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mercoledì, 06 agosto 2008

UNA LAPIDE IN VAGINA

LA FIGLIA DI CELENTANO (ANZICHE' DENUNCIARE IL SUO PSICOLOGO), ACCUSA I GENITORI.

... INDOVINATE UN PO’: CHI E' IL SUO ANALISTA?




  L
uciano Regolo ha intervistato (sul settimanale ‘A’) la figlia terzogenita di Adriano Celentano. Trattasi di Rosalinda, che il regista ubriacone Mel Gibson aveva scelto per il ruolo del diavolo (in ‘The Passion’).
Le domande dell’intervistatore, pur poste con intelligenza e garbo, hanno mandato in tilt la sprovveduta ragazza.
... Che ne ha dette di tutti i colori, autorizzando chiunque a pensare che -se pure non è lesbica- rimane pacifico che è fuori di testa. Ma completamente.

  Intanto ha dichiarato di non essere mai stata capace di far sesso. E di avere "come una lapide sulla vagina". Proprio così: non lo avrebbe fatto né con uomini, né con donne. Solamente avrebbe
“tentato di avere approcci” (con una attrice che si proclama ‘concettuale’).
... Poi: attualmente non ha nessuna storia amorosa (a parte il suo barboncino femmina), e dice di non aver avuto affetto dai genitori
(riferisce che tiene ancora “un pò di rabbia” verso il padre).

  La Rosalinda ha un legame forte con le medicine (che sarebbero per lei come una sorta di
“copertina di Linus”), e ha avuto problemi anche col cibo (e talvolta pure con l’alcol).
E’ perennemente malinconica (tiene vicine le foto di Pasolini e di Camille Claudel, che sarebbero i suoi
“amici dipartiti”). E fa sapere che ogni giorno si pone duemila domande.
... Ha avuto un grande amore. Ma era un uomo che poi è morto di cancro (e con cui non faceva sesso).

E ha una sola certezza: di non essere assolutamente lesbica (glielo avrebbe spiegato la sua psicologa, e lei ci crede fermamente: ma allora, di grazia, non era in grado di arrivarci da sola?).

               
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A
questo punto è meglio leggere quel che ha detto la ragazza. Direttamente dall’intervista che gli è stata fatta.
Perché altrimenti non ci si crede che una donna adulta e vaccinata possa arrivare a tanto!


Chi è il medico, l’analista che la segue?

«È Vera Slepoj. Me la presentò 5 anni fa mia sorella Rosita. All’epoca ero convinta di essere lesbica, perché non riuscivo ad avere rapporti sessuali con gli uomini, ma neppure con le donne... Lei mi disse che ero tutt’altro che lesbica, che in realtà ero tra le donne più femminili che lei avesse mai conosciuto. “Tu ti sei rasata i capelli perché vuoi fare capire al mondo di essere omosessuale, ma non lo sei”, insistette. Allora io le risposi: “No, la prego, mi dica che almeno un po’ sono lesbica, altrimenti mi sparo perché finora ho creduto di esserlo”. Vera, quindi, mi spiegò che io ho un problema molto più profondo. Ed è questo che mi ha impedito di vivere il sesso, sia con gli uomini, sia con le donne. Vera, come me, non crede nell’omosessualità ma nell’amore che non ha confini».


Ma lei ha avuto storie d’amore con uomini o con donne?

«Ho amato un uomo e ho amato una donna. Ma non nel senso comune. Io tendo a fare l’amore con esseri eterei, con Pasolini o con la Claudel. Perché mi spaventa il corpo, non l’anima, e questo chiaramente non mi aiuta ad avere approcci né con l’uno né con l’altro sesso. A 23 anni mi sono trovata ad amare un uomo, Pierluigi Galluzzi, che poi se n’è andato via, ucciso da una malattia orrenda. […] Mi sono messa a cercare l’amore altrove, specialmente nei disegni, nell’arte. Avrei voluto nascere senza sesso, avrei voluto un mondo senza sesso […]».

Ma la sua storia con Pierluigi era piena anche sul piano fisico?
«No, certi tasti fisici non li ho mai toccati, però ci amavamo da morire. Non è che se non fai sesso non ami... Il fatto è che io non mi fido dell’esterno. Come potrei, dato che ho avuto due genitori che non mi hanno trasmesso la fiducia? […]».
 
C’è mai stata una persona, uomo o donna, che le ha fatto superare questa barriera fisica?
«No, mai. Perché ancora non mi fido: amo le creature, però ne ho il terrore. Vorrei fare l’amore anche con il corpo, certo. Ma non è facile, visto l’uso che di solito si fa del sesso e visto come sono fatta io stessa. Ci sono un sacco di cose che devo imparare, in questo mi sento una bambina di 6-7 anni e quindi devo essere accompagnata. Non so se da una donna o da un uomo...».

Da un punto di vista fisico chi è la “creatura” che ora ama di più?

«Non prendetemi per pazza, ma se devo essere sincera dico che è il mio cagnolino, "Vita". Con lei è come se avessi avuto una figlia e quindi non posso più concedermi il lusso di farmi del male. Molti mi dicono: sbagli a considerarla come il tuo bambino, ma non è così, io volevo proprio lei, non un figlio. Altrimenti l’avrei fatto, avrei vinto quelle barriere. Ci ho anche pensato, con Paolo. Il pensiero mi è durato per 7 mesi, ma avevo già 'Vita'.
Lei mi tiene con i piedi per terra, mi dà orari, mi protegge, pur essendo piccolissima. E’ come un bimbo che dà e riceve amore, e ti insegna le cose più grandi».


 
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  A
questo punto ci si aspetterebbe di sentire la psicologa Slepoj che smentisce quel che le è stato messo in bocca da Rosalinda.
Ma bisogna ricordare che -a suo tempo- questa  psicologa aveva affermato che il fumetto Sailor Moon
comprometteva seriamente l'identità sessuale dei bambini. L'accusa della Slepoj, piuttosto generica, era basata sulla segnalazione di alcuni genitori ansiosi, i cui bambini maschi, (appassionati di Sailor Moon), giungevano -a loro dire- a identificarsi con la protagonista.
Tutto questo casino per un fumetto ha fatto sorridere molta gente.
Ma qualcuno si è preoccupato veramente, e ha chiesto: io che da bambino ho guardato 'Rin Tin Tin', corro forse qualche rischio?

 

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Questo fastidio sulla Rosalinda Celentano è stato graziosamente raccolto
dal fastidioso Pellizzer,  ( per NATALEtuttoL'ANNO
)

 


postato da: pellizzer2 alle ore 14:44 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, news, gossip, satira, attualità, rosalinda celentano