NATALE OGNI DI'

Questo è un blog-ripostiglio. Un laboratorio dove preparo, seleziono, immagino quel che poi trasferisco nell'altro mio sito (www.pellizzer.splinder.com)....... Se non sono qui, vuol dire che sono dall'altra parte. Comunque entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.

Chi sono

Utente: pellizzer2
Sono ancora il tuo fastidioso dirimpettaio, e chi altro potrei essere?

Controfigure

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 25 gennaio 2009

VATICANO DA OPERETTA

Il Vaticano vuol far ridere anche i polli. Ha già iniziato a rimproverare Obama (dopo aver taciuto sui crimini del serial-killer Bush). E adesso ha deciso di esagerare, perdonando i vescovi lefebvriani anticonciliari (negazionisti compresi).
… Molti cattolici sono senza parola, e le comunità ebraiche sono disgustate da questa incredibile decisione di legittimare vescovi tradizionalisti e negazionisti. Ma c'è una Lega (la solita destra pseudo-kattolica!), che plaude al presunto "ritorno alla Tradizione della Chiesa".
     ______________________________



  A
ttraverso l’Osservatore Romano (che precedentemente aveva lanciato l’allarme sulla pillola che inquinerebbe il mondo), il Vaticano è già partito all’attacco di Obama.
… E di fatto ha iniziato a sbarack-are il nuovo Presidente americano, criticandolo per la sua decisione di finanziare alcune organizzazioni che -secondo le parole dell’arcivescovo di Filadelfia- “promuovono l’aborto invece di ridurlo”.

  I
ncredibile ma vero: nel frattempo Santa Romana Chiesa riaccoglie  in grande stile i vescovi lefebvriani (che tuttora non riconoscono il Concilio Vaticano II).
… E questo su decisione di Sua Santitudine, che recentemente ci aveva chiesto maggiore “sobrietà” (e che per le udienze solenni ha sostituito la più modesta poltrona di Papa Karol con uno sfavillante e ottocentesco trono: evidentemente pensa -alla faccia della 'sobrietà'- di essere l’imperatore di tutte le galassie!).

  I
l senatore Federico Bricolo (uno dei colonnelli della Lega Nord), ha esultato per il perdono concesso ai seguaci di Lefebvre .
… E ha dichiarato: «Si chiude un doloroso periodo che aveva visto i difensori della tradizione cattolica esiliati dalla Chiesa romana. Oggi dobbiamo tutti ringraziare il coraggio e l’obiettività di Sua Santità Benedetto XVI, che ha fatto capire che la tradizione della Chiesa può e deve vivere anche ai nostri giorni».

  L
e comunità ebraiche, che già erano infastidite per la faccenda della ‘preghiera del Venerdì Santo’ (nella quale si chiede la conversione degli ebrei), adesso hanno altro di cui preoccuparsi.
E pesa soprattutto il fatto che tra i quattro vescovi riaccolti dal Vaticano ci sta pure un somaro che nega l’Olocausto.
… Intervistato dal Corriere Della Sera, Renzo Gattegna (presidente Ucei), dice: «E’ terribile che un vescovo che nega la Shoah venga legittimato e riabilitato dal Papa… E poi, veramente non capisco come possa essere riammesso alla piena comunione con Roma una persona che contraddice documenti fondamentali del Concilio».

  I
l teologo e giornalista Gianni Gennari (ex sacerdote), intervistato da Il Giornale, si è detto “deluso, sbalordito, scandalizzato, amareggiato” per la decisione di Benedetto XVI. E ha parlato addirittura di “schiaffo a Giovanni Paolo II”.
… E ha poi dichiarato: «Qui la misericordia c’entra poco. La misericordia si usa con chi si pente. I lefebvriani non si sono mai pentiti. Per quarant’anni hanno parlato di ‘papi bastardi’ e di ‘messa bastarda’… Credono che sia la Chiesa a essersi riconciliata con loro, non il contrario… Ci vuole un documento preciso nel quale sia chiesto ai quattro vescovi il pieno riconoscimento del Concilio e dei suoi documenti».

      _______________________________


  Altre scoreggette come queste sono su
NATALEtuttoL'ANNOsu  FASTI & FASTIDI ,
e infine
su  NATALE PURE QUA .
giovedì, 18 dicembre 2008

IO NON ERO EBREO

Quelli che “…vennero a prendere gli ebrei, e non ho fatto nulla perché io non sono ebreo”.



  Ditelo a Sua Santitudine Benedictus in 13°: Gianfranco Fini (che per L’Osservatore Romano è stato meschino), ci ha costretti a riflettere sulle colpevoli distrazioni della Chiesa concordataria (e sulle meschinità di tanti presunti kattolici e antifascisti!

  E dunque, il caro Ratzinger, che lavorava per i nazisti, si chieda dov’era Santa Romana Chiesa (quella dei “perfidi giudei”), quando furono promulgate le leggi razziali!

  ... A proposito: che fecero i vari Luigi Einaudi, Padre Agostino Gemelli, Giulio Carlo Argan?  E il giovane Giorgio Bocca? E il mezzo ebreo Alberto Moravia?



    *     *     *     *     *     *     *    *    *    *    *    *

   
 Pierluigi Battista (per il Corriere della Sera)

La «non reazione» della Chiesa, certo. Ma nel '38 e negli anni successivi non reagì, non parlò, non si oppose nessuno. Il silenzio imbarazzato o accondiscendente nei confronti delle leggi razziali promulgate dal fascismo coinvolse cattolici e laici, conservatori e progressisti. Le eccezioni furono rarissime…
Vittorio Foa, che mai recriminò contro i coetanei che facevano carriera mentre lui languiva nelle prigioni fasciste, verso la fine della sua vita ruppe il suo riserbo («non so bene perché diavolo lo faccio ») e scrisse: «Non uno di quegli illustri antifascisti aveva detto una sola parola contro la cacciata degli ebrei dalle scuole, dalle università, dal lavoro, contro quella che è stata un'immonda violenza».

Dieci anni fa Giulio Andreotti si chiese perché non si fossero avviate indagini critiche «sul comportamento di senatori come Croce, De Nicola, Albertini, Frassati, che disertarono la seduta del 20 dicembre 1938 facendo passare senza opposizione la legislazione antisemita ». Vero. Ma non risultano commenti altrettanto indignati di Andreotti sulle accuse che padre Agostino Gemelli, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, mosse nel '39 all'indirizzo degli ebrei, «popolo deicida» che «va ramingo per il mondo » a scontare le conseguenze di quell'«orribile delitto».
E a proposito di Croce fa molta impressione leggere, nel libro "L'espulsione degli ebrei dalle accademie italiane" di Annalisa Capristo, l'elenco degli intellettuali che risposero con zelo ed entusiasmo al censimento per identificare «i membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti che cesseranno di far parte di dette istituzioni». Bastava una compilazione burocratica e svogliata dei moduli, per chi non avesse avuto il coraggio di sottrarsi a quel compito infame.

E invece i Giorgio Morandi e i Gianfranco Contini, i Roberto Longhi e i Natalino Sapegno, i Nicola Abbagnano e gli Antonio Banfi, gli Alessandro Passerin d'Entrèves e i Giuseppe Siri (e centinaia con loro, illustri come loro) vollero sfoggiare «l'aggiunta di esplicite dichiarazioni antisemite sotto forma di precisazioni ai vari quesiti tenuti nella scheda». Da Luigi Einaudi, che sottolineò orgoglioso «l'appartenenza alla religione cattolica ab immemorabile», a Ugo Ojetti, che fu puntuale fino alla pignoleria: «Cattolico romano, dai dieci ai sedici anni ho servito tutte le domeniche».
Solitaria eccezione, appunto, quella di Benedetto Croce, che rispedì al mittente i moduli della vergogna con impareggiabile sarcasmo: «L'unico effetto della richiesta dichiarazione sarebbe di farmi arrossire, costringendo me, che ho per cognome CROCE, all'atto odioso e ridicolo insieme di protestare che non sono ebreo, proprio quando questa gente è perseguitata».

Era già una «persecuzione »: ci voleva poco a capirlo, malgrado i risibili rosari autoassolutori del «non sapemmo » e del «non capimmo». Mentre Alberto Moravia implorava le autorità fasciste perché gli venisse data la possibilità di continuare a scrivere sulle riviste («sono cattolico fin dalla nascita, mio padre è israelita, ma mia madre è di sangue puro »), Guido Piovene recensiva rapito Contra Judeos di Telesio Interlandi. Il giovane cattolico Gabriele De Rosa (in un «libercolo » che lo storico decenni dopo avrebbe definito «goffo e scriteriato ») inveiva contro «il focolare ebraico» in Palestina, alimentato dal popolo responsabile della crocifissione di Gesù Cristo.
Il giovane Giorgio Bocca discettava sui pericoli del piano ebraico di conquista del mondo rivelata dai (falsi) Protocolli dei savi Anziani di Sion. Giulio Carlo Argan, colto collaboratore del regime per la difesa dei beni culturali e artistici, in una corrispondenza del 1939 dagli Stati Uniti dissertava sull'influenza del «potentissimo elemento ebraico» in America. Una fornitissima appendice documentaria apparsa nella seconda edizione del «lungo viaggio» di Ruggero Zangrandi «attraverso il fascismo» descrisse nel 1962 l'ampiezza del consenso servile degli intellettuali alla politica antisemita del regime, ricostruito per la prima volta in quegli stessi anni da Renzo De Felice nella Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo…

      _______________________________


  Questa scoreggetta vi è stata testè lanciata dal ‘fastidioso dirimpettaio’.

Altre ancora
su NATALEtuttoL'ANNOsu  FASTI & FASTIDI ,
... e infine
su  NATALE PURE QUA,

sabato, 13 dicembre 2008

IL GOLDONE BUCATO

FERMI TUTTI !!!
 

  Il Vaticano ha deciso di darsi alle barzellette.
Incredibile ma vero: proibisce il profilattico, ma permette (solo in certe situazioni, sia chiaro!), che ci si infili un calzino bucato.



  T
utta la ridicola faccenda  IN QUESTO POST
 .
        _______________________________


  Questa scoreggetta vi è stata testè lanciata dal ‘fastidioso dirimpettaio’.

(Altre ancora su
NATALEtuttoL'ANNO, e su FASTI & FASTIDI).