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Emilio Marrese (per il quotidiano La Repubblica).
Qualcuno sul serio aveva creduto che Antonio Cassano da guappetto si fosse trasformato in un impiegato modello? L'ultima cassanata l'ha messa per iscritto: un libro che scandalizzerà (e divertirà) il mondo del calcio. "Dico tutto (e se fa caldo gioco all'ombra)" è la promessa del titolo, ampiamente mantenuta dal contenuto. Dice tutto, pure troppo. Allergico alle interviste e all'italiano (bocciato sei volte, ha preso la licenza media serale a 17 anni: "Praticamente me la regalarono"), non è improvvisamente riuscito nell'impresa di scrivere più libri di quanti ne abbia letti, ma grazie a Pierluigi Pardo, valido giornalista di Sky, ha dato forma per la Rizzoli alle sue deposizioni spontanee.
Rivelazioni, aneddoti e insulti per tutti e su tutto: l'adolescenza ("sono un delinquente mancato"), i soldi, le donne, le auto, le liti con gli allenatori, gli ammutinamenti, le risse negli spogliatoi…
La sua dolce vita romana stava anche per costargli la pelle: svela di aver fatto un incidente alle 4 del mattino a 180 all'ora perché guidava telefonando con una mano e mandando sms con l'altra. Chiamò suo cugino, lo imbrattò di sangue e lo mise al volante al posto suo prima di chiamare i soccorsi. La patente, in fondo, confessa di averla comprata a Bari a "buon prezzo".
Il primo dissapore con Totti risale al dicembre 2002 per una questione di soldi (un cachet di "C'è posta per te" diviso iniquamente: 8 a 2) fino all'ultimo anno nella Roma, giocato senza parlarsi, senza abbracciarsi dopo i gol, ma "la rivalità che c'era nella vita non entrava in campo"…
Faranno scalpore le gesta erotiche di cui si vanta: 6-700 donne nel carniere, una ventina dello spettacolo. Non la Hunziker. "Ho lo stesso vizio di Michael Douglas. L'unica differenza è che lui è stato ricoverato, io ancora no". Molte di queste "conquiste" le ha consumate alla vigilia di grandi match nei "blindatissimi" ritiri. "Ne ho trombate molte, anche in ritiro. E' piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell'ultimo cancello, quello che dava sul retro. Le facevo entrare da lì”.
Ogni pagina, una baruffa. Cassano si dice pentito solo di aver dato del "pezzo di merda" anche a Franco Sensi. Racconta di aver picchiato il direttore sportivo Pradé negli spogliatoi, di aver gridato a Capello, davanti a tutto il Real, "sei un uomo di merda, falso come i soldi del Monopoli".
Non c'è allenatore, a parte Fascetti, che si salvi. Claudio Gentile, al tempo ct della Under 21 ("la nazionale degli sfigati e dei rimbambiti"), è il più bistrattato: "Viscido". Fino a Spalletti e agli ultimi mesi romani: "Davanti sembravano amici miei, ma appena mi giravo mi pugnalavano. Del resto non me ne fregava un cazzo di loro, io pensavo a me stesso e basta".
Non a caso i suoi idoli sono Federer e Valentino Rossi, campioni di sport individuali: "Come me hanno il talento, meno di loro ho la fame, la voglia, l'ambizione. (...) E il risultato è che loro hanno vinto tutto, io invece una sega. (...) Voglio essere me stesso. E me stesso non cresce mai. Voglio essere Peter Pan per sempre".
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Questo fastidio è stato raccolto dal fastidioso Pellizzer
(per NATALEtuttoL'ANNO).
Al pugile Clemente Russo piacciono tante cose: il Dalai Lama, la boxe, Alleanza Nazionale (il partito che ci ha mandati in Iraq senza permesso di soggiorno), la ministra Meloni (che le avrebbe -dice lui- portato fortuna).
… Intanto, l'altro pugile-poliziotto (Roberto Cammarelle, che ha riconosciuto la sua ignoranza sul tema Cina), ha spiegato di non voler regalare i suoi guantoni al Dalai Lama. Anche perché -ha spiegato- quello non potrebbe comunque metterseli addosso.
Da Gazzetta.it
Da L’Unità on-line
Marco Nicolucci (per la Gazzetta.it)
Andrea Gavazza (per l’Avvenire)
Gaia Piccardi (per Repubblica)