La ministra Mariastella è stata chiamata alla lavagna per essere interrogata.
Giudizio finale: la fanciulla si esprime con eleganza, ma i concetti che esibisce fanno veramente pena. Lei prova a difendere la cosiddetta riforma, ma non riesce ad essere convincente. La sua concezione dell'ora di religione, poi, è tipica di chi non sa neppure dove la fede stia di casa (nonostante sia -dicono- vicina ai ciellini).
La Gelmini è biasimevole quando difende il sistema elettorale senza preferenze. Ed è quasi pornografica quando parla (con la saliva alla bocca), di Sua Prescrizione.
A scuola era brava, assicura lei. Anche se copiava, e faceva copiare (..."Ci si aiutava!").
Nega categoricamente di essere mai stata raccomandata. E sulle hard-intercettazioni dice che sono pura invenzione: non esistono, e se pure esistono...
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Dalla porno intervistona alla ministra Mariastella Gelmini (di Claudio Sabelli Fioretti, per La Stampa).
L’Onda degli studenti voleva travolgerla. Ma al primo test, il voto alla Sapienza, l’Onda è stata travolta. Ministro Mariastella Gelmini, gli studenti sono con lei?
«I ragazzi hanno capito che è ora di cambiare e voltare pagina. Hanno capito che la sinistra difende lo status quo».
Ha votato solo il 10 per cento degli aventi diritto…
«Credo sia un campione rappresentativo».
Nel frattempo il suo «gradimento» è sceso da 42 a 37.
«Quando si fanno scelte di cambiamento si paga sempre un prezzo. Credo però che la maggioranza degli italiani approvi le mie riforme».
Ha detto: «Il governo Berlusconi è un governo di sinistra».
«Perché crede nel cambiamento e aiuta i ceti più deboli come dimostrano i provvedimenti sulla social card e sull’aiuto alle famiglie. E poi la detassazione degli straordinari».
Come andava a scuola?
«Andavo bene».
Passava i compiti?
«Qualche volta».
Copiava?
«Ci si dava una mano».
Lei viene accostata al «Libro Cuore».
«Sono stata accusata di avere uno sguardo rivolto al passato, di volere una scuola non moderna».
Invece?
«Invece credo che disciplina, rigore negli studi, rispetto degli altri siano valori attuali».
Il maestro unico...
«I bambini non hanno bisogno di insegnanti specialistici ma di qualcuno che insegni loro a leggere, a scrivere e a fare di conto».
Ma il tempo pieno?
«Le classi a tempo pieno aumenteranno».
Un maestro solo farà tutto il tempo pieno?
«Maestro prevalente».
Mi aiuti. Il maestro fa 22 ore. Diciamo dalle 8 alle 12. E poi?
«Ci saranno altri insegnanti».
Invece della compresenza, la presenza a seguire.
«Per questo si parla di maestro prevalente».
E il non prevalente, che fa?
«Inglese, informatica, religione, dipende...».
Il maestro di religione rimane?
«Sì».
Non è un po’ anacronistico?
«È importante difendere le nostre radici, la nostra cultura...».
La nostra cultura la facciamo difendere dai sacerdoti?
«La nostra cultura è permeata dalla cristianità».
Facciamo un’potesi: una classe composta soltanto da bambini musulmani. Gli raccontiamo di Gesù Cristo?
«Chi viene nel nostro Paese deve conoscere le radici, la cultura, le tradizioni».
Zapatero ha eliminato il crocifisso dalle scuole.
«Da noi rimane ancora. Grazie a Dio. Non offendiamo i musulmani se lasciamo nelle nostre aule il crocifisso».
Il problema non sono i musulmani, sono i laici.
«Massimo rispetto per chi non crede. Ma il crocifisso non è un’offesa per nessuno».
Lei ha fatto parte dei sette saggi che hanno selezionato i candidati alle ultime elezioni…
«C’erano Bondi, Denis Verdini, Cicchitto. Selezionavamo i curricula dei candidati».
Il popolo italiano non ha eletto nessuno. Ha solo ratificato le vostre scelte.
«Non ha eletto nessuno, è vero. Però quel meccanismo tanto vituperato ha permesso a Berlusconi, ma anche a Veltroni, di nominare molti giovani e molte donne».
Com’è il suo rapporto con Berlusconi?
«Franco, schietto, sereno».
Non le sembra un po’ maschilista?
«È un tifoso delle donne. Dice che sono caparbie e leali... Berlusconi è privo di pregiudizi, ha una fiducia enorme nel genere umano e nelle persone, sa motivarle, sa cogliere i talenti ed è molto liberale. È intelligente, pragmatico, generoso e leale. Ama l'Italia ed è un servitore dello Stato».
Colgo un pizzico di culto della personalità…
«Berlusconi è un leader. Questo ci consente di non doverne cercare uno, come succede a sinistra. Ce lo abbiamo in carne ed ossa e ce lo teniamo stretto».
Riesce a dirmi un difetto di Berlusconi?
«È troppo buono».
Da lei non me lo aspettavo. Le ho chiesto un difetto.
«È un po’ puntiglioso, ogni tanto con qualche simpatica vanità. È molto attento alla forma, è maniacale nel dettaglio».
Non sfugge un po’ troppo ai processi?
«Le sue vicende con la giustizia sono una pagina dolorosa del Paese. La giustizia è un settore da riformare».
A causa dei processi al Presidente?
«L’accanimento è sotto gli occhi di tutti».
Ha detto qualche settimana fa che vuole abolire il 18 politico. Ma il 18 politico non c’è.
«Pensavo alla cultura falsamente egualitaria, uno dei mali della scuola italiana».
Ricorda la polemica sul basso livello delle scuole meridionali?
«I giornalisti avevano travisato le mie parole».
Sono andato a sentire la registrazione. Lei disse: «E’ un dato oggettivo il dato scadente della scuola nelle regioni del Sud. Non a caso noi quest'anno andremo a fare dei corsi intensivi agli insegnanti in Sicilia, in Puglia, in Calabria, e in Basilicata. Questo perché siamo perfettamente consapevoli che nella media le regioni del Sud ci portano ad uno scadimento del livello qualitativo della nostra scuola».
«Non è colpa degli insegnanti, ma delle strutture e delle difficoltà generali del Mezzogiorno».
Poi i suoi critici le hanno ricordato l’«incidente» dell’esame di Stato, quando lei andò a farlo a Reggio Calabria, perché a Brescia era più difficile...
«Io dovevo entrare nel mondo del lavoro. Non sempre in quel tipo di esame era premiato il merito, tant’è che è stato completamente riformato. Non potevo gravare ancora sulla mia famiglia. Quindi decisi di fare l'esame a Reggio Calabria. Mi sorpresero tutte le polemiche. Sa una cosa? Chi ritiene che fare l’esame a Reggio Calabria sia un problema di immagine è razzista. Reggio Calabria è Italia, come Brescia».
Ma a Reggio passa il 70 per cento e a Brescia la metà...
«Moltissimi miei compagni che erano scesi con me da Brescia sono stati bocciati. Non è stato certo un esame semplice...».
Se si scopre che il ministro della Difesa si è fatto raccomandare per non fare il servizio militare...
«Io non sono stata raccomandata. Anzi, come tanti ragazzi, non avevo santi in Paradiso. Ho fatto un esame regolarissimo».
Le intercettazioni, quelle che potrebbero riguardare lei e il ministro Carfagna...
«Il mio presunto coinvolgimento in alcune telefonate di altre persone è veramente paradossale. Chi mi conosce sa perfettamente come sono fatta. Guardi, lei è il primo giornalista che mi ricorda questo episodio a cui non dà peso nessuno».
Dia retta a me, non è vero...
«Gli italiani vogliono vedere i problemi risolti, avere qualche soldo in più in busta paga, pagare meno tasse».
Però se le intercettazioni non esistono...
«Appunto, di che parliamo?»
Ma esistono?
«Non so se esistano o non esistano. Tutto questo è spazzatura per buttare fango sui politici».
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