Non ci vuole mica molto per capire che andare in giro con il burqa è cosa senza senso!
E’ incredibile che a lottare contro questa assurdità del burqa sia la spregiudicata (anche politicamente), Daniela Santanché. Cioè una donna che ormai non ha più alcuna credibilità.
Sulla questione del velo integrale il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera. Che ripropongo subito dopo il video di Billy Idol.
... Una lettera in cui parlo di queste povere donne ridotte a spettri. E che mostrano -quando va bene- solo gli occhi. (Occhi che evidentemente non hanno diritto di avere un volto).
«Cara Dagospia,
voto da sempre per la sinistra, ma in questo caso sono completamente d'accordo con la Danielona Santanché: il burqa, quando si è nella pubblica piazza, dev’essere assolutamente proibito.
Diverso può essere il discorso quando una donna musulmana entra in un luogo di preghiera islamico (dove si può presumere che tutti la conoscono, e magari che approvano quella scelta).
... La Santanché, tuttavia, dovrebbe astenersi da queste iniziative. Per il semplice motivo che con quella faccia (e dopo tutti quei salti della quaglia che ha fatto ), rischia di sputtanare una causa sacrosanta.
Anzi, mi meraviglia scoprire che non si vergogna a girare per strada. Per cui, visto che il burqa è inappropriato, abbia la decenza di starsene segregata in casa, grazie».
Pellizzer
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A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona, quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
L’arcivescovo di Milano aveva auspicato la “moschea di quartiere”, e si è ritrovato con la moschea sotto alla “Bela Madunina”.
Per fortuna non tutti hanno mandato il cervello all’ammasso, neppure tra i capi religiosi islamici. E l’imam di Milano (Yahya Pallavicini, vicepresidente "Coreis"), non mostra alcun entusiasmo per le aperture dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi verso certi sobillatori islamici.
Intervistato sulla questione (da Francesco De Remigis, per Il Giornale), l’imam ha manifestato tutto il suo orrore per certi suoi correligionari.
Altre lamentele come queste sono su
Giandomenico Romanelli è il direttore dei musei civici di Venezia. 
La presidente delle donne marocchine (Souad Sbai, deputata del Pdl), sottolinea da sempre che i veli simil-burqa non c’entrano niente con il Corano.
Sarebbe bello fare un esperimento: ci si copre con un burqa, poi si prova ad entrare in una chiesa o in una banca.
Anche questo è conformismo: dire (imitando quell’ignorante di Beppe Grillo), che in Italia non c’è informazione.
Ci permettiamo di sputare sul ‘Grande Fratello’, sul ‘Costanzo show’, sulla De Filippi.
Mentre noi ci divertiamo a fare gli snob, c’è tutto un mondo intorno che si affida anche ai programmi spazzatura. Per potersi finalmente emancipare.
A proposito di questa sdolcinata soap opera: gli ingredienti per il delirio ci stanno proprio tutti. E le donne musulmane (quelle dei campi profughi di Gaza, come quelle dell’Arabia Saudita), vanno pazze per Mohannad e sua moglie Noor.
Nel mondo arabo si registra un aumento di bambini a cui viene dato il nome dei due interpreti principali. E fino a ieri andavano a ruba le magliette con i volti dei due nuovi eroi .