Ebbene sì, il Silvio-matador (nonché Superman), nella sua foga è riuscito a sparare anche questa: "Credo sinceramente di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia". Nientemeno.
E’ partito in picchiata Michele Serra. Che ha così scritto: "Uno che dice 'sono il migliore degli ultimi 150 anni', ben prima di essere tacciato di essere un despota, in una comunità sana è imputabile di essere un imbarazzante cafone”.
Ma è stato come al solito Giuseppe D’Avanzo ad inforcarlo con più foga. Ricordandogli che il problema non è la sua frenesia sessuale in sè stessa. Ma il danno che può recare al Paese un premier non più credibile. Un uomo che in teoria proclama le sue 'radici cristiane', e in pratica è precipitato in un ambientino dove si confondono e si scambiano candidature, prostituzione, affari, droga, ricatti.
A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.Possiamo davvero parlare di “allarme omofobia”? Oppure le recenti discussioni sono basate su una omo-bufala?
Un articolo di Alfredo Vaccarella (in questo mio post), ha messo in fila i fatti, e ha provato a rimettere in discussione una certa liturgia. Facendomi aumentare i dubbi su certa tiritera piagnona (che, fra l'altro, potrebbe risvegliare certi pazzi e certi criminali, magari suggestionati dal cosiddetto “effetto emulazione”).
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Personalmente, mi rendo conto che qualcosa i giornali dovevano inventarsi. Purtroppo l’allarme suina non tira più, quella sui cani randagi è passata di moda, e l’allarme rom fa effetto ormai solo sui burini.
… E' vero che ci sarebbe ancora la minaccia della pedofilia (che funziona sempre, in ogni stagione), ma anche di quella non si può più abusare: c'è il pericolo che a parlarne troppo la gente non ci creda più!
E’ triste sottolinearlo: negli stessi giorni dell'aggressione al "Gay Village", una anziana 67enne ha spinto una 63enne sotto il treno. E perfino Fabrizio Corona ha rischiato il linciaggio (per mano dei suoi stessi fan, peraltro). Poi, naturalmente, sono continuati gli stupri (anche a ragazzine minorenni, e senza che il loro orientamento sessuale c’entrasse niente).
… Ebbene: nessuno ha inventato un nome per questi tipi di violenza: evidentemente sono considerati normale amministrazione? Evidentemente non fanno trendy come le violenze ‘politicamente scorrette’ sui gay?
Mi rendo conto che viviamo in un mondo che diventa sempre più piccolo. Un ‘villaggio globale’ dove -tanto per cominciare- la convivenza non si costruisce con le poesie buoniste. E neppure gridando ‘al lupo al lupo’.
… Ad ogni modo, sulla questione mi sono permesso di esprimere qualche dubbio anche altrove. E l'ho fatto con un commento a questo post di Ermes, sul blog Il Popolo Sovrano. Commento che ripropongo anche qui, subito dopo "Smalltown Boy" (il brano cantato da J. Sommerville, che nel video originale descriveva un episodio omofobico).
«Potrei sbagliarmi di grosso, ma dico lo stesso quel che penso sulla questione (e naturalmente sono pronto a cambiare idea).
Ebbene: fatico a credere a questa presunta "emergenza omofobia". Soprattutto se, incredibilmente, a gridare "al lupo al lupo" è Vladimir Luxuria (che pure ha vinto il famoso reality, anche grazie alla sua intelligente "diversità"). E soprattutto se, contemporaneamente, mi si vuol far credere (come ha fatto stasera Aurelio Mancuso, durante il programma "Iceberg"), che Marcello Veneziani odia i gay.
Marcello Veneziani non è omofobo. Certamente non lo diventa per l'articolo -citato da Mancuso- sulle "frittate gay" (sebbene ho trovato anch'io penosa la descrizione che il giornalista ha fatto degli omosessuali: penosa, ma certamente non omofobica).
... A mio parere la violenza non guarda in faccia ai gusti sessuali. Altrimenti gli stupri alle ragazzine minorenni come vogliamo chiamarli: minorennofobia forse?
Penso che entro certi limiti gli episodi di questi giorni sono la inevitabile e dolorosa conseguenza della recente (sacrosanta!) gaya "visibilità". Penso -magari mi sbaglio pure qui- che si debba fare i conti anche con il cosiddetto "effetto emulazione". Alimentato pure da chi grida all'omofobia senza calcolare le parole (e magari lo si fa per capitalizzare il momento a fini politici!). E penso che chi si proclama rappresentante dei gay (come Aurelio Mancuso), dovrebbe stare più attento alle parole che dice. Soprattutto quando decide di indicare i presunti "nemici" degli omosessuali. Altrimenti a rimetterci è la sua stessa credibilità».
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Ditelo a Umberto Bossi, quello che "ce l'aveva duro". Ditelo a Calderoli, quello della "porcata". Ditelo a questi ridicoli eredi spirituali dei Celti, che adesso si spacciano per "l'unico partito che veramente ha radici cristiane".
Diteglielo chiaro: se sono ignoranti quelli che non conoscono "Fratelli D'Italia", sono degli autentici idioti quelli che cantano il "Và Pensiero" senza capirne il significato (... non sanno che è da menagrami, che porta sfiga, e che in ogni caso con la Padania non c'entra una mazza!).
Già una volta il senatùr aveva fatto brutta figura, mostrando di non aver capito il nostro Inno nazionale. E infatti i suoi avversari gli avevano dovuto spiegare che non è la Padania (bensì la 'Vittoria'!), a dover diventare “schiava di Roma”.
… Ma adesso, dopo che Bossi ha sparato la sua raffica di kazzate ferragostane, è la stampa tradizionalmente amica della Lega a dovergli rinfacciare di aver frainteso pure il testo del “Va Pensiero”!
Proprio così: Diego Minonzio (su Libero), dopo aver ammesso che ascoltando l’Inno di Mameli “ti viene subito voglia di spaghetti e mandolino”, ha subito aggiunto (cfr. quanto riportato più sotto, subito dopo il video), che quando si sente cantare il Va Pensiero si sente il bisogno di “stringere il cornetto contro il malocchio”.
… E dunque, di grazia, qualcuno spieghi al senatùr Umberto la differenza tra un lamento della lirica (che ovviamente spinge all'emotività), e un inno nazionale (che per forza di cose deve essere trionfale). Glielo si spieghi anche a nome del patriota Giuseppe Verdi, che non si può certo difendere da tanta confusion. Già, il povero Verdi, che si starà rivoltando nella tomba, visto che gli tocca vedere la sua opera strumentalizzata da quattro baùchi (nel dialetto veneto sarebbero gli ignoranti: e ai leghisti il vernacolo piace tanto, vero?).
"Confusion" (degli Electric Light Orchestra)
Dall’articolo “Dicano al senatur che il Và Pensiero è un canto di sconfitta”
(di Diego Minonzio, per “Libero”)
«…Se vogliamo dircela tutta, questa storia narrata nel Nabucco, con questo povero popolo eternamente vessato e sconfitto e umiliato e offeso, di questi ebrei erranti che gliene capitano di tutti i colori e che il primo che passa li prende a schiaffi e, insomma, tutto questo piagnonismo in mezzo al deserto, al Giordano e alle piramidi, che c’azzecca con il Po, le zanzarosissime pianure padane e l’etica del faccio-tutto-io e dello sgobbare di genti ‘nordiche’ come quelle a cui Bossi fa riferimento? Non è forse un po’ un inno da sconfitti, da poveracci, addirittura da menagrami?».
A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Che pena il vecchio Bossi che balbetta su bandierine, dialetti, e gabbie salariali.
Che nostalgia dell'Umberto furioso che "ce l'aveva duro" (...quel Bossi che difendeva Milosevic, che sputava su Prodi, che offendeva 'papi' Berluska, che gridava al complotto degli ebrei, dei massoni, e degli amerikani).
Torniamo per un attimo al 20 febbraio 1999. Quel giorno la Lega Nord decide di aprire i mitici gazebo bianchi per raccogliere le firme contro la legge Turco-Napolitano sull' immigrazione.
… E quel giorno l’erede spirituale dei Celti (il senatùr Umberto Bossi), va a Crema per tenere uno dei suoi più infuocati discorsi: innanzitutto per incoraggiare l’iniziativa, ma anche per difendere Milosevic, scatenarsi contro Prodi, contro i massoni, contro Berluska, contro il “capitalismo ebraico”, e contro il “sistema mondialista” degli americani.
'American Generation' (della 'Ritchie Family')
Pietro Citati, per Repubblica, ha voluto riproporre i passaggi più interessanti di questo glorioso comizio che Bossi ha tenuto in quel di Crema. Precisando che prima ha dovuto tradurlo “in una specie di italiano” (pare che non fosse chiara la sintesi che ne aveva fatto Mauro Bottarelli su La Padania.).
… Ma soprattutto, Citati ha voluto prima avvertire i suoi lettori: in quel discorso si avvertono “gli echi di un libro, il Mein Kampf di Adolf Hitler, che Bossi dovette leggere, o di cui sentì parlare quando era giovane”.
Da un discorso very crazy dell’Umberto Bossi
(traduzione di Pietro Citati, che lo ha letto su La Padania e lo ha riproposto su Repubblica)
«Lo scontro in atto è ormai chiaro… c' è il capitalismo individualista e mondialista americano, guidato da venti potentissimi banchieri ebrei di Wall Street.
Dopo la nascita dell' Europa, questo capitalismo teme di perdere il proprio predominio sulla Francia, la Germania, l' Italia; e perciò ha deciso di indebolire e scardinare dalle fondamenta tutte le nazioni europee. Non può permettersi di perdere. Non ha scrupoli né incertezze, e usa tutti i mezzi possibili. In primo luogo, l' immigrazione clandestina: Wall Street vuole esportare in Europa venti milioni di extracomunitari per corrompere il nostro sangue e la nostra economia. In secondo luogo, la droga, che viene dagli Stati Uniti.
Basta vedere la guerra del Kossovo: gli americani si sbracciano contro Belgrado perché il Kossovo è la principale fabbrica di eroina nel mondo e gli americani non vogliono concorrenti. Noi, gente padana, stiamo con i serbi e Milosevic.
[…]. Il capitalismo ebraico di Wall Street ha i suoi complici anche in Italia. Per esempio i massoni, come Prodi, che fa parte dell' Aspen Institut. E io intendo pubblicare tutti i nomi dei massoni, che difendono gli interessi ebraico-americani in Italia.
I complici li vedete da tutte le parti. Eccoli, quelli del Polo, Berlusconi, Fini e tutti gli altri, questi complici degli Americani. Ma gli Americani non passeranno. Non ci riempiranno di clandestini e di droga. Noi discendiamo dai celti, e non lo consentiremo. Siamo qui, soli, con le nostre camicie verdi, il ricordo della Lega Lombarda e di Alberto da Giussano, soli contro quelli di Roma e Berlusconi. Vinceremo».
A questo post va collegato quello sul curriculum del papi, quello sull'ultima panzana della Lega, quello sulla ipocrita Madre Teresa, quello sulla figlia ingrata di Berluska, quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', quello sulle "istruzioni" del Premier.
Altri post: quello sul "Pasolini da dimenticare", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, & Sacconi, quello sulle lesbo-fantasie di Silvio, quello sulle rivelazioni del senatore Guzzanti, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Tutte queste scoreggiette (e altre ancora), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Infine: in alternativa al video della Ritchie Family che ho proposto prima, suggerisco anche questo.
Col caldo i pensieri diventano leggeri, leggerissimi. E a ferragosto anche il cervello va in vacanza.
... Nonostante questo, Umberto Bossi (quello che voleva buttare il tricolore nel cesso), si vede costretto a continuare con i suoi ‘effetti speciali’. D’altra parte, di politica seria da quelle parti non se ne parla proprio: non sanno neppure dove stia di casa!
Adesso il Bossi, con quella faccia, vorrebbe introdurre il dialetto nelle scuole. E se ne esce spiegando che gli italiani non conoscono “Fratelli D’Italia”, mentre tutti -sempre a suo dire!- conoscono molto bene il Va’ Pensiero.
... Bisognerà ricordare al senatùr che il Và Pensiero (nelle intenzioni del patriota GiuseppeVerdi), era il canto degli ebrei. D’altra parte, non risulta che in Padania -ma se è per questo neppure in Terronia!- si siano mai viste le “rive del Giordano”, o le “Torri di Sion atterrate”.
Fino a ieri era così, caro senatùr! E sarà così anche domani. Con o senza il tuo fantomatico federalismo.
A questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Concita De Gregorio, che è la direttora de L’Unità, ha confermato quanto aveva raccontato il senatore Paolo Guzzanti (ex Forza Italia, oggi acerrimo nemico di Berluska). E cioè: che sarebbero stati in molti -in troppi perché la cosa possa essere negata!- ad aver controllato le fantomatiche intercettazioni di due importanti primedonne del centro-destra.
... Trattasi di intercettazioni a luci rosse (poi distrutte), dove si tirava in ballo il cavaliere, i sistemi per farglielo impennare, e altre gaie scorribande sessuali.
Tutta roba che non era penalmente rilevante, naturalmente. Ma che è stata fatta scomparire per non gettare il discredito su un governo che straparla di 'radici cristiane'.
In questo frangente l’Unità ha recuperato quanto aveva scritto il quotidiano argentino El Clarìn (che aveva riferito di telefonate compromettenti che coinvolgevano il Berluska con una sua attuale ministra, e in cui c’erano “riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano pompino”).
... Adesso questa storia ritorna d'attualità. E dopo questo nuova tegola sulla testa pelata del Premier (che non si era ancora ripreso dal tradimento della figlia Barbara), anche il blog del senatore Guzzanti è andato in tilt (perchè bombardato dai troppi contatti).
Ma cos'ha scritto, il Guzzanti, di tanto interessante, per aver scatenato tutta questa curiosità verso il suo blog? Ebbene, ha offeso il suo ex amico Berluska (dandogli del “gran porco”). E l'ha accusato di tenere “un atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne”.
... Alla fine, maliziosamente, ha aggiunto che per decenza e carità di patria non vuole riferire a nessuno (se non ai magistrati, ai quali è disposto a fare anche i nomi), le “cose terribili” che gli sono state raccontate da chi aveva potuto esaminare le scandalose intercettazioni.
Ma qualcosa il senatore si sentiva in dovere di rivelarlo immediatamente! E allora, per rendere almeno una vaga idea di quanto fossero scabrose queste registrazioni, Paolo Guzzanti ha solo accennato ad incredibili dialoghi su “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino… consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio…”.
... E così il cavaliere, dopo questo nuovo scandalo, ha dato subito di testa: non è un caso se -dopo le tradizionali minacce ai giornalisti- è andato in delirio e ha dichiarato che “l’Italia è in forte ripresa”!
Insomma: infine, quale altra bomba (mediatica), ci toglierà dai piedi 'sta faccia di bronzo del Silvio?
* A proposito di bombe: come viene spiegato anche nel testo del brano live qui sopra: alle 8,15 del 6 agosto di 64 anni fa il bombardiere Enola Gay sganciava la prima bomba atomica. In questi giorni i rintocchi della campana, ad Hiroscima, hanno voluto ricordare che questa tragedia (per niente gaya), ha spento la vita di ben 140mila persone.
Questo post va collegato a quello sulla ipocrita Madre Teresa, a quello sulla sciocchina che siede alla destra del 'papi', a quello sulla figlia ingrata di Berluska, a quello sulle "istruzioni" del Premier, e a quello sul 'velino' Carlo Rossella.
Interessanti davvero le registrazioni dei dialoghi tra Patrizia D’Addario e Berlusconi. E pure quelle tra la D’Addario e mister Tarantini.
… Per la cronaca: Giampaolo Tarantini è il giovanotto che aveva l’onore di presentare al Premier le “belle figliole” (e che poi finì indagato per favoreggiamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio).
Prima che la D’Addario si recasse da Sua Prescrizione (per copularci allegramente assieme, sul mitico “lettone di Putin”), il Tarantini aveva dovuto avvertire la ragazza su un particolare importante: il Presidentissimo Silvio non usa il preservativo.
La Patty, all’idea di lavorare senza precauzioni, aveva protestato: “Senza preservativo, come faccio a fidarmi!”. Ma Tarantini era stato proprio convincente: “Ma sai quanti esami fa lui?”.
… Ad ogni modo, la paura della figliola era più che comprensibile: si sa che i piccoletti ce l’hanno davvero grande e grosso. E infatti la D’Addario, dopo l’accoppiamento, si è lamentata col Premier, dicendogli che aveva provato “un dolore pazzesco, all’inizio!”. (E naturalmente anche questa frase è stata diligentemente registrata: evviva!).
Annàmo proprio bene. Siamo nelle mani di un bidonaro pseudo-liberale.
Il Silvio, ovvero: un vecchietto liftato e incipriato che dice di voler combattere la prostituzione (ma intanto si circonda di escort!). Un piduista che si atteggia a kattolico e ostacola i Pacs (ma poi organizza lesbo-teatrini!). Un “gaio libertino” -come spiegò la Cei- che si spaccia per raffinato ed esperto sessuologo (e poi non usa neppure il goldone!).
Già, perchè -come vedremo dopo- il piduista (che non usa precauzioni ), si è premurato di insegnare il sesso ad una escort.
... E allora c'è più buon senso sui bigliettini dei baci Perugina, o sulle menate che si sentono al bar, e perfino in certi hard-messaggi che si sentono nelle canzoncine.
Il quotidiano inglese Times ha deciso che le registrazioni tra Berluska e le sue "belle figliole" sono "disperatamente luride". Come se non bastasse, adesso tutto il mondo ha scoperto che il cavaliere, quando si incontra con le sue escort, non usa precauzione alcuna.
Incredibile ma vero: Sua Prescrizione non indossa il calzino. Neppure quando fa la pipì fuori dal suo vasetto.
Dalle registrazioni risulta che la Patty D’Addario, in seguito, s’è lamentata con Tarantini anche di un’altra cosa: il Berluska non le aveva -parole sue precise- consegnato “nessuna busta”. Ed è evidente che il Tarantini si è mostrato stupito della cosa: “Veramente?…Uhm…E beh, va beh oh!”.
A questo post va collegato quello sulle "istruzioni del Superpapi", quello sul 'velino' Carlo Rossella, quello sull'Italia di Bossi, Berluska, e Sacconi, e quello sulle orge-party a casa del premier.
Jacko e ‘papi’ Silvio hanno molte cose in comune: i tiramenti alla pelle, il parrucchino a coprire la crapa, la cipria, i giovanilismi, le manie di grandezza, le minchiate a più non posso, le nevrosi, e tutto quel che contribuisce a far tanto ‘fumo’ (necessario quando l’arrosto è poco, oppure quando quello è già bello e bruciato).
Il sito Dagospia ha pubblicato una preghierina a Dio. Molto molto cattiva. 
Dedico questo post ad Adriano Celentano, che ha sfruttato la morte di Jacko per accusare quelli che lui chiama “i criminalmedia” (cioè proprio quella modernità che ha reso famoso -e straricco- sia Michael che il 'molleggiato' stesso).
Dedico questo post anche a Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che ha invitato il Berluska a fare di più per il terzo mondo. Sappia, il Papa del latinorum, che ‘papi’ Silviuccio non ha mantenuto neppure le promesse che in tal senso aveva fatto. Come gli ha rinfacciato (su La Stampa) la cantante Mina (con queste parole: “Al tavolo aquilano dell’imminente G8, dove tra le mille questioni si dovrà discutere anche degli aiuti all’Africa, si siederanno almeno due Governi chiaramente fedifraghi. Quello francese e, purtroppo , quello che presiederà i lavori, e cioè quello italiano”).
A questo post va collegato quello su vita, morte, e miracoli di Michael Jackson (già, pure i miracoli, che sono almeno tre: i suoi figli dalla carnagione chiara, nonostante il papà sia nero).
Se la parabola di “Luca” fosse -come dice Bonolis-, solo "una storia" (cioè non rappresentativa di una intera categoria), la si potrebbe canticchiare e basta. Senza tanti inutili strilli.
La canzone la si può accettare, ma solo se Povia spiega che l’ha scritta per dimostrare che molta gente (in questo caso “Luca”), cerca di scaricare sugli altri (in questo il papà e la mammina), le presunte "colpe".
Anche se a Povia la storia di “Luca” gli fosse stata -dice lui- raccontata tale e quale, il ragazzo aveva il dovere di filtrarla con un po’ di buon senso.
A proposito di Povia, di Grillini e di Benigni, il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera sulla questione. Che ripropongo con il solito e doveroso fastidio.
Tutti i miei post su Povia (e su Luca), partendo da qui.
Il Madagascar si è scelto un ex dj (Andry Rajoelina) per capo-popolo.