NATALE OGNI DI'

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domenica, 22 marzo 2009

POVIA E OSCAR WILDE

Povia ha voluto scrivere una canzoncina  carina, ma ci è riuscito sfruttando alcuni pericolosi luoghi comuni.

Grillini, poi, ha colto subito la palla al balzo. Ma per andargli contro ha voluto avvalorare altri ridicoli luoghi comuni.

… E Benigni -prudentemente accantonata la Divina Commedia- ha cercato di mettere tutti d’accordo leggendo una patetica lettera di Oscar Wilde: lo spettacolo doveva continuare!




  Se la parabola di “Luca” fosse -come dice Bonolis-, solo "una storia" (cioè non rappresentativa di una intera categoria), la si potrebbe canticchiare e basta. Senza tanti inutili strilli.
… Ma per quel testo Povia ha cercato proprio i luoghi comuni e le teorie più pericolose e obsolete. Quelle teorie che, guarda caso, lui ha mostrato di condividere (… anche se adesso, raggiunto il suo vero scopo, cerca di stemperare la cosa!).

  La canzone la si può accettare, ma solo se Povia spiega che l’ha scritta per dimostrare che molta gente (in questo caso “Luca”), cerca di scaricare sugli altri (in questo il papà e la mammina), le presunte "colpe".
… Invece il cantante incoraggia e avvalora proprio le scuse del suo “amico immaginario”. Facendogli dire: “Cercavo negli uomini chi era mio padre, andavo con gli uomini per non tradire mia madre”.
 
  Anche se a Povia la storia di “Luca” gli fosse stata -dice lui- raccontata tale e quale, il ragazzo aveva il dovere di filtrarla con un po’ di buon senso.
… E sia chiaro che secondo me s'è inventato tutto. Perché fin qui ce l’ha menata troppe volte, dicendo oggi una cosa e domani un’altra.
Con sprezzo del pericolo e soprattutto del ridicolo.
Mi riferisco a tutte quelle storie sulla sua “fase gay”, e poi alle sue dichiarate fobie (senza dimenticare le gonne che dice di aver indossato “per superare i provini”, l’esperienza con la droga e tutto il resto).
___________________________


  A
proposito di Povia, di Grillini e di Benigni, il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera sulla questione. Che ripropongo con il solito e doveroso fastidio.

« Cara Dagospia, davvero fantastico Giuseppe Povia che -anche chez Vespa- ha voluto riproporre la sua ultima barzelletta (quella di Luca che “andava con gli uomini per non tradire la madre”). Fantastico, poi, sentirlo dire che lui difende la famiglia (…dopo che ha colpevolizzato le mamme e i papà dei vari “Luca”!).
Fantastico anche Grillini che avvalora il luogo comune dei gay “felici”, e che addirittura “si lavano e sono gentili” (… ma che gente frequentano questi qui?).
Fantastico rivedere Benigni che legge la penosa e patetica lettera di Oscar Wilde, cioè di un uomo maturo che -come Pasolini- sfruttava soldi, fama, e cultura. E che lo faceva per accompagnarsi ad una marchetta carina, e/o viziata, e/o criminale.
… Io al posto di Povia avrei preferito Iva Zanicchi (che a Sanremo ha cantato di volerlo “sentire fino in fondo”). E al posto di Grillini avrei visto meglio un Paolo Poli (con una battuta, e senza scaldarsi tanto, quello avrebbe steso lo sventurato strizza-cervelli, avrebbe umiliato l’orso Buttiglione, e avrebbe zittito anche il leghista (e simpatizzante lefebvriano) Bricolo».

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  Tutti i miei post su Povia (e su Luca), partendo da qui.
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