Il giudice Raimondo Mesiano, che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni verso la Cir di Carlo De Benedetti, secondo certi giornalisti di "Canale 5", è un “personaggio” alle cui “stravaganze in realtà siamo abituati”.
Strano, perché prima che questo signore venisse pedinato e filmato di nascosto (per poi essere irriso nella televisione di Sua Impunità), gli italiani non sapevano neppure che esistesse.
Non si capisce per quale ragione dovrebbe essere considerato eccentrico un uomo -in questo caso il magistrato Raimondo Mesiano- che semplicemente indossa calzini turchesi. Ed è davvero così bizzarro il fatto che qualche volta parla da solo?
... Non sono più ridicoli, al suo confronto, certi leader del centro-destra? Vogliamo ricordare, ad esempio, che Silvio Berluska si è messo la bandana in testa anche quando ha dovuto incontrare Blair?
----- "Eccentric" (After forever) -----
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Anche questa storia (la plateale ridicolizzazione del giudice Mesiano), contribuisce a spiegare l’anomalia del nostro Paese. Ed è ovvio che poi gli italiani perdono la tresebonda!
Perché avviene questo: attraverso le televisioni, attraverso i giornali, e magari attraverso la sua squadra di calcio, il premier ci ha resi tutti 'konfusi e felici'. E tra un editto (bulgaro), e una barzelletta (sui giudici che lo accusano), ispira quelle 'intimidazioni mediatiche' che infine azzoppano l'informazione.
... Poi, naturalmente, si capisce che gli italiani votano alla cazzo di cane, senza avere una idea di cosa sia -tanto per fare un esempio- il lodo Mondadori (e naturalmente senza aver letto la conseguente sentenza del giudice Mesiano, che ha condannato la Fininvest ad un risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti).
Grazie ai giornalisti berluskoniani , adesso gli elettori (che non conoscono le motivazioni della sentenza contro la Fininvest), sanno tutto sui presunti tic di questo “stravagante” giudice Mesiano. Intendiamoci bene, sanno solo ciò che è superfluo. Ovvero: come tiene la sigaretta in bocca, come cammina per la strada (parlando da solo e andando nervosamente avanti e indietro), e come si fa fare lo shampoo.
... Ed è anche grazie a queste stupidaggini che gli italiani tiferanno ancora di più per il papi-premier. Diranno che il Cavaliere dice sempre la verità: non era stato proprio il Berluska ad avvertirci per tempo sul fatto che i giudici sono “antropologicamente pazzi”?
â–º Dall’articolo “L’ultimo abuso di potere…”
(Di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)
… L'affare è serio, non c'è dubbio. Interviene anche l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani (e non è questo un segno che la democrazia è in pericolo?) per avvertire che «si vuole colpire Silvio Berlusconi».
Conviene svegliarsi, mettersi al lavoro e cercare di capire che cosa minaccia l'Italia, la democrazia, il governo legittimamente eletto dal voto popolare.
I quattro dell'apocalisse che dirigono in Parlamento il Popolo della Libertà offrono una traccia: «I contenuti di una sentenza che arriva venti anni dai fatti rafforza l'opinione di quanti pensano che si sta tentando con mezzi impropri di contrastare la volontà democratica del popolo italiano».
È una sentenza allora la minaccia per la democrazia? Sì, dice l'Egoarca «allibito»: «È una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica». Sì, dice il boss della squadra rossonera: «È assurdo ipotizzare che vi siano stati comportamenti men che corretti di Fininvest e Berlusconi»...
â–º Dall’articolo “Ecco perché il cavaliere…”
(Di Andrea Carugati, per “L’Unità”)
I 750 milioni di euro che la Fininvest deve alla Cir di De Benedetti per l’affaire Mondadori sono la conseguenza di un «fatto illecito» commesso da Silvio Berlusconi.
Secondo il giudice milanese Raimondo Mesiano, il Cavaliere è «corresponsabile della vicenda corruttiva» che ha dato il via alla causa civile giunta a sentenza il 3 ottobre.
La vicenda è assai nota: la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 24 gennaio 1991 con cui fu annullato il lodo arbitrale che assegnava la Mondadori alla Cir di De Benedetti. Quella sentenza fu frutto di corruzione del giudice Vittorio Metta, che ricevette 400 milioni da conti Fininvest, attraverso una serie di passaggi che videro protagonisti Cesare Previti e gli avvocati Acampora e Pacifico.
Berlusconi fu prescritto nel 2001 nel processo che si è concluso nel 2007 con le condanne definitive di Previti, del giudice Metta (estensore della sentenza) e degli avvocati Pacifico e Acampora.
Nel complesso, il movimento di denaro per «finalità corruttive» che partì dai conti Fininvest Ferrido e All Iberian (il 14 febbraio 1991, dunque pochi giorni dopo la sentenza Metta) era di circa 3 miliardi di lire. Una cifra importante di cui, secondo il giudice Mesiano, il patron di Fininvest, e cioè Berlusconi, non poteva non sapere.
«Sarebbe assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito senza che il dominus della società ne sia a conoscenza e lo accetti», scrive il giudice nelle 140 pagine di motivazioni della sentenza rese pubbliche ieri. «Pertanto è da ritenere, “incidenter tantum” ed ai soli fini civilistici del presente processo, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva».
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A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona, quello sulle veline, quello su Polanski & Pasolini, quello su Dino Boffo 'santo subito'.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Dov’era papi-Silvio la notte in cui è stato eletto Barack Obama? Sembra una barzelletta, ma mentre il mondo tratteneva il fiato, il Berluska se ne stava a letto con Patrizia D’Addario!
... La Patty, che in una recente intervista ha descritto la scena, ha colto la palla al balzo per dire la sua sul femminismo. Nell'occasione ha spiegato anche la differenza tra una escort e una prostituta, e ci ha illustrato i meccanismi di scambio tra sesso e potere.
Subito dopo il video, ripropongo i passaggi più importanti di questo suo illuminante racconto.
Con cui ha voluto descrivere per bene tutto quell’ambiente schifosamente kitsh che è palazzo Grazioli. Senza tralasciare tutto il resto: i pacchettini regalo, le generose buste, le smorfie, e le immancabili lesbiche (che evidentemente piacciono tanto al papi, sebbene il vecchio si mostri ostile ai Pacs!).
... E, naturalmente, senza dimenticarsi di spiegarci com’è stata che l’anziano piduista è riuscito a far breccia -fra l’altro- nella intimità del suo cuore.
Sandra, con "Maria Magdalena"
( per la serie: '80, ma non li dimostra )
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Dalla intervista a Patrizia D’Addario
(di Ida Dominijanni, per “Il Manifesto”)
* Umberto Bossi dice che dietro le escort c'è la mafia, che gli rispondi?
Dietro di me non c'è proprio nessuno. Sono sola, più sola di così...e anche prima di questa avventura ero una ragazza sola, che cercava di andare avanti in qualche modo e di mantenere la famiglia. Senza grilli per la testa, come si dice. Hanno scritto che mi piace fare la bella vita, io non ho mai fatto la bella vita. I soldi che guadagnavo mi servivano per pagare i debiti di famiglia, dopo il suicidio di mio padre.
* Mi spieghi la differenza fra una escort e una prostituta? Mi è parso di capire...
[…] Non è che la escort sia quella di lusso e la prostituta quella di strada. C'è dignità anche nelle prostitute di strada. Non credo che si divertano o che gli piaccia la vita che fanno. Escort o prostituta, se una donna fa questo lavoro è per necessità, o per per problemi familiari, o perché è stata portata violentemente a farlo.
* È il tuo caso?
Un fidanzato violento, sì. Un capitolo molto oscuro della mia vita, subito dopo la morte di mio padre. Prima di conoscere quest'uomo non avevo mai fatto la escort […] Forse alcune, poche, lo fanno per il piacere di arricchirsi. Io l'ho fatto per superare dei problemi, ma senza mai starci bene.
* Berlusconi dice di non avere mai pagato per una prestazione sessuale. Ed effettivamente te non ti ha pagata, no? Niente buste…
Infatti. Perché io gli parlai del mio residence, e lui promise di aiutarmi. E io credetti che il suo regalo fosse quella promessa.
* Ad altre ragazze, che tu sappia, le ha date queste buste?
Qualcuna l'ha già detto, che ha ricevuto una busta.
* Sì, ma si sarebbe trattato appunto solo di un regalo, diecimila euro. Quindi se il presidente dice di non aver mai pagato per una prestazione sessuale, forse intende che ha fatto solo dei regali, gratuiti.
Sarà...
* Del resto, non è che una prestazione sessuale costi 10.000 euro, o sì?
Dipende con chi.
* A Repubblica hai detto che a palazzo Grazioli c'era una sorta di harem, ma che mentre «nei veri harem c'è rispetto per le donne, lì c'era solo lui». Puoi spiegarmi meglio? Ti è sembrata una situazione allestita per il narcisismo del Capo?
Lui è lì al centro dell'attenzione. E' un ottimo padrone di casa, cordiale e affettuoso, arrivava con questi pacchettini e tutte erano lì adoranti, facevano la gara a chi ne riceveva di più, e lui era compiaciuto di questo, lui ama circondarsi di ragazze, ogni cena è un'occasione per conoscerne di nuove. E fra queste ragazze c'è molta competizione. Una gara agguerrita per piacergli. E poi c'è la prescelta, o le prescelte.
* … Il presidente dice: «Non ho mai pagato una lira per fare sesso, mi piace la seduzione e la conquista». Tu ti sei sentita sedotta e conquistata da lui?
La prima sera no. Eravamo lì in tante, il presidente alcune le conosceva altre no. Sapeva benissimo chi gli portava Tarantini. E' stato molto galante, è venuto lui da me a presentarsi, mi ha chiesto che cosa faccio e se volevo andare in televisione, ballare, cantare, gli ho risposto di no, che della tv non me ne importava niente.
Più tardi ha detto, davanti a tutti, «c'è qui una ragazza che non si fida più degli uomini, le faremo cambiare idea», evidentemente sapeva tutto di me da Tarantini che s'era rivenduto la mia storia, e io mi sono arrabbiata perché parlava dei fatti miei a voce alta. Non ero ammaliata, non ho fatto la ola come le altre, e quando prima Tarantini poi il presidente stesso mi hanno chiesto di restare per la notte ho risposto «no grazie» e me ne sono andata.
Forse è stata proprio questa mia freddezza che l'ha incuriosito, mentre tutte fibrillavano per una comparsata in una fiction o al Grande Fratello, e lo ha spinto a richiedermi a Tarantini per la seconda volta. Già che ci sono, su quella prima sera vorrei puntualizzare che io avevo pattuito con Tarantini 2000 euro per la cena e basta, non, come qualcuno ha scritto, 1000 per la cena e altri 1000 se restavo. Invece ne ho avuti solo 1000.
* Perché non sei rimasta? Solo perché non era nei patti, o perché non eri ammaliata? O per la situazione? Hai già detto che c'erano altre escort, due lesbiche fra le altre. Era una situazione imbarazzante? Era troppo?
Posso solo dirti che c'erano altre ragazze, e che qualcuna dice che non mi conosce e non mi ha mai vista, invece io c'ero e le ho viste, ragazze che lavorano in televisione, la prima sera ce n'era più d'una, compreso qualche nome che non è ancora uscito.
* E la seconda sera?
La seconda sera era diverso. Non c'erano tutte quelle ragazze della prima volta, ed era programmato che restassi. Avevo accettato credendo davvero che lui avesse interesse per me, per la mia vita, per il mio problema. Lui cerca di colpirti dimostrando una grande sensibilità. Ma è tutta una finzione, una finzione reale pura. La verità è che siccome con l'offerta di andare in tv non funzionava, lui è passato per la porta del mio cuore. Ha fatto leva sul suicidio di mio padre.
* E' questo che gli diresti sulle tecniche di conquista se accettasse il faccia a faccia?
Questo, e altre cose sui momenti intimi che abbiamo avuto. Quella notte è stata lunga, le sue tecniche di conquista ha avuto modo di sfoderarle tutte. Sembrava affettuoso, ma era finto. E ora dice che mi manda in galera per 18 anni... voglio che me lo dica in faccia.
* Dalla registrazione della telefonata del giorno dopo, anche tu sembri affettuosa. Era una cosa vera o faceva parte della prestazione?
No, io non recito mai. Avevamo passato insieme la notte e questo per me aveva creato una intimità.
* Quella notte era il 4 novembre, tutti avevamo altro per la testa. Tu non eri curiosa delle elezioni americane?
Sì, ma finché c'erano anche gli altri le abbiamo seguite su un video. Quando Obama è stato eletto eravamo soli. Il presidente è stato chiamato da qualcuno, è tornato e mi ha detto «abbiamo il nuovo presidente americano»… Era tranquillo. Ma non ne abbiamo parlato tanto.
* Com'è Palazzo Grazioli?
Bello. Un po' kitsch però.
* I tuoi rapporti con Barbara Montereale come sono? Si sono rotti?
… Le vere amiche nei momenti difficili ti stanno vicino, lei ha tentato di infangarmi. Mi ha attribuito una volontà di vendetta, io non ho mai meditato vendette. Avrei potuto fare nomi, descrivere situazioni, ma ho parlato solo di me stessa.
* Perché hai accettato di candidarti nella lista "La Puglia prima di tutto"? Che t'aspettavi da quella candidatura, o da quella a Strasburgo? E ti sentivi davvero in grado di fare politica?
Tarantini mi chiese il curriculum per le europee, poi mi disse che la moglie di Berlusconi aveva fatto casino e che bisognava soprassedere, e in cambio mi offrì «La Puglia prima di tutto». Perché accettai? Sempre con l'idea che mi potesse essere utile per concludere il progetto che ha portato al suicidio mio padre. E' il mio unico obiettivo, gliel'ho promesso sulla sua tomba.
* Che pensi di Veronica Lario?
Mi pare una donna forte, una donna che ha sofferto, anche lei. Giusto stanotte non riuscivo a dormire e ho letto un libro su di lei.
* Curiosità: hai un'idea del femminismo, e quale?
Penso questo, che ci sono tante donne in gamba, più degli uomini, e che spesso alle donne tocca fare la parte delle donne e degli uomini.
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Ebbene sì, il Silvio-matador (nonché Superman), nella sua foga è riuscito a sparare anche questa: "Credo sinceramente di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia". Nientemeno.
E’ partito in picchiata Michele Serra. Che ha così scritto: "Uno che dice 'sono il migliore degli ultimi 150 anni', ben prima di essere tacciato di essere un despota, in una comunità sana è imputabile di essere un imbarazzante cafone”.
Ma è stato come al solito Giuseppe D’Avanzo ad inforcarlo con più foga. Ricordandogli che il problema non è la sua frenesia sessuale in sè stessa. Ma il danno che può recare al Paese un premier non più credibile. Un uomo che in teoria proclama le sue 'radici cristiane', e in pratica è precipitato in un ambientino dove si confondono e si scambiano candidature, prostituzione, affari, droga, ricatti.
A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.
In questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).
Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.
Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”.
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?
* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.
Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Qualche tempo fa la piccola Barbara era corsa dal paparino tutta imbarazzata: aveva saputo di certe foto che stavano per essere pubblicate (e che la riguardavano) . E babbino (Silvio Berluska), aveva subito provveduto a pagare chi di dovere. Per farle sparire per sempre.
Sarà che negli ultimi giorni ha avuto una "fastidiosa febbre di reazione al parto", ma adesso la piccola Barbara si è finalmente sfogata. E ha detto come la pensa veramente sulla vicenda Noemi, sul divorzio dei genitori, e su cosa ci si dovrebbe attendere da un politico serio. Da “La famiglia, secondo me”, clamorosa intervista a Barbara Berlusconi
(di Giovanni Audifreddi, per Vanity Fair)
* ... È nato il suo secondo figlio Edoardo (13 luglio), lei ha compiuto 25 anni (30 luglio), i suoi genitori, Veronica e Silvio, stanno divorziando [...]. Perchè l'ha chiamato Edoardo?
* La vicenda del divorzio quanto le pesa [...]?
«Il dolore è grande, un valore e una realtà si stanno sgretolando. Più forte è il senso dell'unione familiare che uno ha, e nel mio caso è molto forte, più si amplifica la delusione[...]».
Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).
Prima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).
Annàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un “gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.
Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Umberto Bossi, a cui hanno fatto credere di essere il ministro delle Riforme, sosteneva che ognuno dovrebbe essere "padrone a casa sua". Senza 'se' e senza 'ma'.
Provasse davvero, il senatùr, ad impuntarsi con i suoi alleati. Così vedremmo cosa resta delle sue (insulse) leggende padane. E cosa rimane di quelle comode poltrone che la Lega ha conquistato grazie alla "Roma ladrona".
Altro che il virus dell'influenza suina: molto più pericolosa è l'epidemia (più vecchia dell'Aids), che tanto preoccupa il ministro Sacconi. Ecco, infatti cos'ha in testa questo qui: "Ogni qual volta constatiamo una condizione difficile per un giovane, individuiamo gli educatori falliti delle famiglie che hanno contratto il virus del '68".
Ma insomma, queste benedette 'tombe fenicie' a villa Certosa, sono una invenzione dei giornali o piuttosto una delle tante kazzate che il Cavaliere racconta e poi subito smentisce?
Michele Serra, su Repubblica, non riesce a spiegarsi come sia stato possibile per tanti kattolici ignorare la pericolosità del Silvio (le leggi ad personam e tutto il resto).
Questo post va collegato a quello sulle "istruzioni del Superpapi", poi a quello su Pasolini "da dimenticare", infine quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Sacrosanta l'ultima campagna moralizzatrice della Lega. Che giustamente ha protestato per le fiction e il cinema che parlano quasi esclusivamente il romanesco.
Certo, sentivamo proprio il bisogno, tra una pubblicità sui pannolini e un documentario di Piero Angela, di vedere la macchietta del cumenda. Ci mancava proprio quel ragazzo della gran Milàn che lavora sempre tanto (e ha fatto i soldi non si sa come). Perchè, insomma, non se ne può più delle solite inflessioni siciliane o trasteverine.
A proposito di bandane: dopo il G8, si è ritornati alla normale -si fa per dire- amministrazione.
Dopo la tregua internazionale, abbiamo dovuto riprendere da dove eravamo rimasti. E abbiamo dovuto affrontare di nuovo lui, che con la complicità dei ‘Salvini boys’ ha criminalizzato gli irregolari (ma dopo averci mandati in Iraq. Peraltro: senza che avessimo il permesso di soggiorno!).
A questo post va collegato quello sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Troppe sono le testimonianze che inchiodano il ‘papi’ Berluska. E c’è poco da girarci intorno: le sue feste, organizzate dall’amico Tarantini (indagato per favoreggiamento della prostituzione, ma recentemente anche per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio), sono il frutto di una sofisticata organizzazione.
A questo post va collegato quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Berluska controfigura di Michael Jackson, quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Jacko e ‘papi’ Silvio hanno molte cose in comune: i tiramenti alla pelle, il parrucchino a coprire la crapa, la cipria, i giovanilismi, le manie di grandezza, le minchiate a più non posso, le nevrosi, e tutto quel che contribuisce a far tanto ‘fumo’ (necessario quando l’arrosto è poco, oppure quando quello è già bello e bruciato).
Il sito Dagospia ha pubblicato una preghierina a Dio. Molto molto cattiva. 
Dedico questo post ad Adriano Celentano, che ha sfruttato la morte di Jacko per accusare quelli che lui chiama “i criminalmedia” (cioè proprio quella modernità che ha reso famoso -e straricco- sia Michael che il 'molleggiato' stesso).
Dedico questo post anche a Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che ha invitato il Berluska a fare di più per il terzo mondo. Sappia, il Papa del latinorum, che ‘papi’ Silviuccio non ha mantenuto neppure le promesse che in tal senso aveva fatto. Come gli ha rinfacciato (su La Stampa) la cantante Mina (con queste parole: “Al tavolo aquilano dell’imminente G8, dove tra le mille questioni si dovrà discutere anche degli aiuti all’Africa, si siederanno almeno due Governi chiaramente fedifraghi. Quello francese e, purtroppo , quello che presiederà i lavori, e cioè quello italiano”).
A questo post va collegato quello su vita, morte, e miracoli di Michael Jackson (già, pure i miracoli, che sono almeno tre: i suoi figli dalla carnagione chiara, nonostante il papà sia nero).