NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

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domenica, 24 maggio 2009

SILVIO E CENERENTOLA

L’EX FIDANZATO DI NOEMI RIVELA:
“PAPI” SILVIO HA CONTATTATO LA MINORENNE SENZA CONOSCERNE I GENITORI


  MORALE : IN QUESTA STORIA BABBO “ELIO” NON C’ENTREREBBE UN CACCHIO, E IL BERLUSKA AVREBBE MENTITO SPUDORATAMENTE ANCHE SU QUESTO




  Il quotidiano La Repubblica ha intervistato il 22enne Gino Flaminio (che per sedici mesi è stato il moroso di Cenerentola-Noemi).

  Il ragazzo ha raccontato quello che ha visto, quello che gli è stato riferito dalla sua ex ragazza, quello che infine lo ha schifato.

  Se quel che dice Gino fosse vero (come sembra), ne consegue che Sua Bandana ha raccontato un mucchio di frottole.
... Anche stavolta, come sempre, peraltro!

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Dall’articolo “Così papi Berlusconi entrò nella vita di Noemi”
(la clamorosa intervista di Giuseppe D’Avanzo e Conchita Sannino, per Repubblica)

 

(…) Gino Flaminio è in grado di dire quando e come Silvio Berlusconi è entrato nella vita di Noemi. Come quel "miracolo" (così Gino definisce l'inatteso irrompere del premier) ha cambiato - di Noemi - la vita, i desideri, le ambizioni e più tangibilmente anche il corpo, il volto, le labbra, gli zigomi; in una parola, dice Gino, "i valori".
Il ragazzo può raccontare come quell'ospite inaspettato dal nome così importante che faceva paura anche soltanto a pronunciarlo nel piccolo mondo di gente che duramente si fatica la giornata e un piatto caldo, ha deviato anche la sua di vita.
Quieto, come chi si è ormai pacificato con quanto è avvenuto, Gino ricorda: «Mi è stato quasi subito chiaro che tra me e la mia 'memi' non poteva andare avanti. Era come pretendere che Britney Spears stesse con il macellaio giù all'angolo...».

È utile ricordare, a questo punto, che il primo degli enigmi del "caso politico" è proprio questo: come Berlusconi ha conosciuto Noemi, la sua famiglia, il padre Benedetto "Elio" Letizia, la madre Anna Palumbo?
A Berlusconi è capitato di essere inequivocabile con la Stampa (4 maggio): "Io sono amico del padre, punto e basta. Lo giuro!". Con France2 (6 maggio), il capo del governo è stato ancora più definitivo. Ricordando l'antica amicizia di natura politica con il padre Elio, Berlusconi chiarisce: "Ho avuto l'occasione di conoscere [Noemi] tramite i suoi genitori. Questo è tutto".
Gino ascolta questa noiosa tiritera con un sorriso storto sulle labbra… e finalmente si decide a raccontare: «I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio, parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente.
(...) Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un "book" di moda. Lo aveva consegnato a un'agenzia romana (…) Noemi mi dice che, in quell'agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi "book", mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i casting delle meteorine. Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice Noemi - che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non me lo ricordo - da Berlusconi.
Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi...
(…) Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è, "pura". Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi, ma le credo...
(…) Berlusconi, all'inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: "Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?", lui prima le ha risposto: "Se te lo dico, non ci credi". E poi: "Ma non si sente chi sono?".
Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci?
Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei al telefono lo chiamava papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi rispondeva, diceva papi e io capivo che si trattava del presidente.
Quando ho assistito ad alcune telefonate tra Berlusconi e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una sera, Emilio Fede e Berlusconi - insieme - hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Ora non saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so. Pensai che Fede dovesse preparare dei "provini" per le meteorine, quelle robe lì ...
(…) Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa tarantella, da cui voglio star lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno. Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba qui. Io però ho cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva.
Non mi piaceva più tutto l'andazzo. Non vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù all'angolo che si era fidanzato con Britney Spears.
Come potevo pensare di farcela? Gliel'ho detto a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia una grande pulizia o rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza sana, ancora infantile che non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al collo, "il suo teddy". Una ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori, almeno fino a un certo punto della nostra storia»
.
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  A questo post va collegato
quello sul “terremoto in casa Berluska”, quello delle “ultime parole famose” sull’argomento, quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sul Berluska presunto "gran comunicatore".
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.PURE QUA, e su F.& FASTIDI.
domenica, 09 novembre 2008

AVANTI KE C'E' POSTO

Berluska è come San Gennaro (tanti effetti speciali, ma miracoli zero!)... Pannella predica su Gesù (e i camerati lo insultano!)... Kossiga auspica il sacrificio di un bambino (a fin di bene, s'intende: per zittire gli studenti!).


Poi: Storace tifa per Obama (e Gasparri ne aproffitta per spararne una delle sue)... Flavio Tosi parcheggia in divieto di sosta (ma non paga la multa)... Sua Santitudine incarta Pio XII (in una confezione regalo: grazie Dio!).




  I
miracoli di Berluska (come quelli di San Gennaro), sono solo giochi di prestigio.
Infatti, spiega il quotidiano Libero che la monnezza napoletana è stata fatta sparire spostandola a Milano. L'intera operazione aveva un nome (si chiamava "Soccorso Napoli"). E il giornale di Feltri ha voluto dare i numeri: tot viaggi, tot ore di lavoro, ecc.
Evidentemente tutto questo è potuto accadere perchè nessuno (neanche la Lega) ha avuto qualcosa da ridire.
... Sarà questo, dunque, il famoso federalismo che viene predicato in Padania?

  Pannella è intervenuto al congresso de La Destra, e ha spiegato ai camerati la sua teoria sul concepimento di Gesù.
Finito il catechismo, il  pubblico ha voluto chiudere con una preghiera: "Vattene frocione!".
... Kossiga, nel frattempo, ha auspicato che la contestazione degli studenti abbia a provocare una vittima ("meglio se bambino", ha precisato il Presidente emerito).
L'intento di Kossiga è nobile: di fronte al cadaverino (ma il senatore si è augurato che le ferite non siano mortali), le forze dell'ordine avrebbero una qualche giustificazione per intervenire con mano pesante!

  Storace ha voluto stupire tutti. E ha ribadito il suo tifo per Obama. Per la serie che qualcosa si muove. Anche a destra.
Gasparri, invece, ha fatto la solita figuraccia. Non aveva appena detto che l'elezione di Barack avrebbe fatto la gioia di Al Qaeda? Quelli subito lo hanno smentito!
... Incredibile ma vero: i terroristi hanno già minacciato Barack Obama. E l'Iran ha già deciso che lui si sta incamminato "su una strada sbagliata".

  I
l sindaco-sceriffo Flavio Tosi è stato pizzicato a Milano, dove aveva parcheggiato l'auto in sosta vietata.
Per lui -chissà perché?- niente "tolleranza zero". Pare, infatti, che all'ultimo minuto sia stato mandato via senza multa. Proprio come nel film di quel romanaccio di Alberto Sordi.

  Dice Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che Pio XII è stato un eccezionale "dono di Dio". Dice Tremonti che Obama è il "nuovo Adriano". Dice Antonio Polito che anche lui, una volta, si è liberato di una vecchia poltrona buttandola in strada. Dice Silvio (Sua Impunità), che potremmo vivere fino a 120 anni. Dice Bossi che la frase di Sivio (sull'abbronzatura di Obama), è servita "ad avvicinare Russia e Stati Uniti".
Alèèè !!!


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martedì, 09 settembre 2008

I ragazzi di Salo'

  Il sindaco Alemanno aveva appena spiegato che il fascismo “non è il male assoluto”.
Ed ecco che subito il ministro La Russa vuole allargarsi un pò, chiedendo il rispetto di quei ‘patrioti’ che hanno combattuto per la Repubblica di Salò
.

  Piero Vivarelli era appunto uno di questi ragazzi. Ma il suo bizzarro e rancoroso percorso impedisce di credere alla presunta buona fede di questo ‘ardito’.
Da fascista che era, dopo la guerra si è riciclato nel Pci, quindi nel partito komunista cubano. Inoltre: ha scritto alcuni film da dimenticare, ha lavorato per
Adriano Celentano, e infine è comparso completamente nudo sulla rivista Rolling Stone.
Ma non ha mai trovato pace. E ancora quest’anno ha ispirato
un penoso articolo di Famiglia Cristiana.  In cui si lanciavano pesanti accuse sui partigiani, e su Sandro Pertini in particolare.
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Qui sotto, una breve biografia del camerata-compagno Vivarelli, (ma lui preferisce definirsi
“fascista rosso”).

Da Yahoo cinema:
Nato nel 1927, Piero Vivarelli ha appena diciassette anni quando entra nella ‘X Mas’ di Junio Valerio Borghese. Arrestato nel '46, esce dopo un anno e, nel '49 si iscrive al Pci in cui milita fino al crollo del Muro di Berlino e alla nascita del Pds. Entra quindi in Rifondazione comunista ma rapidamente arriva alla rottura e alla provocatoria idea di iscriversi al partito comunista cubano perchè vuole essere
“iscritto a un partito che si dichiari comunista”. Sceneggiatore, autore di canzoni, regista, critico musicale, per cinque anni presiede la Commissione selezionatrice delle canzoni di Sanremo. Vivarelli ha sempre lavorato a metà fra il cinema e la musica inventando addirittura un genere: quello dei cosiddetti ‘musicarelli’. Fra l'altro è autore delle parole di due fra i più famosi brani di Adriano Celentano: ‘Il tuo bacio è come un rock’ e ‘24.000 baci’. Per il cinema ha diretto, tra l'altro, ‘Il dio serpente’ (1970) che provoca un piccolo scandalo per le danze sfrenate di Nadia Cassini. In seguito si allontana dal cinema al quale ritorna, dopo 20 anni di assenza, per dirigere (nel 1998) ‘La rumbera’, un film su una sciantosa cubana.
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lunedì, 01 settembre 2008

KE GOVERNO BALLERINO

Nani e ballerine sono diventati indispensabili per formare un vero governo.

Ma costano, p
er questo sono sempre più apprezzati i politici 'polifunzionali' (quelli che magari sono un pò nani, ma all'occorrenza sanno fare anche le ballerine: prendi due e paghi uno!).







  L’
altezza fisica non significa niente, ciò che conta è la statura morale.
Duole dirlo: Berluska (e il suo governo), non hanno né l’una né l’altra.
Infatti, sono ancora fermi alla politica-spettacolo, ai proclami salvifici, alle misure di pura facciata.
Per cui l’Alitalia ci porterà una nuova tassa, e le scuole fatiscenti resteranno ancora tali (nonostante gli annunciati grembiuli, e domani magari l’alzabandiera!).

  Se il premier è una fenomenale show-girl (fulgido esempio di nano-ballerino, un vero campione nel suo genere), non possiamo dimenticarci del ministro Renato ‘Lorello’ Brunetta.
Che
ci sta prendendo tutti per il culo. E che è convinto di essere “il più amato dagli italiani”.

  Vediamo un pò cos’hanno scritto (sul ministro "Lorello"), alcuni nostri concittadini.
Vediamo cos'hanno scritto i giornali sulla ministra dell’Istruzione.
E vediamo cos'hanno scritto sull'Alitalia, nostra nano-compagnia di bandiera (anzi, come direbbe Veltroni: compagnia di bandierina!).
Tutto qui sotto, con fastidio. Come si conviene.

             
         
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Edmondo Berselli (per “L’Espresso”), parla e sparla del ministro Brunetta:
[…] Finito il socialismo, almeno nella provincia italiana, sono rimasti i socialisti.
Anzi, come dice uno dei divi del Pdl, il ministro Renato Brunetta
: “Io sono un socialista in Forza Italia… Io, povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo e sono la Lorella Cuccarini del governo Berlusconi, il più amato dagli italiani”

Il format di Brunetta è infallibile, e suscita un grande successo popolare, perché chiama al tifo i 60 milioni di gentiluomini che scelgono di stare ovviamente dalla parte del bene e della modernità, contro il milione di fautori del male e dell'arcaismo. E allora, come definire l'azione del ministro? Su una base manichea, si innesta un'iniziativa populista; si agitano fantasmi, nemici immaginari, indicando un generico capro espiatorio. Ma questa è demagogia in quintessenza…
L'azione di Brunetta è intimidatoria
… Riformare la pubblica amministrazione è un compito essenziale, ma per uscire dal cerchio dei rimedi medievali (la gogna per i peccatori, i vagabondi, i nullafacenti), occorre una diagnosi adeguata, che valuti le differenti realtà territoriali […], nonché, alla fine, i danni provocati dalle intromissioni della politica (perché quanto a clientelismo, lottizzazioni e assunzioni di favore, nemmeno i socialisti amici di Brunetta scherzavano!)…
Altrimenti siamo sempre alle 'gride' manzoniane, che produrranno nuovi Azzeccagarbugli, e frustrazioni supplementari nei cittadini.
Resteremo al cinque in condotta (non bastava il sette), ai grembiuli a scuola, alle critiche più o meno rimangiate ai professori ‘meridionali’, all’idea che con un colpo di inventiva si risolve un problema storico…



Giovanni De Nino (su“L’Unità”, nella rubrica lettere), ha parlato dell'Alitalia:
Annunciato in pompa magna con una conferenza stampa, il Cavaliere ha tenuto a precisare che, grazie alla sua astuzia, è riuscito ad evitare il maldestro tentativo del governo Prodi di svendere Alitalia ad Air France.
C’è un piccolo particolare, che volutamente omette l’uomo di Arcore: con questa operazione l’Air France, che rientrerà in gioco su un bel tappeto di velluto, risparmierà 2,4 miliardi di euro che oggi saranno a carico dello Stato (o, meglio, del solito Pantalone).
Il trucchetto, e qui mi soccorre il creativo Tremonti-Robin Hood è, ancora una volta, quello di ricorrere a termini inglesi come ‘bad company’ […], una società nella quale sono state concentrate le attività fallimentari, i debiti, le azioni ed i lavoratori in esubero. […] La spazzatura è sotto il tappeto…di questo passo, come diceva Flaiano: “Se tutto va bene, siamo rovinati”.



Giovanna Zucconi (per “La Stampa”) ridicolizza la ministra Gelmini:
[…] Viene il dubbio che i ripetuti proclami di un ritorno al passato dei grembiuli e della Signora Maestra, siano altrettanti bocconcini dati in pasto a una società disorientata, spaventata, e quindi incline alla retromarcia: alla restaurazione. Il dubbio è che il ritorno al passato sia una chimera consolatoria, o al meglio un wishful thinking (non traduciamo perché, dopo i conclamati successi della morattiana scuola delle tre ‘I’, tutti certamente capiscono l’inglese…
Vorremmo, nella scuola e non soltanto nella scuola, un ritorno al futuro: non un passato che non c’è più né potrebbe più riproporsi. Vorremmo edifici scolastici a norma, mentre a centinaia sono addirittura illegali…
Facciamo pure la manicure al corpaccione malato della scuola pubblica, ma non soltanto quella, please.



Mauro Sacchetto (sul “Gazzettino di Venezia”, nella rubrica lettere), ancora una volta se la prende con il ministro "Lorello":

[…] Se sono esatti i dati reperibili in rete, lo stesso Brunetta è stato uno dei parlamentari europei più assenteisti, presente solo al 48,21 delle sedute. […] Ma la lotta del ministro contro l’assenteismo non è solo demagogia, perché nasconde un intento assai più grave. Brunetta dimentica che le riforme non si fanno a costo zero… O meglio, queste cose Brunetta le sa benissimo. Ma il progetto è in realtà un altro...
La campagna di Brunetta è volta a fornire un’immagine unilateralmente e artatamente negativa della Pubblica Amministrazione, per nascondere i tagli, o meglio per legittimarli agli occhi dell’opinione pubblica, che questo governo sta praticando.
Tagli nelle scuole, nelle università, nella ricerca, nella sanità. Tagli che renderanno più fragile lo stato sociale, che abbasseranno ulteriormente il livello dell’Istruzione, che peggioreranno l’assistenza medica, che accresceranno la sperequazione fra ricchi e poveri. E poi silenzi e ritardi nel rinnovo dei contratti.
Col suo fare, Brunetta… svia l’attenzione sulla politica del governo. Tutta colpa dei lazzaroni…


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martedì, 26 agosto 2008

MA IL TIBET DOV'E' ?

Cosa pensa, il mondo, dei nostri campioni che tifano Tibet?

Inoltre: Cosa pensano i giornali di quel che ha detto Clemente Russo?
Cosa pensa la Chiesa Cattolica, di un uomo che tira pugni per professione? Che potrà farci il Dalai Lama dei guantoni che gli ha regalato?



  Al pugile Clemente Russo piacciono tante cose: il Dalai Lama, la boxe, Alleanza Nazionale (il partito che ci ha mandati in Iraq senza permesso di soggiorno), la ministra Meloni (che le  avrebbe -dice lui- portato fortuna).
... Sarebbe interessante chiedergli cosa sa del pacifismo buddista, oppure di quel che è successo a Genova (durante il G8), o anche della Roma 'alemanna' (dove continuano gli stupri, sicuramente per colpa dei turisti imprudenti!).
Chissà, infine, cosa pensa questo ragazzo degli sbarchi (che continuano, come e più di prima). E chissà cosa pensa dei rom (che sono ritornati sulle sponde del Tevere, tra i topi e le carcasse).

  … I
ntanto, l'altro pugile-poliziotto (Roberto Cammarelle, che ha riconosciuto la sua ignoranza sul tema Cina), ha spiegato di non voler regalare i suoi guantoni al Dalai Lama. Anche perché -ha spiegato- quello non potrebbe comunque metterseli addosso.
E ha aggiunto:
"Anch'io sono vicino al popolo tibetano: i problemi esistevano prima ed esisteranno dopo. Perché gli atleti possono fare poco, abbiamo fatto solo un po' di luce".



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Ecco come i giornali hanno parlato di tutto questo. Ecco cosa hanno scritto quelli de L'Avvenire. Ecco cosa ha detto Josefa Idem. Ecco cosa ha detto Clemente Russo stesso.


Matteo Patrono
(per "
Il Manifesto"):
Un pugile di dichiarate simpatie fasciste come Clemente Russo, ha dedicato la sua medaglia d’argento a quanto avviene in Cina per colpa del regime. Ha detto che invierà i suoi  guantoni al Dalai Lama.

Riccardo Signori ("Il Giornale"):
Clemente russo è riuscito a perdere un oro che l’Italia credeva a portata dei suoi pugni e , in cambio, ha cercato di riconquistarsi la simpatia della ministra Meloni. Sarebbe stato meglio il contrario.
Ma ieri il chiacchierone di Marcianise è sceso da tutti i ring. Alla ministra, che aveva chiesto di boicottare la cerimonia d’apertura, ha promesso baci e abbracci.


Alberto Caprotti, per "L’Avvenire" (sempre a proposito del pugile Clemente Russo).
Orgoglio e riscatto, se l’era meritata quella avventura. Lo guardi adesso, sconfitto e madagliato. E non hai il coraggio di farlo. Chi siamo noi per dirgli che la boxe è follia pura?
… Per il suo argento Russo ha comunque tre dediche da fare ("
A me stesso, alla gente della Cina che soffre perché qui ce n’è tanta, e ai ragazzi di Marcianise: seguano il mio esempio e non buttino via la vita per strada").
Il poliziotto non è diventato re, ma ha parlato come un principe.


Josefa Idem (su "
L’Unità"):
Sacrificio lo sport? Sacrificio è non avere il pane ogni giorno, non avere un tetto sopra il capo…
Se l’aria cinese è ridotta così male la colpa è anche nostra: compriamo i prodotti cinesi, i nostri imprenditori vengono qua ad aprire stabilimenti perché il costo del lavoro è bassissimo… non scordiamoci tutte le ingiustizie del mondo che non hanno visibilità.

Clemente Russo, il poliziotto con simpatie per la destra (che ha dedicato l’argento alla causa del Dalai Lama) dichiara alla stampa:
"Vorrei che i ragazzi si togliessero dalla strada e dai bar, e andassero in palestra a fare la boxe".

Andrea Malaguti (per "La Stampa") commenta l'invito di Clemente Russo ai ragazzi suoi compaesani:
[...] Ma per quei ragazzi sarebbe stati meglio trovare parole più semplici. Ad esempio: “Ho perso. Ho perso perché succede. Niente di più di questo!

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sabato, 23 agosto 2008

DOVE ERAVAMO RIMASTI

L'italia del dopo-ferie: il ministro Brunetta che si crede una bella gnocca, le 'chiacchiere velenose'  sullo steward morto a Madrid, le proposte per la moda autunno-inverno della Santanchè. 

E ancora: quel bel bambino del Berluska, quei peracottari di Comunione & Liberazione, il caviale di Fidel Kastro, il fantastico cappello del Dalai Lama, il bel pugilato di una volta,i gemellini di Ricki Martin. 



  S
apevamo del Berluska piduista, del Berluska imprenditore, del Berluska presentatore.
Poi: pure di quello operaio, quello gesuita, con la bandana, col trucco e parrucco. E magari anche del Berluska massaio e velino.
Ma non avremmo mai pensato al Silvio come ad un neonato. Se non altro perchè il Presidente è "anzianotto" (come disse la Lory Del Santo).
... Invece, Marcello Dell'Utri ha voluto paragonare il suo vecchio amico ad un bebè.
E quando lo hanno turbato
(osando affrontare la faccenda del dopo-Silvio), ha subito dichiarato che il problema non esiste: "Non c'è questione... è un discorso che sarà 'de iure condendo'... è come parlare della carriera universitaria di un neonato".

  In effetti, i fan di Silvio hanno sempre pensato che il loro 'comandante in capo' fosse immortale. Il professor Umberto Scapagnini (uno dei medici personali di Berluska, ed ex sindaco di Catania), lo aveva detto esplicitamente.
Nonostante tutte le evidenze (si consideri che il Presidente è soggetto agli svenimenti, che lui dice essere dovuti al troppo stress!), Scapagnini aveva contribuito a diffondere la leggenda sul Cavaliere-dio:
"Geneticamente è eccezionale. Un profilo neuroendocrino eccellente. Un cervello veramente straordinario. E' un tipo previsivo, dall'intelligenza fuori dalla norma, che gli consente di prevedere come andranno le cose. Ha una costanza, una capacità di concentrazione e di lavoro incredibili. Non molla mai. E sa controllare lo stress. Sa dormire. Gli bastano 3, 4 ore a notte, più mezz'ora strategica al pomeriggio, che gli consente di recuperare il 40% delle energie. E' sbalorditiva la sua capacità di dormire ovunque e in qualunque momento, in auto, in aereo".
... Duole dover ricordare  che il professor Scapagnini ha lasciato Catania in una situazione catastrofica: senza corrente, e con i cani randagi che si aggirano per le strade. Praticamente nella cacca.
Magari la cacca è immortale (nel senso che ce ne sarà sempre e comunque), ma si preferirebbe non nuotarci dentro.

  Il cardinal Bagnasco benedice, con l'inaugurazione, il meeting di Cl.
Trattasi del solito
 festival vacanziero, che quest'anno ha un titolo che andrebbe bene per i concorrenti dell'isola dei famosi: "O protagonisti o nessuno".
E' evidente a tutti che i porporati di Santa Romana Chiesa (idem per i ciellini), vivono tutti chiusi e beati nel loro immaginario mondo. Fatto di palazzi dorati.
Ma il cardinal Bagnasco ha voluto raccontare lo stesso questa barzelletta: "Se c'è qualcuno che conosce i problemi della gente non perchè li legge sui sondaggi, ma perchè li vive in prima persona, questo qualcuno è proprio la Chiesa. I preti, i pastori, i laici".

  Non ci sono più i picchiatori di una volta. Questo, in sostanza, ciò che ha detto Nino Benvenuti sulla differenza tra la boxe di oggi e quella di un tempo: "Il nostro era pugilato noble art, questo è solo pugilato".
... Già, si dicono sempre queste cose quando non si vuol accettare l'idea che siamo invecchiati e quando ci si accorge che ci hanno superato! Sarebbe bello, peraltro, sapere da Nino (che tifava per il Msi), se trova accettabile che la sua destra faccia da chierichetto a  Silvio.
A suo tempo, in seguito allo spegnimento della 'fiamma' missina, il camerata aveva dichiarato: "Mi sono commosso, ci siamo commossi tutti, ma poi ha vinto il buonsenso, dobbiamo andare avanti, anche se tutti veniamo da lì , dalla fiamma... ho scelto il pugilato come uno sceglie di farsi prete. E fuori dal ring non ho mai dato uno schiaffo a nessuno, sono un pacifista assoluto, sempre stato cosi' ..."

Poi, di Berlusconi (che ha sempre schiffeggiato l'Italia a suo vantaggio), aveva subito aggiunto:  "E' l' uomo che serve in questo momento, dobbiamo ringraziarlo"
.

  A Fidel Castro piaceva mucho il caviale, soprattutto con i fagiuoli. Perchè non era un comunista, bensì un 'humanista'.
Lo racconta Igor Mann su La Stampa:
"Fidel irrompeva nelle cucine dell'ex Hilton. Aveva scoperto il caviale, lo mangiava anche coi fagiuoli, immergendo le mani nelle pentole, asciugandosele poi sulla divisa verde ulivo. Una sera, saltabeccando da una marmitta all'altra, gli chiesi: ma voi 'barbudos', siete comunisti o no? Risposta: non siamo comunisti, ma neanche anticomunisti, siamo humanisti.
... E che vuol dire humanisti? Lui: compagno, fai tu!"
.

  La Daniela Santanchè ha divorziato (ancora? Ma è un vizio!), da Briatore. E adesso si candida alla guida de La Destra.
Frattanto, ha voluto dettare quelle che sono le nuove linee guida della moda autunno-inverno: basta con l'esibizione del lusso (che fa tanto cafone), e vai con il look del finto-proletario.
Enzo Costa, su L'Unità, ha spiegato le novità della Danielona
 a modo suo: "E' solo che adesso ostentare il lusso non è trendy. Si porta l'austerità. Presto sul nuovo magazine 'Umility Fair' (da lei  fondato e diretto) una confessione shock della Santanchè: mangio solo aragoste surgelate Findus".
... Anche il Cavaliere (da sempre attento alla moda: è amico di Dolce e Gabbana, di Santo Versace...), sta pensando di adeguarsi all'ultimo grido della liftata Dany: meno feste, poche cravatte, una comparsata ai grandi magazzini, e poi al bar per un semplice chinotto.
Che fico!


  Il Corriere della Sera non aveva aspettato che passassero i giorni del lutto. E aveva subito parlato delle "chiacchiere" e dei "pettegolezzi più velenosi" ai danni di Domenico Riso (lo steward morto nel disastro aereo di Madrid, assieme al compagno e al 'figlioletto' Ethan di tre anni).
Ugualmente ci sono state queste polemiche  sulla presunta 'cortina fumogena' con cui i giornali avrebbero nascosto la cosa.
Francesco Merlo ha detto la sua su Repubblica: "Siamo tutti omosessuali... ma noi siamo tutti anche  eterosessuali... abbiamo insomma il fondato sospetto che l'onorevole Grillini sia -proprio lui- l'ossessionato dall'omofobia... al punto da andare fiero della sessualità di una vittima di un disastro aereo, e di celebrarlo come un eroe della diversità... in più c'è anche l'orrore di aver scambiato un camposanto in un campo di battaglia".

  A proposito di 'famiglie di fatto': Ricki Martin è diventato papà di due gemellini. 
Si potrebbe pensare che glieli ha portati la cicogna, perchè non risulta che abbia mai avuto una compagna (e neppure un compagno).
Niente di tutto questo: per realizzare il suo sogno il giovanotto avrebbe 'affittato' l'utero di una donna, a cui è stato impiantato il semino del cantante.

  L
a Carla Bruni (in Sarkò), ha incontrato Sua Santità il Dalai Lama.
Grandi sorrisi (con i buddisti si usa così), e mani belle giunte. Praticamente lei era più coperta e posata del santone (che invece esibiva uno strambo cappello: da farselo prestare per andare in maschera).

  Il ministro Renato Brunetta non smette di dare preoccupazioni. 
Adesso si crede una bella gnocca: è convinto di essere "la Cuccarini del governo Berlusconi".
Qualcuno gli metta davanti uno specchio.
Possibilmente tenendolo alla sua altezza.

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Questo fastidio è stato raccolto dal fastidioso Pellizzer (per NATALEtuttoL'ANNO).
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mercoledì, 20 agosto 2008

SCORREGGINA VIA MAIL


  Oggi (mercoledì 20-8- 2008), il quotidiano "La Stampa" ha pubblicato la mia ennesima lettera di protesta.
Con l'accusa -e la scorreggina finale- contro quei furbetti di "Famiglia Cristiana" (che sgomitano per vendere più copie, ma del Papa 'con l'ermellino' non parlano mai!).

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Questo il testo della mia petulante mail:
Gentile Direttore, gentile redazione, non comprendo tutto questo entusiasmo della sinistra verso ‘Famiglia Cristiana’. Ancora nel numero 22 di quest’anno hanno accusato il partigiano Sandro Pertini di aver sparso quello che loro hanno chiamato ‘sangue innocente’. Questo perché l’amato Presidente avrebbe fatto fucilare l’attore Osvaldo Valenti assieme alla sua compagna. Allo scopo di eliminare chi sapeva dei presunti traffici che ci sarebbero stati tra i partigiani socialisti e i fascisti di Borghese.
Nel sostenere tutto ciò, il settimanale dei Paolini ha preso per buono quanto va dicendo il famoso Piero Vivarelli (ex fascista, poi iscritto al partito comunista cubano, infine apparso completamente nudo sulla rivista ‘Rolling Stones’).
Se ‘Famiglia Cristiana’ non ha a cuore il buon nome di un ateo come Pertini, sia almeno più cauta nel dare credito ad un anziano rancoroso. Se non altro perché costui ha esibito i suoi attributi al vento. Distinti saluti.

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   NOTA POSTUMA:   Successivamente, la lettera qui sopra è stata pubblicata anche dal quotidiano 'Libero', e dal quotidiano del nord-est 'Il Gazzettino di Venezia'.

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  Questo fastidio è stato raccolto dal fastidioso Pellizzer
(per NATALEtuttoL'ANNO)
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Altri miei fatidiosi post: sui
furbetti di 'Famiglia Cristiana' , e sul Papa 'con l'ermellino'.

DIFETTI DI FAMIGLIA

Quei furbetti di 'Famiglia Cristiana', che prima di schiaffeggiare il 'Presidente spazzino' hanno sputato su Sandro Pertini!.



 
Durante l’ultima campagna elettorale ‘Famiglia Cristiana’ ha schiaffeggiato la destra, la sinistra, e pure il centro. Il giornale si è sforzato di apparire indipendente, picchiando un pò qua e un pò la, secondo una strategia sostanzialmente cerchiobottista.
E così ha guadagnato in visibilità, prestigio, e attenzioni fino ad allora impensabili (per un settimanale sostanzialmente nazional-popolare).


 
Tanto per dire: tempo fa il giornale ha ispirato la fuga (dal 'Partito Democratico'), degli esponenti cattolici. Per il solo gusto di punire Veltroni, che ha voluto imbarcare i radicali.
Più recentemente, invece, ci sono state le dure parole contro Berluska (“Il Cavaliere ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento”).
Poi c’è stata l'ancor più recente polemica con Maroni (per le impronte ai bimbi rom). A cui è seguita l'ultima trovata pubblicitaria: il numero che parla del
"Presidente spazzino che gioca ai soldatini", della classe politica che ci ha ridotti ad un "Paese da marciapiede", del ventilato sospetto che stia rinascendo il fascismo e che si stiano avvantaggiando le aziende (mentre il Paese 'arretra'), più l'accusa a Gasparri di essere "furbetto".

  Resta il fatto che anche sui temi più immediati (ad esempio sul caso Luana Englaro, o sulla questione della fecondazione assistita), la redazione è sempre e completamente in linea con i diktat del Vaticano. Senza alcun apprezzabile distinguo.
E, soprattutto, resta il fatto che ogni tanto il settimanale prende qualche cantonata.
              
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Ho protestato per un loro articolo, in cui hanno preso per buone le insinuazioni e i racconti di un ex fascista amico di Adriano Celentano. 
Basandosi sulla sua testimonianza, hanno in sostanza accusato Sandro Pertini di aver fatto uccidere un uomo sostanzialmente -dicono loro- buono: il fascista Osvaldo Valenti.
Addirittura hanno chiuso l’articolo dicendo che l’amato Presidente aveva in questo modo sparso
‘sangue innocente’.

Q
ui sotto ho trascritto il testo della mia lettera di protesta, pubblicata sul sito di Roberto D’Agostino (Dagospia):


Cara Dagospia, recentemente, nel numero 22 di ‘
Famiglia Cristiana’si è parlato del film ‘Sanguepazzo’ (con Luca Zingaretti e Monica Bellucci). Film che racconta la storia di Osvaldo Valenti (famoso attore fascista, che poi si arruolò nella ‘
X Mas’ del principe Borghese).
Dunque, il settimanale cattolico ha spiegato che le cose sono andate diversamente da come il regista ha lasciato intendere. E
Famiglia Cristiana’ ha sostanzialmente prese per buone le rivelazioni di un altro ‘fascista per caso’ (tale Piero Vivarelli, anche lui arruolato giovanissimo nella ‘X Mas’, e in seguito diventato komunista duro e puro).
Orbene: questo Vivarelli ha insinuato che è stato addirittura Sandro Pertini a far fucilare il Valenti e la sua amante. Per paura che questi due poveretti potessero rivelare certi intrighi (che ci sarebbero stati tra i partigiani socialisti e i fascisti di Borghese).


… Bisogna precisare che Piero Vivarelli è un personaggio davvero strano. Da fascista che era poi si è perfino iscritto al partito komunista cubano. E ha sempre difeso il castrismo, anche nei momenti più bui del regime.
Vivarelli ha lavorato con Celentano, (ha scritto lui il brano
‘24mila baci’, e 'Il tuo bacio è come un rock'), ed è stato il regista di alcuni film da dimenticare ('Il Dio Serpente', e altri). Qualche anno fa è apparso completamente nudo sulla rivista Rolling Stones.
Il settimanale
‘Famiglia Cristiana’ dovrebbe essere forse  più cauto nel dare credito a questo anziano rancoroso. Se non altro per le sue foto con il pisello al vento.

venerdì, 15 agosto 2008

CHICCHE FERRAGOSTANE

ECCO COME FARE LA PIPI’ SENZA SCHIZZARE FUORI ,
ECCO IL CRIMINALE PIANO CONTRO PRODI ,
ECCO COSA DICE MICHELE SERRA SUL MUTANDONE DEI BEI TEMPI ANTICHI.

(... Qui sotto, tre simpatiche chicche che -a Ferragosto- il quotidiano 'La Stampa' ci ha regalato).

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Fabio Martini ha voluto raccontare la ‘vera’ storia della caduta di Romano Prodi (battuto sul campo il 24 gennaio del 2008).

La ‘vera storia’ della caduta del governo Prodi è davvero una saga all’italiana, nella quale si intrecciano ‘generi’ diversi: familismo e trasformismo, sentimenti e tradimenti, melodramma e operetta. 
[…] Il 16 gennaio Clemente Mastella non aveva potuto non dimettersi da ministro di Grazia e Giustizia dopo l’improvviso arresto della moglie Sandra: “Tra il potere e la famiglia -aveva scandito in Parlamento-
scelgo la famiglia!”...
E’ il 20 gennaio, nella sua casa appollaiata tra le Forche Caudine, il capofamiglia dei Mastella si sveglia all’alba, incertissimo sul da farsi: restare fedele a Prodi o buttarsi con Berlusconi? Angosciato dal dilemma, alle 9 Clemente Mastella sfida il destino e si mette in viaggio verso Roma, diretto a piazza San Pietro per ascoltare l’Angelus del Papa...
Mastella si sente rinfrancato ma a sera, quando apre la porta della sua casa di Ceppaloni, scopre che non c’è più tempo per cincischiare. Trova il figlio Elio provato. Molto provato... Papà Clemente decide che bisogna fare in fretta, chiudere con il ‘giustizialismo’... Alle 21,30 il primo, vero contatto con casa Berlusconi, alle 22 la telefonata di Mastella a Mauro Fabris, il suo braccio destro: “Domattina ti aspettano a Milano i vertici di Forza Italia, si può chiudere un accordo con 20 deputati e 10 senatori”. L’indomani mattina -ironia dei destini incrociati- è Prodi a cercare Mastella, ma Clemente non si fa trovare. E’ ansioso, da Milano aspetta la telefonata ‘liberi-tutti’ di Fabris, che infatti arriva all’ora di pranzo: “Tutto a posto, c’è il timbro di Berlusconi!”. Alle sei della sera Mastella può annunciare ai giornalisti: “Lasciamo la maggioranza, l’esperienza del centro-sinistra è finita”. E’ il 21 gennaio, il ribaltone è compiuto: tre giorni più tardi Prodi cade al Senato.
[…] Gli amici sanniti aspetteranno invano. Si nota solo tensione, in quelle ore. Il 9 febbraio, infatti, si rivela il giorno della beffa: dal predellino milanese, il Cavaliere annuncia la lista unica del centro-destra, soluzione che volutamente taglia fuori il duo Casini-Mastella. Per Clemente è il fine-corsa: nei giorni successivi nessuno lo vorrà in lista".
 
                                      
                                            
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  Michele Serra si è accomodato nel salotto di Claudio Sabelli Fioretti, che lo ha intervistato per chiedergli cosa si prova quando si entra in un salotto. Ha raccontato la sua esperienza sul campo, spiegando cosa impedisce a questo Paese di crescere.  Ha parlato di comunismo, di Veltroni, di chi parcheggia in seconda fila. Rimpiangendo il vecchio mutandone di una volta, e insinuando dei dubbi sul valore del suffragio universale.

Esistono salotti di diversa metratura, forma e lusso… Ci sono stato una volta: c’erano centinaia di persone affastellate. Non era un salotto, era una Curva Sud. Mi ricordava un’assemblea del ’68… Il fatto che l’uomo più ricco d’Italia sia anche il capo del Paese è qualcosa di smisurato. Che lo stesso signore abbia sette ville in Sardegna è qualcosa di smodato. Io non sono un pauperista, la ricchezza mi piace. Ma se avessi i soldi per comperarmi la Ferrari non lo farei. L’idea che possano considerarmi burino me lo vieta…
Le borghesie urbane sono sempre più di sinistra. E i ceti popolari sono sempre più di destra… La sinistra radicale perde perché nessuno crede più nella rivoluzione comunista… C’è qualcosa di vagamente perverso nel rivendicare la tradizione comunista. Il comunismo è stato una tragedia storica spaventosa, non ne è spendibile la nostalgia…

Veltroni ha fatto la cosa giusta  in un Paese che non aveva i presupposti politici per farla. La sfiga esiste. La sfiga di avere i vescovi, una zavorra spaventosa. Oggi i vescovi fanno politica in prima persona. Quando penso alla Dc la ricordo come un enorme paio di mutande, non immacolate ma robuste, atte a contenere le vergogne del Paese. Finita la Dc è come se il Paese si fosse tolto le mutande. Le vergogne sono in libera uscita… in questo Paese si pensa sia giusto parcheggiare in seconda fila!…
Resto convintamente democratico: un uomo, un voto. Ma ogni tanto mi viene la tentazione di pensare il contrario. Forse ci vorrebbe la patente
per votare. Un esamino: chi è il Presidente della Repubblica? Quante sono le Camere?...   


                                           
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  Strettamente riservato ai maschietti: cosa dobbiamo fare per non sporcare la tavoletta del water? Ce lo dice Massimo Gramellini!
 

[…] In Germania sono sempre più numerosi i giovani maschi che, pur di non sporcare il bagno, fanno la pipì da seduti… Escludo che trasformare il bagno in un laghetto alpino, o lavarsi le ascelle soltanto nelle notti di luna piena, aumenti le caratteristiche che ogni donna cerca in un uomo… Il ragazzo tedesco che lascia pulito il w.c. manifesta solo rispetto per se stesso e per le persone che vivono con lui.
Se ci riesce rimanendo in piedi, è meglio. Ma se lo stare comodo gli dà migliori garanzie di precisione, va bene lo stesso.


               
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Queste chicche sono state segnalate dal fastidioso Pellizzer (per
NATALEtuttoL’ANNO)

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