NATALE OGNI DI'

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mercoledì, 30 settembre 2009

LA BRUNETTA KE STIMO

  Dopo essersela presa un po’ con tutti (con argomenti qualunquistici e toni isterici), il ministro Renato Brunetta è stato costretto a darsi una calmata. E, tanto per cominciare, ha ritirato (alla chetichella), alcune delle più astruse misure contro i presunti “fannulloni”.
... Questo presuntuoso (che si atteggia perfino a moralista), dovrebbe finalmente dimostrare quel che vale. Perché fin qui ha dimostrato di aver la lingua lunga, ma si direbbe che per il resto è minidotato in tutto.

  Tanto per cominciare (e invece di difendere lo schifosissimo scudo fiscale),  il Brunetta dovrebbe individuare anche nel suo schieramento (e magari denunciare apertamente), quella classe parassitaria che fin qui ha cercato solo dentro all’opposizione.
...
Invece niente. Il tapino preferisce parlare e starnazzare in libertà. Sempre fingendo di non vedere dove ci sta portando il suo governo. Sempre fingendo di non vedere lo schifo di questa destra,  e di questo Imperatore che nomina senatrici le sue cavalle.

E intanto il Renatino si tiene stretto il suo orticello sito in Berluskolandia.

  Il Brunetta ancora si illude di essere “il più amato dagli italiani”. Pretende di essere rispettato. Anche quando starnazza sui “fannulloni che spesso stanno a sinistra”. Anche quando ciancia sui poliziotti “panzoni e passacarte”.

Pretende di essere preso sul serio, il ministrino. Anche quando dice: “Io povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo e sono la Lorella Cuccarini del governo Berlusconi”
... Lui, il mini-ministro che poi si offende se D’Alema lo definisce “energumeno tascabile”. E che si irrita se Franceschini dichiara: “La sola Brunetta che rispetto è quella dei Ricchi e Poveri”.

  Subito dopo il video, propongo anche in questo blog due articoli (il primo di Francesco Merlo, il secondo di Michele Serra), che ho trovato molto interessanti. Su questo mini-ministro Brunetta, e su tutti quei politicanti che vorrebbero cercare il Nemico nello schieramento avverso.

"Sarà Perchè Ti Amo"  (brano dei Ricchi e Poveri)

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  â–º Dall’articolo: “I ministri dell’astio…”
(di Francesco Merlo, per “Repubblica”)

Ogni giorno c'è un ministro dell'Astio, il sovrauomo Brunetta innanzitutto, che vomita trivialità ora su uno ora su un altro pezzo d'Italia: i cineasti sono parassiti, la borghesia è marcia, i professori sono ignoranti, gli statali sono fannulloni, gli studenti sono stupidi, gli economisti sono sconclusionati…
[…] Parole che esprimono il senso compiuto di questi cortigiani del Principe che hanno un conto aperto con la natura o con la società e approfittano del loro potere per sfogarsi…
[…] Brunetta, Gelmini, Bondi e, qualche volta, anche Sacconi e Tremonti, trattano l'Italia come una pessima bestia da addomesticare, hanno elevato il disprezzo ad arte di governo, vogliono far espiare al Paese le loro inadeguatezze e le loro frustrazioni.
Bondi per esempio crede che la cultura sia il computo di sillabe in versi sciolti. Brunetta, che non sopporta la bassezza degli indici di produttività, vorrebbe disitalianizzare l'Italia per farne un campo di concentramento laburista: il lavoro detentivo rende liberi, belli, grandi e anche biondi. La Gelmini persegue un sessantotto al contrario che lobotomizzi fantasia e dottrina e mandi al potere i ragionieri con la lesina come scettro.
Di Bossi è inutile dire: vanta una lunga carriera fondata sulla parolaccia, sul dito medio, sulla scatole rotte, sulla carta igienica, sul ce l'ho duro…
[…] È la stizza di chi, per avere i favori del Principe, non ha badato a spese, ha cambiato i propri connotati, ha ceduto l'anima…

 


â–º Dall’articolo: “Demagogia al governo”
(di Michele Serra, per “Repubblica”)

A partire dal fascismo, l’odio per le élite (vedi il complotto demo-pluto-giudo-massonico), è un classico del populismo autoritario…
[…] Il poco che rimane della borghesia antifascista (certamente un'élite) e della classe dirigente repubblicana e costituzionale (un'altra élite) è l'ultimo argine culturale, etico e storico che si frappone al trionfo incontrastato dei Brunetta, del loro adorato leader e della piccola borghesia reazionaria che li vota in massa. Il loro capo, da solo, ha più potere dei fantasmatici "poteri forti" messi assieme, più denaro, più media, più altoparlanti e più balconi, più giornali, più giornalisti, più servitù e più tutto. Ma, effettivamente, nonostante questo potere fortissimo, Berlusconi non è élite, non è classe dirigente, non è statista (gli statisti uniscono i popoli, non li spaccano a metà come una mela). È potere senza rispetto, ricchezza senza status, popolarità senza prestigio. Brunetta, che è animoso e sincero, avverte nel profondo questa inadeguatezza. Ma piuttosto che investirne, con la dovuta umiltà, se stesso e il suo capo, si aggrappa al popolo e indica nelle "élite di merda" il Nemico da combattere. In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista, se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda.

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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul
'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.

Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.