Gad Lerner, nel suo programma L’Infedele, ha voluto parlare della volgarità e dello “scosciamento” televisivo. E come esempio negativo (probabilmente ispirato anche da un video di Lorella Zanardo), ha voluto citare le veline di “Striscia La Notizia”.
... Le due fanciulle, giustamente risentite, hanno risposto a modo loro, con una predichetta che -a giudizio di molti- ha contribuito a diffondere ancora di più certi luoghi comuni sulle vallette (che sarebbero -dicono i loro detrattori- solo delle povere oche).
Non sono riuscito a capire tanto accanimento su queste due povere ragazze, e a tale riguardo ho voluto lasciare un mio commento sul blog di Lerner. Che è stato regolarmente pubblicato.
... E voglio sottolineare che, precedentemente, lo stesso commento mi era stato invece censurato sul blog della Zanardo (per via -disse lei- del mio “turpiloquio”). Anche se bisogna aggiungere che -con molta gentilezza, ma inutilmente- lei mi aveva proposto (pubblicamente, questo mi aveva un po’ infastidito), di re-inviare il commento, ma stavolta senza “parolacce”.
Ripropongo anche qui quanto avevo scritto allora. Precisando -e qui provo a capire cosa ha turbato la Zanardi- che quando ho scritto “Troia”, mi riferivo semplicemente alla famosa città. E in quanto alle parole “culo, tette, gnocca, cagare, stronzata, scoreggia”, beh, riconosco che effettivamente potevo risparmiarmele, cribbio!
... Ma a questo punto, cazzarola, mi viene un dubbio: si può dire “cribbio”? Non sarà uno "scosciamento" il mio? Non rischio di sembrare un pochettino volgare? Non sarà, anche questa, una brutta e lurida parolaccia?
La lettera-commento sul blog di Gad Lerner
«Non ho potuto vedere "L’Infedele" (dalle mie parti quel canale è latitante).
Immagino che Gad Lerner abbia detto tante cose intelligenti, ma capisco anche che le veline (e quelli che le preparano), si siano sentit* offes*.
In realtà io trovo che i balletti e l’abbigliamento delle due ragazze siano cosa accettabilissima (peraltro, in un programma in cui si ridicolizzano uomini e donne anche solo perché sbagliano il congiuntivo!). E non capisco proprio dove sia lo scandalo delle due ragazze.
Prendere le due fanciulle come esempio dello “scosciamento”, poi, mi sembra assolutamente sbagliato (capisco che come parabola della volgarità può funzionare, ma resta che -a mio parere- si vede (si dovrebbe vedere, e si è visto) ben altro!
Poi: la replica delle veline, (che hanno citato Macario e Totò, per spiegare questo genere di intrattenimento), l’ho trovata azzeccata. E la girerei a tutte quelle femministe che rimpiangono scioccamente la televisione "professionale" di un tempo (quella delle Canzonissime, dei Padrimariani, eccetera?).
Fra l’altro: negli anni ‘70 si vedevano in giro molte più minigonne di adesso (spesso erano proprio vertiginose), e quella antica sfrontatezza in un certo qual senso serviva addirittura -se sono stato informato bene- a rivendicare la riappropriazione del proprio corpo.
Quelli di “Striscia”, bisogna dirlo, stanno passando per un periodo delicato. Si sono offesi per alcune lettere a Dagospia (anche in quel sito c’è qualche culo/tetta/gnocca, chissà perché di quelle non si scandalizza nessuno?
… Francamente, se detesto ‘Striscia’ è perché la trovo falsa. Soprattutto quando finge di attaccare (e invece "umanizza"), quell’utilizzatore finale che è il piduista. Il problema delle veline, invece, non lo vedo proprio. Oppure passa in secondo piano. E quelle due vallette, con la loro replichetta a Lerner, hanno solamente -questo il solo torto- lasciato intendere di non aver mai seguito un corso di dizione (io aggiungerei che a scuola non hanno mai studiato le poesie: perlomeno che non hanno imparato a leggerle con un po’ di enfasi!).
Tuttavia: penso che una donna che fa l’operaio sia più ‘oggettizzata’ di quanto lo sono le due veline. E aggiungo che anche il sottoscritto (che fa un lavoro manuale, che mette a rischio la salute fisica e psicologica), si sente ‘oggettizzato’.
Le due veline leggevano un testo scritto? Sembravano delle oche? Se è per questo, fanno cagare (anche di più) pure le pubblicità dei calciatori (che rispondono a comando perfino alle interviste, che si denudano, che passano per idioti senza che nessuno gridi allo scandalo). Inoltre: il maschilismo esiste sicuramente (penso a Silvio con la Bindi), ma gridare “al lupo al lupo”, e dire che le cose vanno sempre peggio (aggiungendo certe argomentazioni dell’altro secolo, e di nuovo accusando la televisione, come faceva nell’antichità di Troia quel maschilista di Pier Paolo Pasolini), mi sembra una liturgia penosa. Che rischia di irritare tante e tanti.
… Se ho detto solo stronzate, e se non avete un modo gentile per farmi capire i miei errori, vi prego di scusarmi, di ignorare me e quanto ho scritto. Al limite mandate una pernacchia (ma anche una scoreggia va bene)».
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A questo post va collegato quello sull'Italia berlus-klona, quello su Polanski & Pasolini, quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Silvio matador bugiardo.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e molte altre), sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.pureQUA, e sul blog F.&FASTIDI.
Jacko e ‘papi’ Silvio hanno molte cose in comune: i tiramenti alla pelle, il parrucchino a coprire la crapa, la cipria, i giovanilismi, le manie di grandezza, le minchiate a più non posso, le nevrosi, e tutto quel che contribuisce a far tanto ‘fumo’ (necessario quando l’arrosto è poco, oppure quando quello è già bello e bruciato).
Il sito Dagospia ha pubblicato una preghierina a Dio. Molto molto cattiva. 
Dedico questo post ad Adriano Celentano, che ha sfruttato la morte di Jacko per accusare quelli che lui chiama “i criminalmedia” (cioè proprio quella modernità che ha reso famoso -e straricco- sia Michael che il 'molleggiato' stesso).
Dedico questo post anche a Sua Santitudine (Benedetto in 16°), che ha invitato il Berluska a fare di più per il terzo mondo. Sappia, il Papa del latinorum, che ‘papi’ Silviuccio non ha mantenuto neppure le promesse che in tal senso aveva fatto. Come gli ha rinfacciato (su La Stampa) la cantante Mina (con queste parole: “Al tavolo aquilano dell’imminente G8, dove tra le mille questioni si dovrà discutere anche degli aiuti all’Africa, si siederanno almeno due Governi chiaramente fedifraghi. Quello francese e, purtroppo , quello che presiederà i lavori, e cioè quello italiano”).
A questo post va collegato quello su vita, morte, e miracoli di Michael Jackson (già, pure i miracoli, che sono almeno tre: i suoi figli dalla carnagione chiara, nonostante il papà sia nero).
Se la parabola di “Luca” fosse -come dice Bonolis-, solo "una storia" (cioè non rappresentativa di una intera categoria), la si potrebbe canticchiare e basta. Senza tanti inutili strilli.
La canzone la si può accettare, ma solo se Povia spiega che l’ha scritta per dimostrare che molta gente (in questo caso “Luca”), cerca di scaricare sugli altri (in questo il papà e la mammina), le presunte "colpe".
Anche se a Povia la storia di “Luca” gli fosse stata -dice lui- raccontata tale e quale, il ragazzo aveva il dovere di filtrarla con un po’ di buon senso.
A proposito di Povia, di Grillini e di Benigni, il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera sulla questione. Che ripropongo con il solito e doveroso fastidio.
Tutti i miei post su Povia (e su Luca), partendo da qui.
Nell'altra sua vita Silviuccio Berluska insegnava ai suoi fidi come ci si abbottona la giacca. E come ci si fa il nodo alla cravatta.
Infatti, dopo i suoi ultimi travestimenti (il "kapò", le corna, qualche battibecco con una delle mogli, la bandana...), ha deciso di esagerare ulteriormente.
Da Floris, appena gli è stata data la diretta, Sua Bassezza ha voluto fare ancora una volta il birbone. E infatti ha spiegato che effettivamente a suo tempo aveva offerto ad Antonio Di Pietro un ministero. Il che è incredibile: non molto tempo fa aveva negato la cosa con sdegno!
Resta da capire (volendo credere a quanto dice il piduista), con quale criterio lui sceglie i suoi ministri. Vien da chiederselo, visto che offre i ministeri come se fossero caramelle, anche a chi dice di non conoscere.
Anche questo è conformismo: dire (imitando quell’ignorante di Beppe Grillo), che in Italia non c’è informazione.
Ci permettiamo di sputare sul ‘Grande Fratello’, sul ‘Costanzo show’, sulla De Filippi.
Mentre noi ci divertiamo a fare gli snob, c’è tutto un mondo intorno che si affida anche ai programmi spazzatura. Per potersi finalmente emancipare.
A proposito di questa sdolcinata soap opera: gli ingredienti per il delirio ci stanno proprio tutti. E le donne musulmane (quelle dei campi profughi di Gaza, come quelle dell’Arabia Saudita), vanno pazze per Mohannad e sua moglie Noor.
Nel mondo arabo si registra un aumento di bambini a cui viene dato il nome dei due interpreti principali. E fino a ieri andavano a ruba le magliette con i volti dei due nuovi eroi .