perché non era nei patti, o perché non eri ammaliata? O per la situazione? Hai già detto che c'erano altre escort, due lesbiche fra le altre. Era una situazione imbarazzante? Era troppo?

Posso solo dirti che c'erano altre ragazze, e che qualcuna dice che non mi conosce e non mi ha mai vista, invece io c'ero e le ho viste, ragazze che lavorano in televisione, la prima sera ce n'era più d'una, compreso qualche nome che non è ancora uscito.

* E la seconda sera?
La seconda sera era diverso. Non c'erano tutte quelle ragazze della prima volta, ed era programmato che restassi. Avevo accettato credendo davvero che lui avesse interesse per me, per la mia vita, per il mio problema. Lui cerca di colpirti dimostrando una grande sensibilità. Ma è tutta una finzione, una finzione reale pura. La verità è che siccome con l'offerta di andare in tv non funzionava, lui è passato per la porta del mio cuore. Ha fatto leva sul suicidio di mio padre.

* E' questo che gli diresti sulle tecniche di conquista se accettasse il faccia a faccia?

Questo, e altre cose sui momenti intimi che abbiamo avuto. Quella notte è stata lunga, le sue tecniche di conquista ha avuto modo di sfoderarle tutte. Sembrava affettuoso, ma era finto. E ora dice che mi manda in galera per 18 anni... voglio che me lo dica in faccia.

* Dalla registrazione della telefonata del giorno dopo, anche tu sembri affettuosa. Era una cosa vera o faceva parte della prestazione?

No, io non recito mai. Avevamo passato insieme la notte e questo per me aveva creato una intimità.

* Quella notte era il 4 novembre, tutti avevamo altro per la testa. Tu non eri curiosa delle elezioni americane?
Sì, ma finché c'erano anche gli altri le abbiamo seguite su un video. Quando Obama è stato eletto eravamo soli. Il presidente è stato chiamato da qualcuno, è tornato e mi ha detto «abbiamo il nuovo presidente americano»… Era tranquillo. Ma non ne abbiamo parlato tanto.

* Com'è Palazzo Grazioli?

Bello. Un po' kitsch però.

* I tuoi rapporti con Barbara Montereale come sono? Si sono rotti?

… Le vere amiche nei momenti difficili ti stanno vicino, lei ha tentato di infangarmi. Mi ha attribuito una volontà di vendetta, io non ho mai meditato vendette. Avrei potuto fare nomi, descrivere situazioni, ma ho parlato solo di me stessa.

* Perché hai accettato di candidarti nella lista "La Puglia prima di tutto"? Che t'aspettavi da quella candidatura, o da quella a Strasburgo? E ti sentivi davvero in grado di fare politica?

Tarantini mi chiese il curriculum per le europee, poi mi disse che la moglie di Berlusconi aveva fatto casino e che bisognava soprassedere, e in cambio mi offrì «La Puglia prima di tutto». Perché accettai? Sempre con l'idea che mi potesse essere utile per concludere il progetto che ha portato al suicidio mio padre. E' il mio unico obiettivo, gliel'ho promesso sulla sua tomba.

* Che pensi di Veronica Lario?
Mi pare una donna forte, una donna che ha sofferto, anche lei. Giusto stanotte non riuscivo a
dormire e ho letto un libro su di lei.

* Curiosità: hai un'idea del femminismo, e quale?

Penso questo, che ci sono tante donne in gamba, più degli uomini, e che spesso alle donne tocca fare la parte delle donne e degli uomini.
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   A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.

domenica, 13 settembre 2009

BERLUSKA, OLE' OLE'

Il Berluska (che ieri si sentiva più forte di Superman), adesso dice di considerarsi il miglior premier da 150 anni a questa parte.
Inoltre rivela di essere anche un valoroso torero: olééé!

Nel frattempo, le piroette verbali con cui cerca di giustificare i suoi scandali sessuali si rivelano per quel che sono: autentiche e gigantesche balle, come gli ha fatto notare il quotidiano "La Repubblica".
... Ri-olééé!




  Ebbene sì, il Silvio-matador (nonché Superman), nella sua foga è riuscito a sparare anche questa: "Credo sinceramente di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia". Nientemeno.
… Comunque sia, dopo la pagliacciata-show alla Maddalena, Sua Prescrizione è stato subito incornato dal quotidiano La Repubblica. Che gli ha rinfacciato le troppe, clamorose menzogne [leggi qui], che ha cercato di rifilarci per l’ennesima volta (e anche le tante cafonaggini: mi consenta!).

  E’
partito in picchiata Michele Serra. Che ha così scritto: "Uno che dice 'sono il migliore degli ultimi 150 anni', ben prima di essere tacciato di essere un despota, in una comunità sana è imputabile di essere un imbarazzante cafone”.
… E Sebastiano Messina, invece, ha ironicamente accusato il papi-premier di essersi mostrato troppo modesto: “Perché si è limitato a dichiararsi superiore solo ad Alcide De Gasperi, al conte di Cavour e a Mussolini? Cosa gli ha impedito di paragonarsi -con sicuro e indiscutibile successo- a tutti gli altri? Giulio Cesare, per dire, fece molte trasferte, ma non vinse una sola Coppa dei campioni. Augusto vedeva certamente lontano, ma non aveva neanche una televisione. Per non parlare di Lorenzo De’ Medici, di Garibaldi, e di Federico II, che non avevano certo il suo charme. E soprattutto non avevano quella virtù che Berlusconi possiede in modo impareggiabile: la modestia”.   

  Ma è stato come al solito Giuseppe D’Avanzo ad inforcarlo con più foga. Ricordandogli che il problema non è la sua frenesia sessuale in sè stessa. Ma il danno che può recare al Paese un premier non più credibile. Un uomo che in teoria proclama le sue 'radici cristiane', e in pratica è precipitato in un ambientino dove si confondono e si scambiano candidature, prostituzione, affari, droga, ricatti.
… Soprattutto questi ultimi, i ricatti, sottolinea D'Avanzo. Facendo notare come “il via vai di prostitute a Palazzo Grazioli, le cene, le feste, il sesso, le orge, insomma le abitudini di vita e il veleno della satiriasi espongono con tutta evidenza Silvio Berlusconi a pressioni e tensioni che nessuno è in grado oggi di immaginare. Nemmeno il presidente del Consiglio”.
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Dall’articolo “Lo scandalo in Parlamento”
di Giuseppe D’Avanzo (per “Repubblica”)

Sesso, prostituzione, affari, droga. In questo ambiente è precipitato Silvio Berlusconi, per un'intima fragilità irrisolta e denunciata per tempo da Veronica Lario. Da questo ambiente possono saltar fuori molti intrighi e troppi ricatti che il capo del governo è ormai palesemente incapace di prevedere e controllare…
[…] Quante sono le ragazze che possono umiliare pubblicamente o addirittura compromettere il capo del governo? Le amiche di Tarantini, se il giovanotto ha detto il vero, sono più o meno trenta. Come Patrizia D'Addario, qualcuna tra loro ha conservato imbarazzanti documenti sonori o visivi di Berlusconi? Dove finiscono o dove possono finire le informazioni - e magari le registrazioni e le immagini - in loro possesso? Senza voler considerare, poi, che Gianpaolo Tarantini è stato soltanto uno - uno solo - dei ruffiani del presidente, l'ultimo arrivato, il più arruffone a quanto pare…
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   A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
giovedì, 13 agosto 2009

LA GAYA BOMBA

  Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti  -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.


  I
n questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).

  Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.

  Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”. 
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?



* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.




  Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Altri post ancora: quello sul
"Pasolini da dimenticare", quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi,
quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, e quello sulle orge-party a casa del premier.

Ogni altra scoreggetta è sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, sul blog F.&FASTIDI.
Infine: in alternativa al video proposto, suggerisco
anche questo.

martedì, 04 agosto 2009

QUESTE BIMBE INGRATE

  Qualche tempo fa la piccola Barbara era corsa dal paparino tutta imbarazzata: aveva saputo di certe foto che stavano per essere pubblicate (e che la riguardavano) . E babbino (Silvio Berluska), aveva subito provveduto a pagare chi di dovere. Per farle sparire per sempre.
Adesso, rispondendo alle domande di Vanity Fair, la ragazza difende Franceschini (che aveva attaccato pesantemente suo padre), si rifiuta di criticare la stampa che ha inchiodato il premier, e lascia intendere di essere molto più legata alla madre.
... E così il povero 'papi' è costretto a passare dalle "belle figliole" alle figliole ingrate!


 
Sarà che negli ultimi giorni ha avuto una "fastidiosa febbre di reazione al parto", ma adesso la piccola Barbara si è finalmente sfogata. E ha detto come la pensa veramente sulla vicenda Noemi, sul divorzio dei genitori, e su cosa ci si dovrebbe attendere da un politico serio.
... Che dire? Magari è vero che ama il papà e la mamma nella stessa misura, però ha uno strano modo di dimostrarlo!



Da “La famiglia, secondo me”, clamorosa intervista a Barbara Berlusconi
(di Giovanni Audifreddi, per Vanity Fair)


* ... È nato il suo secondo figlio Edoardo (13 luglio), lei ha compiuto 25 anni (30 luglio), i suoi genitori, Veronica e Silvio, stanno divorziando [...]. Perchè l'ha chiamato Edoardo?

«Si è ripetuta la stessa situazione di quando è nato Alessandro. Anche questa volta mio padre mi ha chiesto: "Edoardo, che cosa mi rappresenta?". Poi mi ha suggerito Silvio, Luigi, Paolo. Diciamo che ho di nuovo preferito interrompere la tradizione di famiglia».

* Non sposa il padre dei suoi figli?
«In questo momento siamo una coppia felice che non avverte l'esigenza del matrimonio...».

* Uno dei tormentoni che vi riguardano è la presunta lotta tra figli per il patrimonio. Che cosa c'è di vero?
«A oggi non c'è nessuna lotta. E se mio padre è uomo giusto ed equo, non ce ne saranno nemmeno in futuro...».

* «Fareste educare i vostri figli da un uomo come Silvio Berlusconi»: dica la verità, le parole del segretario del Pd Franceschini l'hanno offesa?

«
Non credo che Franceschini ce l'avesse con noi, figli di Berlusconi. Non è un episodio che ritengo grave o insultante. Credo parlasse di identità culturali diverse. Certo, era un attacco personale e non solo politico a Silvio Berlusconi, perché gli negava la capacità di essere padre. Ci potevano essere margini di ambiguità, le parole di Franceschini erano facilmente travisabili.
Per questo mi sono limitata a puntualizzare quello di cui sono fermamente convinta: l'educazione e i valori che mi sono stati trasmessi dalla famiglia, e anche da mio padre, sono quei valori che mi hanno permesso di crescere nel rispetto di me stessa e degli altri. Con il senso della famiglia, l'osservanza delle regole e di tutti quei principi che sicuramente Franceschini avrà cercato di trasmettere ai suoi figli».

* La vicenda del divorzio quanto le pesa [...]?
«Il dolore è grande, un valore e una realtà si stanno sgretolando. Più forte è il senso dell'unione familiare che uno ha, e nel mio caso è molto forte, più si amplifica la delusione[...]».

* È la fine di un grande amore?
«Sono sicura che lo sia stato per la mamma. Però di certo, in trent'anni di vita insieme, hanno sempre avuto a cuore il reciproco bene».


* Nel riportare le indiscrezioni sul privato di suo padre, la stampa si è comportata correttamente?
«Vedo quello che accade, e mi dispiace. Se vuole, possiamo fare la lista delle dieci domande a cui non risponderò».

* Silvio Berlusconi, come premier, gode di consenso e popolarità. Come uomo, non è detto che debba essere un santo [...]. Che ne pensa?
«... Penso che una società esprima un senso della morale comune. I rappresentanti politici che sono chiamati a ben governare, a far prosperare la comunità, sono anche tenuti a salvaguardare i valori che essa esprime, possibilmente a elevarli. Non credo, quindi, che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata».

* Che cosa ha pensato delle attenzioni che suo padre ha avuto nei confronti di Noemi Letizia [...]?
«Mi ha stupito. E' una dimensione che non ha mai fatto parte del mio quotidiano. La mia storia è quella di una ragazza che ha vissuto la sua giovinezza in modo sereno e normale. Non ho mai frequentato uomini anziani. Sono legami psicologici di cui non ho esperienza».



In alternativa al video che ho proposto, consiglio (per lo stesso brano), quello più tradizionale.
Inoltre: a questo post va collegato quello sulle
"istruzioni del Superpapi"
,
quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Infine: per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.
lunedì, 03 agosto 2009

A SILVIO PIACE LESBO

  Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).

  P
rima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno  davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si  è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).


 
A
nnàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un
“gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.



  Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Mettendo a repentaglio la sua salute, ma anche quella delle sue tante amanti (che solo adesso si rendono conto del rischio che hanno corso!).

... Quando si dice che quel macho del 'papi' ha sprezzo del pericolo (oltre che del ridicolo!).

  Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
… E tuttavia pretende di dare consigli sessuali perfino alle lucciole.
Per dire: ha esortato la Patty D'Addario (che con lui si è finta suora), a masturbarsi con frequenza (e intanto, mentre lui dispensava queste perle di saggezza, il registratore continuava a fare il suo lavoro!).


  Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
… Ad ogni modo, bisogna precisare che Sua Prescrizione aveva fatto alla fanciulla una promessa ben più importante. Ed è sempre la D’Addario a rivelare la stupenda lesbo-sorpresa che il Silvio aveva in mente per lei: “Lui ha detto che ha una sua amica e vuole farmi leccare da lei”.
Alééé !!!




  A q
uesto post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", q
uello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova
su N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.

... Ancora due cosette: non ho avuto il coraggio di proporre il video originale di Relax (quello a suo tempo censurato, intendo). Ma con un pò di fortuna lo si può rivedere cliccando qui. Invece, per una versione più recente del brano (ma non cantata da Holly Johnson), proporrei quest'altro video.
domenica, 26 luglio 2009

E PUR SI MUOVE!

  Umberto Bossi, a cui hanno fatto credere di essere il ministro delle Riforme, sosteneva che ognuno dovrebbe essere "padrone a casa sua". Senza 'se' e senza 'ma'.
... Peccato che anche il suo partito ci abbia mandati in Iraq senza che avessimo il permesso di soggiorno. Peccato che adesso insista a prenderci in giro, fingendosi estraneo rispetto alla nostra presenza (per molti versi anche doverosa) in Afghanistan.

  Provasse davvero, il senatùr, ad impuntarsi con i suoi alleati. Così vedremmo cosa resta delle sue (insulse) leggende padane. E cosa rimane di quelle comode poltrone che la Lega ha conquistato grazie alla "Roma ladrona".
... E provasse, infine, a secessionarsi dalla maggioranza. Invece di limitarsi a dire -sulla questione Afghanistan- le seguenti (finte) banalità: "Io li porterei a casa tutti... La missione costa un sacco di soldi, visti i risultati e i costi ci penserei un pò".




  A
ltro che il virus dell'influenza suina: molto più pericolosa è l'epidemia (più vecchia dell'Aids), che tanto preoccupa il ministro Sacconi. Ecco, infatti cos'ha in testa questo qui:
"Ogni qual volta constatiamo una condizione difficile per un giovane, individuiamo gli educatori falliti delle famiglie che hanno contratto il virus del '68".
... E non è finita qui. Prendiamo subito nota anche di questo: l'Italia (sempre secondo il ministro Sacconi), andrebbe liberata "dalle borghesie terziarie pericolose, sempre attratte dal gioco sporco, da scorciatoie e dalla tentazione di deviare il corso democratico degli eventi".


  Ma insomma, queste benedette 'tombe fenicie' a villa Certosa, sono una invenzione dei giornali o piuttosto una delle tante kazzate che il Cavaliere racconta e poi subito smentisce?
Nicolò Ghedini, che è personcina tanto educata (nonché personalissimo avvocato del Premier), inizialmente sosteneva che la notizia del ritrovamento era "inverosimile".
... Ma adesso -dopo quel che i giornali gli hanno ricordato- preferisce limitarsi a ridimensionare il tutto. In ogni caso, comunque la si metta, viene confermato quel che si pensava: il Berluska non sa più neanche quel che dice!


  Michele Serra, su Repubblica, non riesce a spiegarsi come sia stato possibile per tanti kattolici ignorare la pericolosità del Silvio (le leggi ad personam e tutto il resto).

... Com'è, si è chiesto, che questi fedeli sono stati "muti e sordi per vent'anni"? Ed è possibile che per tanti cattolici "sia sempre e solo il sesso a produrre sobbalzi etici, ripensamenti morali?".
Misteri della Fede, senz'altro!




  Questo post va collegato a quello sulle
"istruzioni del Superpapi"
, poi a quello su Pasolini "da dimenticare", infine quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Per ogni altra scorreggetta rinvio a quanto si trova su
N.tuttoL'ANNO, poi su N.pureQUA, e infine su F.&FASTIDI.
domenica, 19 luglio 2009

AMICI DEL BEDUINO

IL G8 E' ALLE SPALLE, LE TARTINE AVANZATE SON FINITE NELLA PATTUMIERA, E LA POLITICA 'POP' E' UN DISCO VECCHIO CHE NON INCANTA PIU'.

... NELL'IMMADIATO, DI SICURO, CI RESTANO SOLO I NUOVI DIVIETI SULL'ALCOL (PER FAR SCENA), LA PROPAGANDA CONTRO GLI STRANIERI (SOLO QUELLI MISERABILI), E L'AMICIZIA DEI DITTATORI (COMPRESO IL BEDUINO GHEDDAFI).



  S
acrosanta l'ultima campagna 
moralizzatrice della Lega. Che giustamente ha protestato per le fiction e il cinema che parlano quasi esclusivamente il romanesco.
... Che diamine, siamo ansiosi, qui in Polentonia, di vedere un personaggio televisivo ispirato -poniamo- all'ex sindaco sceriffo Gentilini (da affiancare, che ne so, ad una signora Coriandoli!).
Ed è bello immaginare gli attori che hanno le sapienti inflessioni di un Calderoli o di un Borghezio. Il tutto, magari, con la straordinaria partecipazione del figlio di Bossi (tale Renzo detto 'la trota', che fin qui ha sempre fatto solo da comparsa).


  Certo, sentivamo proprio il bisogno, tra una pubblicità sui pannolini e un documentario di Piero Angela, di vedere la macchietta del cumenda. Ci mancava proprio quel ragazzo della gran Milàn che lavora sempre tanto (e ha fatto i soldi non si sa come). Perchè, insomma, non se ne può più delle solite inflessioni siciliane o trasteverine.
Il federealismo si fa anche così. E dunque, per par condicio, tra una figura napoletana  e un burino de Roma,  è doveroso mettere in scena anche un bravo imprenditore del nord.
Così avremo anche nella finzione quel che ci assilla nella realtà. E dunque ritroveremo l'arrampicatore sociale che disprezza i mafiosi (ma poi è disposto ad assumerli come stallieri), e il baldo giovanotto (che per farsi strada nella vita è disposto ad iscriversi financo alla P2).
... Per non parlare dell'eterno dongiovanni (che si finge donnaiolo anche quando la prostata è latitante), e che magari ti insegna le belle maniere -mi consenta!- salvo rendersi ridicolo quando pensa di mettersi la bandana. 


  A proposito di bandane: dopo il G8, si è ritornati alla normale -si fa per dire- amministrazione.
E intanto il Gran Cerimoniere Silvio ha potuto cantar vittoria: nessuna domanda imbarazzante gli è stata posta, nessuna foto compromettente è stata pubblicata. E ha avuto perfino i complimenti dei leader internazionali.

... Ma il mondo civile (e i poveri del pianeta), non sanno che farsene delle tartine che aveva avanzato. Non sanno che farsene dei suoi falsi sorrisi, e delle sue promesse da marinaio.
E di sicuro -spenti i riflettori- ci resteranno invece solo le macerie e le tendopoli.

  D
opo la tregua internazionale, abbiamo dovuto riprendere da dove eravamo rimasti. E abbiamo dovuto affrontare di nuovo lui, che con la complicità dei ‘Salvini boys’ ha criminalizzato gli irregolari (ma dopo averci mandati in Iraq. Peraltro: senza che avessimo il permesso di soggiorno!).
... Tocca combattere ancora col piccoletto che ha respinto gli asilanti (ma che contemporaneamente ha accolto il beduino Gheddafi: evidentemente l’Africa a cui pensa Obama non è quella che piace tanto a Sua Prescrizione!).




  A questo post va collegato quello sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle  menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Inoltre: altre scoreggette ancora sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
domenica, 12 luglio 2009

IL GAIO LIBERTINO

TU CHIAMALE, SE VUOI, ORGE-PARTY:
LE ESCORT DI CASA BERLUSKA DESCRIVONO I FESTINI DAL 'GAIO LIBERTINO': TRA LAZZI, FRIZZI, BARZELLETTE, IL SOLITO APICELLA, E QUALCHE LESBICA VESTITA AL MASCHILE) 


  Troppe sono le testimonianze che inchiodano il ‘papi’ Berluska. E c’è poco da girarci intorno: le sue feste, organizzate dall’amico Tarantini (indagato per favoreggiamento della prostituzione, ma recentemente anche per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio), sono il frutto di una sofisticata organizzazione.
… Dopo la tregua del G8, si ritornerà alla normale amministrazione. I giornali di tutto il mondo ritorneranno a ridere del nostro papi-premier. E a sghignazzare su quelle che il premier faceva passare per cene sociali (ma agli occhi di un cattolico degno di questo nome apparirebbero solo delle scandalosissime orge, mi consenta!).





* Dall’articolo “Le ‘torte’ a Palazzo Grazioli”
(
di Giuseppe D’Avanzo e Giuliano Foschini)


T
ra le 19 ragazze, ospiti a pagamento nelle residenze del capo del governo e interrogate dalla procura di Bari, c'è più di una testimone che ha ammesso di aver trascorso, "con altre ragazze", la notte con Silvio Berlusconi.
Di "festino" e "orgia" ha già parlato Patrizia D'Addario […]. Le orge, dice Patrizia, non sono mai riuscita a farmele piacere e avevo intuito che mi sarei trovata in quella sgradevole situazione se fossi rimasta, dopo la cena, i balli, la ola, le barzellette, i canti e la musica di Apicella. C'erano molte escort quella sera nella residenza del capo del governo. Per lo meno, cinque. Due molto appariscenti. Lesbiche, "le uniche in pantaloni, lavorano sempre in coppia".
La cena era ancora in corso, ricorda Patrizia, quando Berlusconi mi volle mostrare le camere da letto. Soprattutto quella con "il lettone". Non eravamo soli, ricorda Patrizia. Con Berlusconi c'erano altre due escort che cominciarono a coccolare il "sultano". Berlusconi, dice Patrizia, mi chiamava, mi invitava con la voce e i gesti a unirmi a loro. Patrizia decise di chiudersi in bagno e uscirne soltanto quando il gruppo fosse tornato nel salone per completare la cena. Fu allora, nella camera con il "letto grande", che Patrizia, pur ingaggiata per duemila euro, decise di non rimanere per la notte.
Ritornata in albergo, al Valadier, raccontò subito alla sua amica, Barbara Montereale, l'episodio. Barbara, tra molte reticenze, ne ha un ricordo ancora oggi vivo: "Patrizia ha preferito andar via perché c'erano altre due escort" e d'altronde ella stessa vide scene simili a Villa Certosa, poi, nel gennaio del 2009 "quando decine di ragazze straniere si stringevano a Papi, litigando tra loro, quasi aggredendosi".

Il racconto di Patrizia ha trovato una conferma con la testimonianza di un'altra signora, Maria Teresa De Nicolò, 37 anni, barese. La sua partecipazione alla serata di Palazzo Grazioli ha ripercorso, come se si trattasse di un rito, la stessa esperienza di Patrizia. Identiche le modalità, identiche le regole da rispettare. Convocazione a Roma, improvvisa e un po' misteriosa. Abitino nero, trucco leggero. Prima di andare a letto, se richiesto dal padrone di casa, una disponibilità assoluta a mostrare ammirazione estatica per i successi di "Silvio"; pieno divertimento per barzellette e canti; gratitudine per i regalini "da negozietto". Stesso contatto, Gianpaolo Tarantini. Povero Gianpi, racconta un amico, certi giorni era davvero disperato perché, se è agevole organizzare un "festino" con qualche giorno d'anticipo, diventa arduo farlo in un solo pomeriggio. Nell'estate-autunno del 2008, la sexual addiction di Berlusconi è compulsiva, la sua satiriasi indiavolata. Telefona anche dieci volte, nello stesso giorno, a Tarantini (intercettato dalla magistratura di Bari). Gli chiede di mettere insieme "le ragazze" per la sera anche con un anticipo di poche ore. Gianpi fa quel può, ricordano gli amici, ma la fretta è, senza eccezione, cattiva consigliera e così non sempre ha il tempo di "invitare" a Roma da Milano le "cortigiane perfette"…

Finora la scena ci è stata raccontata così: un giovanotto ambizioso (Tarantini) conduce prostitute di caro prezzo nelle residenze del capo del governo offrendole al "sultano" (Berlusconi) per ingrassare affari e potere d'influenza. Il "sultano" -ingenuo e ignaro- fa sesso con una di quelle ragazze (Patrizia D'Addario). Emerso l'episodio, il "sultano" muove in tre mosse. Nega l'episodio ("Non ricordo la faccia di questa Patrizia"). Scredita la testimone ("I miei nemici politici l'hanno pagata per accusarmi"). Banalizza quel che è accaduto ("Ho soltanto scelto ospiti sbagliati")[…].
 Lasciamo stare la giustizia (Bari non contesta a Berlusconi alcun ipotesi di reato e a Tarantini soltanto il favoreggiamento alla prostituzione: le ospiti non erano indotte a prostituirsi, era il loro mestiere e nessuno lo ignorava). Lasciamo stare la morale (è diritto di ciascuno avere le abitudini sessuali che ritiene opportune). Quel che conta qui è che cosa è accaduto e che cosa significa.

Quel che accade, ragionevolmente, lo si può dire così. Al contrario di quanto sostengono Berlusconi e il suo avvocato, il capo del governo è consapevole che le "ragazze" di Tarantini siano delle cortigiane. A Gianpi le chiede espressamente. Berlusconi sa della "professione" della D'Addario, come dice Patrizia, come conferma Barbara Montereale e testimonia - per altre circostanze - Maria Teresa De Nicolò […].
 Il comportamento privato del capo del governo è in fragorosa contraddizione con i valori (Dio, famiglia) che proclama in pubblico e con le leggi che propone al Parlamento (severe punizioni per chi favorisce la prostituzione e per chi fa sesso con le prostitute). E' questo lo stato delle cose che Berlusconi dovrebbe finalmente affrontare in pubblico, quali che siano gli esiti per la sua reputazione e per il suo destino politico.
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  A questo post va collegato
quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Berluska controfigura di Michael Jackson, quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
lunedì, 06 luglio 2009

MICHAEL & papiSILVIO

MICHAEL JACKSON COME BERLUSKA: SOTTO IL LIFTING (E LE EXTENSION), UN VUOTO ASSOLUTO E ANGOSCIANTE


  J
acko e ‘papi’ Silvio hanno molte cose in comune: i tiramenti alla pelle, il parrucchino a coprire la crapa, la cipria, i giovanilismi, le manie di grandezza, le minchiate a più non posso, le nevrosi, e tutto quel che contribuisce a far tanto ‘fumo’ (necessario quando l’arrosto è poco, oppure quando quello è già bello e bruciato).
… Per non parlare delle accuse infamanti, affrontate da tutti e due con un petulante e penoso vittimismo. Come se con loro il cielo non fosse stato abbondantemente generoso, come se il mondo non avesse abbondantemente ricompensato questi due geniali artisti (Michael per le sue splendide esibizioni canore, Silvio per le sue divertentissime gag).

  I
l sito Dagospia ha pubblicato una preghierina a Dio. Molto molto cattiva.
Siccome sono agnostico (e qualche volta mi viene il dubbbio che l'Altissimo neppure esista), non ho problemi a riproporla anche da me.
... Sia chiaro che io non c'entro, la riferisco solamente per come l'ho letta: "Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato, mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson!

       
Breluska & Michael Jackson

  Dedico questo post ad
Adriano Celentano, che ha sfruttato la morte di Jacko per accusare quelli che lui chiama “i criminalmedia” (cioè proprio quella modernità che ha reso famoso -e straricco- sia Michael che il 'molleggiato' stesso).
Adriano, che ama tanto la tradizione e il piccolo mondo antico, non ha detto una parola sulla bella e tradizionale famiglia patriarcale di Jacko. Dovrebbe farci un pensierino, e dovrebbe chiedersi come mai una sua figlia
Rosalinda (che si atteggia a casta esattanente come la buonanima, e che dichiarò di avere “una lapide in vagina”), spara ancora tante cazzate.

  Dedico questo post anche a Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che ha invitato il Berluska a fare di più per il terzo mondo. Sappia, il Papa del latinorum, che ‘papi’ Silviuccio non ha mantenuto neppure le promesse che in tal senso aveva fatto. Come gli ha rinfacciato (su La Stampa) la cantante Mina (con queste parole: “Al tavolo aquilano dell’imminente G8, dove tra le mille questioni si dovrà discutere anche degli aiuti all’Africa, si siederanno almeno due Governi chiaramente fedifraghi. Quello francese e, purtroppo , quello che presiederà i lavori, e cioè quello italiano”).
Inoltre: la stessa accusa è stata mossa dal cantante Bob Geldof, in un piccolo battibecco con Berluska (pubblicato nello stesso giornale).
A muso duro, Bob gli ha detto: “Le economie di tutti i paesi sono un disastro, ma tutti mantengono le promesse che hanno fatto ai poveri. Meno l’Italia. Come può guidare il G8? Dov’è la sua credibilità?”.
E a questo punto Silviuccio nostro ha tirato fuori anche le panzane sulla sinistra e sui giudici che lo perseguitano. E si è giustificato con questa risposta:
“Lei ha ragione: quando si assume un impegno bisogna mantenerlo ... Mi dispiace di non aver mantenuto le promesse, ci siamo fatti prendere da tutte le cose che ci sono cadute addosso. La crisi, il terremoto. Abbiamo anche una situazione di forte contrasto con l’opposizione, giudici che ci attaccano…”.
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  A questo post va collegato
quello su vita, morte, e miracoli di Michael Jackson (già, pure i miracoli, che sono almeno tre: i suoi figli dalla carnagione chiara, nonostante il papà sia nero).
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
Infine: cliccando sulla foto del papi e della buonanima, i più fortunati troveranno un grazioso video. Giusto per chi ama i buoni sentimenti.