NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

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domenica, 11 ottobre 2009

SINISTRA COL BURQA

  Non ci vuole mica molto per capire che andare in giro con il burqa è cosa senza senso!
Insomma, salvo che non si abbia qualcosa da nascondere, e salvo che non si voglia assaltare una banca, perché mai dovrebbero consentirci di passeggiare tra la folla senza che ci possano vedere il viso?
... Invece, incredibile ma vero, proprio mentre alcune autorità islamiche contestano questa schifezza pre-islamica, certa sinistra si sforza di giustificarla. E resta da capire se questi buonisti accetterebbero di far entrare a casa loro un fantasma tutto nero (che in realtà potrebbe essere anche un criminale o un terrorista).

  E’ incredibile che a lottare contro questa assurdità del burqa sia la  spregiudicata (anche politicamente), Daniela Santanché. Cioè una donna che ormai non ha più alcuna credibilità.
E mi chiedo se noi di sinistra possiamo permettere che questi argomenti vengano lasciati a certa becera destra pseudo-kattolica. Che poi fa di ogni erba un fascio.
 

  Sulla questione del velo integrale il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera. Che  ripropongo subito dopo il video di Billy Idol. 
... Una lettera in cui parlo di queste povere donne ridotte a spettri. E che mostrano -quando va bene- solo gli occhi. (Occhi che evidentemente non hanno diritto di avere un volto).
 


«Cara Dagospia,
voto da sempre per la sinistra, ma in questo caso sono completamente d'accordo con la Danielona Santanché: il burqa, quando si è nella pubblica piazza, dev’essere assolutamente proibito.
Diverso può essere il discorso quando una donna musulmana entra in un luogo di preghiera islamico (dove si può presumere che tutti la conoscono, e magari che approvano quella scelta).
... La Santanché, tuttavia, dovrebbe astenersi da queste iniziative. Per il semplice motivo che con quella faccia (e dopo tutti quei salti della quaglia che ha fatto ), rischia di sputtanare una causa sacrosanta.
Anzi, mi meraviglia scoprire che non si vergogna a girare per strada. Per cui, visto che il burqa è inappropriato, abbia la decenza di starsene segregata in casa, grazie».

            Pellizzer
_____________________


  
A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona
, quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.

domenica, 11 gennaio 2009

L’ISLAM PRE-OKKUPA


Anche in Italia sono iniziate le “prove tecniche di okkupazione islamica”.


Una festa dell’obbrobrio: bandiere bruciate, fantocci insanguinati, slogan terrificanti, svastiche sui negozi degli italiani di origini ebraica, preghiere sui marciapiedi (ma anche davanti alle chiese e in mezzo alla strada: che ce frega!).




  L
’arcivescovo di Milano aveva auspicato la “moschea di quartiere”, e si è ritrovato con la moschea sotto alla “Bela Madunina”.
… Intanto: la Lega ne approfitta per sputare il suo veleno (e magari tartassare gli extracomunitari regolari). E certa sinistra komunista coglie la palla al balzo per lanciare estintori (ed evocare così la insulsa rivoluzione proletaria).

  Per fortuna non tutti hanno mandato il cervello all’ammasso, neppure tra i capi religiosi islamici. E l’imam di Milano (Yahya Pallavicini, vicepresidente "Coreis"), non mostra alcun entusiasmo per le aperture dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi verso certi sobillatori islamici.
… Rispetto alle preghiere “a sbafo” dei musulmani fanatici (sui sagrati delle cattedrali, sui marciapiedi, alla stazione centrale di Milano e ormai ovunque), l’imam non si è mostrato affatto comprensivo.

  Intervistato sulla questione (da Francesco De Remigis, per Il Giornale), l’imam ha manifestato tutto il suo orrore per certi suoi correligionari.
… E ha dichiarato: «Noi religiosi ci sentiamo offesi dalla strumentalizzazione della preghiera in una manifestazione non autorizzata, coordinata e promossa dall’Ucoii. Né le autorità religiose, né l’arcivescovo Tettamanzi, devono prestarsi alla loro subdola ricerca di legittimazione.
... Non posso riconoscere i criteri di regolarità della preghiera soprattutto quando viene fatta con un’occupazione e con un’ostentazione che non hanno alcuna legittimità, né religiosa né civile. Penso che, dopo l’arroganza dimostrata, ora vogliano fare i lupi travestiti da agnelli incontrando Tettamanzi, magari chiedendo scusa.
… Da imam di Milano e da religioso mi permetto di invitare l’arcivescovo a non prestarsi a questo gioco di affermazione dei simpatizzanti di Hamas. Invece di scusarsi con l’arcivescovo, dovrebbero scusarsi con la cittadinanza per la situazione che hanno creato. La loro azione è un’offesa alla preghiera nel senso più generale ed è una conferma della loro volontà di strumentalizzare politicamente la religione, che è poi la filosofia costituzionale di Hamas e dei Fratelli musulmani.
… Da italiano, occidentale e cittadino, penso che debbano presentare le scuse alle autorità civili e alla polizia per il disordine creato da una manifestazione non autorizzata. Abbiano la pietà spirituale o il pudore reverenziale di non mischiare noi, Tettamanzi o il rabbino capo nelle loro faccende di bassa politica»
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  Altre lamentele come queste sono su
NATALEtuttoL'ANNOsu  FASTI & FASTIDI ,
e infine
su  NATALE PURE QUA .
mercoledì, 27 agosto 2008

ARLECCHINO VS BURQA

Venezia rinnega il povero Arlecchino, e accoglie a braccia aperte il fondamentalismo islamico.
Proprio così: in città è possibile andarsene in giro con il burqa. Ma se ci si veste in maschera, bisogna prima lasciarsi identificare.




  G
iandomenico Romanelli è il direttore dei musei civici di Venezia.
Vuol licenziare il sorvegliante che aveva bloccato una donna che indossava il niqab (sarebbe il velo che lascia scoperti solo gli occhi).

Questa la sua ridicola spiegazione: “Venezia è la città del carnevale. Se al posto della donna islamica ci fosse stata una persona in maschera, forse avrei giustificato la reazione del sorvegliante. Ma se di mezzo ci sono la cultura e la religione, occorre essere cauti e rispettosi”.




  La presidente delle donne marocchine (Souad Sbai, deputata del Pdl), sottolinea da sempre che i veli simil-burqa non c’entrano niente con il Corano.
In questa occasione ha subito solidarizzato con il povero guardasala che rischia di perdere il lavoro.
La parlamentare ha fatto anche notare che la legge dev'essere uguale per tutti. E ha ricordato che in Italia esiste una norma che vieta di girare senza mostrare il volto.

  Sarebbe bello fare un esperimento: ci si copre con un burqa, poi si prova ad entrare in una chiesa o in una banca.
Magari si va anche a casa di chi invoca tolleranza su queste tradizioni. Per vedere se si mostrano disposti a farci entrare per un caffè.


Questo fastidio è stato raccolto dal fastidioso Pellizzer (per NATALEtuttoL'ANNO).
postato da: pellizzer2 alle ore 23:34 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, politica, riflessioni, news, religione, fede, satira, islam, attualitĂ 
lunedì, 04 agosto 2008

LA TIVU' CI SALVERA'

Solo "l'isola dei famosi" può salvare il mondo!



 
A
nche questo è conformismo: dire (imitando quell’ignorante di Beppe Grillo), che in Italia non c’è informazione.
Come se non ci fossero abbastanza giornali in giro, e come se le cose ci venissero davvero nascoste.
… E poi, magari, abbiamo il coraggio di proclamare che la vita a Cuba (sotto il regime castrista!) è dignitosa.

  Ci permettiamo di sputare sul ‘Grande Fratello’, sul ‘Costanzo show’, sulla De Filippi.
Su tutto e tutti, come se non si potesse scegliere tra un Emilio Fede e un Mentana (o un Santoro, o chiunque altro!).
... Come se perfino quel maggiordomo di Bruno Vespa -tra un plastico della villetta di Cogne, e una puntata sulle diete- non ci consentisse di formarci una qualche opinione sull’attualità.

  Mentre noi ci divertiamo a fare gli snob, c’è tutto un mondo intorno che si affida anche ai programmi spazzatura. Per potersi finalmente emancipare.
... Come nel caso della telenovela turca Noor, che sta facendo impazzire il mondo islamico (e nonostante i fondamentalisti abbiano fatto di tutto per sconsigliarne la visione. Con tanto di fatwa).

                 *    *    *    *    *    *    *  


  A
proposito di questa sdolcinata soap opera: gli ingredienti per il delirio ci stanno proprio tutti. E le donne musulmane (quelle dei campi profughi di Gaza, come quelle dell’Arabia Saudita), vanno pazze per Mohannad e sua moglie Noor.
... Nella scena questi due sono entrambi musulmani, e osservano il digiuno del Ramadan. Ma ugualmente il marito (un attore atletico, biondo e con gli occhi azzurri) aiuta la bella moglie a farsi strada nel mondo della moda. E ogni tanto a cena si concedono un bicchiere di vino.
Per non parlare del fatto che ci sta pure un figlio nato da una relazione precedente, e senza dimenticare che -supremo scandalo!- la cugina si è procurata un aborto.


  Nel mondo arabo si registra un aumento di bambini a cui viene dato il nome dei due interpreti principali. E fino a ieri andavano a ruba le magliette con i volti dei due nuovi eroi .
... Adesso il Gran Muftì dell’Arabia Saudita ha lanciato una fatwa contro questo sconcio, perciò non si potranno più indossare.
Nonostante tutto questo, quando la soap opera viene trasmessa le strade si svuotano.
Almeno fino al prossimo Ramadan, quando tutto questo verrà sospeso.
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(Questo fastidio è stato raccolto da Pellizzer, per NATALEtuttoL'ANNO
)
postato da: pellizzer2 alle ore 23:47 | link | commenti (2)
categorie: politica, riflessioni, news, televisione, satira, islam, attualitĂ